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Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali
Giovedì, 27 Luglio 2017 18:11

Monitor n. 41

monitor 35
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ANTICORRUZIONE E TRASPARENZA IN SANITÀ

Una rivoluzione culturale ormai inarrestabile

di Luca Coletto

Anticorruzione e Trasparenza in Sanità: 1000 giorni di cambiamenti

di Francesco Bevere

Indicatori di trasparenza nelle attività di valutazione di AGENAS

di Lucia Borsellino

LE INTERVISTE AI PROTAGONISTI

Beatrice Lorenzin

Raffaele Cantone

GLI INTERVENTI

Normative efficaci e Formazione come strumenti per combattere opacità e corruzione

di Emilia Grazia De Biasi

Più controlli sul campo per un welfare più giusto

di Mario Marazziti

Piani di rientro nella legalità per garantire la sostenibilità del sistema

di Rosy Bindi

Prevenire la corruzione in sanità: un lavoro di squadra

di Stefano Bonaccini

Misure anticorruzione, il ruolo delle Regioni e delle P.A.

di Antonio Saitta

Corte dei conti, organo garante del rispetto della legalità

di Angelo Buscema

LA VOCE DEI PROFESSIONISTI

Trasparenza, imperativo etico per i medici

di Roberta Chersevani

L’esperienza dell’ATS Sardegna

di Paola Raspitzu

La voce dell’AOU Careggi

di Simona Orsi

UN OCCHIO ALL’EUROPA

Sprechi, inefficienze, frode e corruzione in sanità: rischi crescenti in Italia e in Europa

di Gustavo Piga, Francesco Saverio Mennini, Lara Gitto

L’ESPERTO

La gestione del conflitto d’interessi nelle recenti normative

di Ilaria Salvemme

 

 

Pubblicato in Monitor

osservatorio buone pratiche

A seguito delle giornate di incontro con i Responsabili della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) degli Enti del Servizio Sanitario Nazionale, organizzate da AGENAS e tenutesi il 26, 27 e 28 ottobre 2016, l’Agenzia, in preparazione di prossime analoghe e ulteriori iniziative nell’anno in corso, ha predisposto un Questionario finalizzato alla rilevazione di aspetti relativi alle attività cui le suddette figure professionali sono preposte, che necessitino di approfondimenti e/o per le quali si richiedano specifici supporti formativi.
La compilazione del Questionario, da effettuarsi on line, entro l’11 giugno 2017, attraverso l’accesso al sito istituzionale di AGENAS al link dedicato pna-sanita.agenas.it  (LINK), oltre a consentire una diffusa partecipazione al confronto istituzionale attraverso i contributi di coloro che operano sul campo, concorre a fornire gli elementi necessari ad una più compiuta valutazione dei bisogni formativi anche in relazione alle novità introdotte dalla normativa più recente.
Le informazioni acquisite con la rilevazione potranno altresì meglio contribuire ad orientare anche le altre iniziative condotte da AGENAS, nell’ambito delle note collaborazioni istituzionali con il Ministero della Salute e l’ANAC nel settore in riferimento.
Per la compilazione del questionario ogni RPCT deve accedere con le proprie credenziali all’area “Riservata agli RPCT del Servizio Sanitario Nazionale” presente sulla pagina pna-sanita.agenas.it  (LINK).
Si ricorda che l’utenza è costituita dal proprio indirizzo e-mail e che la password può essere richiesta direttamente dalla pagina pna-sanita.agenas.it  (LINK). Per eventuali ulteriori informazioni e/o supporti è disponibile l’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

Pubblicato in primo_piano

osservatorio buone praticheMinistero della Salute, ANAC e AGENAS nell’ultimo triennio hanno messo in piedi un vero e proprio sistema di prevenzione dei fenomeni di corruzione nell’ambito sanitario, indicando misure, strumenti e forme di controllo chiare e specifiche rivolte alle strutture sanitarie, ma la cronaca recente continua a raccontarci di una diffusa illegalità.

Innanzitutto i fenomeni di malaffare dimostrano che c’era bisogno di dotare il sistema sanitario di indicazioni chiare, mirate, studiate su misura in considerazione della specificità e della complessità organizzativa e relazionale delle strutture sanitarie. Certo, le regole previste nell’aggiornamento al Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) dedicate al settore sanitario, da sole, non possono incidere sulla coscienza individuale, sul personale senso etico dell’utilizzo di risorse  pubbliche, ma servono a promuovere negli ambienti “a rischio di condizionamenti” la cultura della legalità, della trasparenza, che restano le vere armi per isolare le “mele marce”. Ecco perché ci attendiamo che le realtà sanitarie s’impegnino finalmente a recepire, oserei dire a fare proprie, le indicazioni contenute nell’aggiornamento al PNA e, anzi, ad individuare ulteriori misure legate alla specificità del contesto di riferimento.

 

AGENAS dispone già di uno strumento di misurazione del recepimento delle indicazioni contenute nel PNA?

Una delle misure più innovative introdotte dal PNA è la Dichiarazione pubblica di interessi per i professionisti sanitari per la prevenzione e la gestione del conflitto di interessi. L’Agenzia ha attivato un sistema informatico sul proprio sito per la compilazione online della Dichiarazione di fatto realizzando una vera e propria banca dati utile a individuare il grado di aderenza alla misura da parte delle Aziende sanitarie e dei singoli professionisti. Inoltre, tale banca dati rappresenta una fonte formidabile di informazioni che possono consentire di individuare la presenza di comportamenti a rischio, da tenere sotto osservazione, laddove, ad esempio, sussistano legami diretti o indiretti con aziende farmaceutiche o produttrici di dispositivi medici o di altre tecnologie. Non è un caso che tutte le recenti vicende di corruzione abbiano avuto origine proprio dalla violazione delle norme sulla trasparenza e sul conflitto d’interessi e che le aziende coinvolte, dall’Ospedale Gaetano Pini di Milano all’A.O.U di Parma, passando per la Fondazione Pascale non abbiano aderito a questa modulistica. Ma i numeri per fortuna dimostrano che nel panorama nazionale molti hanno compreso l’efficacia preventiva di questo strumento.

Quanti sono gli enti sanitari che si sono registrati?

In un anno, da marzo 2016 ad oggi, sono stati circa 13.000 i professionisti del Servizio sanitario nazionale (SSN) abilitati alla compilazione e circa 150 gli enti sanitari che hanno avviato e/o compilato la Dichiarazione pubblica di interessi (Cartina Italia/Distribuzione Enti sanitari che hanno avviato e/o compilato la Dichiarazione pubblica di interessi - PDF). Sono cifre significative destinate a crescere, considerando che alla luce dell’aggiornamento 2016 al Piano Nazionale Anticorruzione, si tratta ormai di una misura entrata a pieno regime. Con un maggiore coinvolgimento dell’organizzazione sanitaria da parte del management aziendale a supporto del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT), anche attraverso le attività di verifica che a breve saranno condotte sugli enti del SSN, possiamo sperare in un accrescimento dell’etica della responsabilità individuale e quindi dell’intero sistema.

Su che cosa è impegnata attualmente l’Agenzia sul tema della trasparenza?

L’Agenzia sta lavorando ad un set di indicatori di trasparenza finalizzato a creare un vero e proprio sistema di alert diretto, tra l’altro, a valutare l’efficacia delle misure del Piano Nazionale Anticorruzione sulla prevenzione e riduzione dei rischi all’origine dei fenomeni di illegalità. Il lavoro è continuo e, dopo la costruzione dell’impianto di regole, stiamo mettendo in atto tutte le sinergie possibili per verificarne il rispetto e per alimentare in un “circuito continuo” la condivisione di strumenti per l’affinamento sia degli interventi di rafforzamento della trasparenza e di contrasto ai fenomeni corruttivi che delle misure di controllo e monitoraggio.

osservatorio buone pratiche

“Il Sistema sanitario dispone già di tutti gli antidoti per neutralizzare e prevenire fenomeni di corruzione o di cattiva gestione: sono quelli contenuti nell’allegato al Piano Nazionale Anticorruzione, frutto della collaborazione tra ANAC, Ministero della Salute e AGENAS e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3 agosto 2016 - afferma Francesco Bevere, Direttore Generale AGENAS -.Questo documento fornisce indicazioni mirate, prevedendo anche misure di “allerta” su particolari “aree a rischio” come, ad esempio, i contratti pubblici, gli incarichi e le nomine dei primari, la gestione delle spese e del patrimonio immobiliare, nonché indicazioni su come effettuare i controlli e le verifiche”.

“A maggio partiranno, su indicazione di ANAC, le attività di verifica congiunte da parte del Ministero della Salute, ANAC e AGENAS, anche per monitorare il grado di recepimento da parte degli enti sanitari delle raccomandazioni e degli indirizzi in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione, contenuti nel PNA 2016- prosegue Bevere -. Attenersi ai comportamenti suggeriti costituisce il primo passo e la volontà concreta di voler affrontare il fenomeno della cattiva gestione in sanità, a partire dalla conoscenza approfondita di ogni percorso organizzativo e gestionale, rendendolo trasparente.”

 

Pubblicato in primo_piano
Lunedì, 19 Settembre 2016 00:00

Newsletter: PNA 2016, l'impegno di Agenas

osservatorio buone praticheIntervista con la dott.ssa Lucia Borsellino, Responsabile del coordinamento dei programmi di sviluppo e ricerca dell'AGENAS e della formazione manageriale e l'Avv. Wanda Giorgione, coordinamento Staff legale, Direzione Generale.

Indicazioni specifiche e dettagliate per le Regioni e le aziende sanitarie, quelle contenute nel Piano nazionale anticorruzione 2016 recentemente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Una sezione che ha raccolto, come si legge nel documento, il frutto del lavoro svolto dai tavoli tematici ANAC, AGENAS, Ministero della Salute. Qual è stato in particolare il contributo dell’Agenzia?

L’Agenzia ha coordinato il lavoro dei tavoli tematici che hanno visto la partecipazione di diverse istituzioni e di esperti di diverse aziende sanitarie per i singoli settori di interesse. In particolare l’Agenzia ha avuto il ruolo di trasferire, in previsione delle misure che oggi formano oggetto di specifiche indicazioni del PNA 2016, le proprie conoscenze, esperienze, il metodo e la disponibilità degli strumenti operativi in uso che conferiscono alle azioni proposte carattere di concreta fattibilità e misurabilità.

Il PNA 2016 evidenzia la centralità della formazione del RPC, una figura finora poco valorizzata e che diventa sempre più decisiva nella costruzione di un’azienda chiara, trasparente ed efficiente. Su quali aspetti formativi è necessario investire?

Il RPC o meglio il Responsabile per la prevenzione della corruzione e la trasparenza (RPCT) - ormai è previsto un unico responsabile in materia di trasparenza e di prevenzione della corruzione - oggi è senz’altro una figura di rilievo sia nel raccordo tra le funzioni strategiche aziendali e la direzione generale sia nelle relazioni istituzionali esterne con l’Autorità Nazionale e le altre istituzioni coinvolte.
Per tale ragione, nel PNA 2016 ne è stato ulteriormente definito il profilo, il ruolo e le funzioni affinché le scelte delle Direzioni strategiche siano orientate verso figure dotate di caratteristiche che possono essere riassunte in tre componenti principali: 1. conoscenza dell’organizzazione e competenza maturata in settori strategici della stessa, 2. indipendenza, 3. rettitudine. La formazione, in questa prospettiva, è la più importante forma di investimento a lungo termine che deve essere assicurata dalle organizzazioni sanitarie a partire dai RPCT e, a cascata, a tutte le articolazioni aziendali con particolare riguardo ai livelli intermedi di responsabilità che sovraintendono ai singoli processi organizzativi e decisionali.

In che misura l’ultimo documento ANAC rappresenta un ulteriore passo in avanti nella messa in sicurezza del sistema sanitario dal rischio di maladministration?

La messa in sicurezza del sistema sanitario risiede proprio nella sua corretta organizzazione. Per preservarla dal rischio di comportamenti devianti dall’interesse generale e quindi opportunistici o corruttivi, occorre ricorrere a tutti gli strumenti possibili per rafforzare la trasparenza dei processi e dei procedimenti così da mettere in chiaro i singoli passaggi e i livelli di responsabilità. Ciò non solo scoraggia tali comportamenti ma induce il sistema a rileggersi dentro e a porre in essere interventi correttivi rispetto a omissioni, carenze organizzative, disfunzioni e sprechi. Il tutto a garanzia non solo della legalità ma anche dell’efficienza e della qualità del servizio per i cittadini. Si pensi al settore degli acquisti, dove il rischio corruttivo potenzialmente legato alle relazioni esterne ed alle ingenti risorse impiegate, può tradursi in vantaggi individuali e in sprechi a danno della collettività. Allo stesso modo, per fare un altro esempio, il settore dell’attività libero professionale, se non correttamente regolamentato, si traduce anch’esso in vantaggi individuali e in un aumento dei tempi di attesa per i cittadini inclusi nelle liste di attesa per le prestazioni da erogarsi in regime istituzionale.

Quali sono i prossimi impegni di AGENAS sul fronte dell’Anticorruzione?  

La collaborazione con il Ministero della Salute e l’ANAC su questo fronte è sistematica e continuativa. Oltre ai lavori di aggiornamento delle misure che saranno contenute nei prossimi PNA e che continueranno ad impegnare i tavoli tematici su singoli ambiti specifici, un più recente ambito di collaborazione sarà quello relativo ai controlli e alle verifiche. In una logica di miglioramento continuo del sistema è fondamentale, infatti, verificare se le indicazioni fornite sono osservate e applicate e con quale grado di effettività e di risultato. I prossimi mesi, come annunciato dal Ministro Lorenzin e dal Presidente Cantone, segneranno un passo in avanti nel sistema dei controlli per i quali ANAC si avvarrà anche delle expertise di AGENAS e del Ministero della Salute, oltre che dei NAS e di altri Corpi dello Stato. Il valore aggiunto di questo nuovo modo di operare in sinergia tra istituzioni è la condivisione di strumenti, informazioni e metodologie, ovvero un approccio al fenomeno della corruzione in sanità di tipo preventivo, multidisciplinare e integrato, che siamo certe ci consentirà di valorizzare, rafforzare e diffondere le buone pratiche e le leve su cui risiede la sostenibilità del sistema.

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osservatorio buone praticheIntervista con la dott.ssa Lucia Borsellino, Responsabile del coordinamento dei programmi di sviluppo e ricerca dell'AGENAS e della formazione manageriale e l'Avv. Wanda Giorgione, coordinamento Staff legale, Direzione Generale.

Indicazioni specifiche e dettagliate per le Regioni e le aziende sanitarie, quelle contenute nel Piano nazionale anticorruzione 2016 recentemente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Una sezione che ha raccolto, come si legge nel documento, il frutto del lavoro svolto dai tavoli tematici ANAC, AGENAS, Ministero della Salute. Qual è stato in particolare il contributo dell’Agenzia?

L’Agenzia ha coordinato il lavoro dei tavoli tematici che hanno visto la partecipazione di diverse istituzioni e di esperti di diverse aziende sanitarie per i singoli settori di interesse. In particolare l’Agenzia ha avuto il ruolo di trasferire, in previsione delle misure che oggi formano oggetto di specifiche indicazioni del PNA 2016, le proprie conoscenze, esperienze, il metodo e la disponibilità degli strumenti operativi in uso che conferiscono alle azioni proposte carattere di concreta fattibilità e misurabilità.

Il PNA 2016 evidenzia la centralità della formazione del RPC, una figura finora poco valorizzata e che diventa sempre più decisiva nella costruzione di un’azienda chiara, trasparente ed efficiente. Su quali aspetti formativi è necessario investire?

Il RPC o meglio il Responsabile per la prevenzione della corruzione e la trasparenza (RPCT) - ormai è previsto un unico responsabile in materia di trasparenza e di prevenzione della corruzione - oggi è senz’altro una figura di rilievo sia nel raccordo tra le funzioni strategiche aziendali e la direzione generale sia nelle relazioni istituzionali esterne con l’Autorità Nazionale e le altre istituzioni coinvolte.
Per tale ragione, nel PNA 2016 ne è stato ulteriormente definito il profilo, il ruolo e le funzioni affinché le scelte delle Direzioni strategiche siano orientate verso figure dotate di caratteristiche che possono essere riassunte in tre componenti principali: 1. conoscenza dell’organizzazione e competenza maturata in settori strategici della stessa, 2. indipendenza, 3. rettitudine. La formazione, in questa prospettiva, è la più importante forma di investimento a lungo termine che deve essere assicurata dalle organizzazioni sanitarie a partire dai RPCT e, a cascata, a tutte le articolazioni aziendali con particolare riguardo ai livelli intermedi di responsabilità che sovraintendono ai singoli processi organizzativi e decisionali.

In che misura l’ultimo documento ANAC rappresenta un ulteriore passo in avanti nella messa in sicurezza del sistema sanitario dal rischio di maladministration?

La messa in sicurezza del sistema sanitario risiede proprio nella sua corretta organizzazione. Per preservarla dal rischio di comportamenti devianti dall’interesse generale e quindi opportunistici o corruttivi, occorre ricorrere a tutti gli strumenti possibili per rafforzare la trasparenza dei processi e dei procedimenti così da mettere in chiaro i singoli passaggi e i livelli di responsabilità. Ciò non solo scoraggia tali comportamenti ma induce il sistema a rileggersi dentro e a porre in essere interventi correttivi rispetto a omissioni, carenze organizzative, disfunzioni e sprechi. Il tutto a garanzia non solo della legalità ma anche dell’efficienza e della qualità del servizio per i cittadini. Si pensi al settore degli acquisti, dove il rischio corruttivo potenzialmente legato alle relazioni esterne ed alle ingenti risorse impiegate, può tradursi in vantaggi individuali e in sprechi a danno della collettività. Allo stesso modo, per fare un altro esempio, il settore dell’attività libero professionale, se non correttamente regolamentato, si traduce anch’esso in vantaggi individuali e in un aumento dei tempi di attesa per i cittadini inclusi nelle liste di attesa per le prestazioni da erogarsi in regime istituzionale.

Quali sono i prossimi impegni di AGENAS sul fronte dell’Anticorruzione?  

La collaborazione con il Ministero della Salute e l’ANAC su questo fronte è sistematica e continuativa. Oltre ai lavori di aggiornamento delle misure che saranno contenute nei prossimi PNA e che continueranno ad impegnare i tavoli tematici su singoli ambiti specifici, un più recente ambito di collaborazione sarà quello relativo ai controlli e alle verifiche. In una logica di miglioramento continuo del sistema è fondamentale, infatti, verificare se le indicazioni fornite sono osservate e applicate e con quale grado di effettività e di risultato. I prossimi mesi, come annunciato dal Ministro Lorenzin e dal Presidente Cantone, segneranno un passo in avanti nel sistema dei controlli per i quali ANAC si avvarrà anche delle expertise di AGENAS e del Ministero della Salute, oltre che dei NAS e di altri Corpi dello Stato. Il valore aggiunto di questo nuovo modo di operare in sinergia tra istituzioni è la condivisione di strumenti, informazioni e metodologie, ovvero un approccio al fenomeno della corruzione in sanità di tipo preventivo, multidisciplinare e integrato, che siamo certe ci consentirà di valorizzare, rafforzare e diffondere le buone pratiche e le leve su cui risiede la sostenibilità del sistema.

 

Brochure

Garantire equità di accesso alle cure, uniformità dei livelli essenziali di assistenza e sostenibilità del nostro sistema sanitario attraverso la prevenzione della corruzione, questo il filo conduttore delle azioni messe in atto da AGENAS dopo la firma del Protocollo d’intesa con l’ANAC.
In una logica di miglioramento continuo e di diffusione delle buone pratiche, sono stati attivati sette tavoli tecnici tematici a composizione inter-istituzionale e multidisciplinare, finalizzati ad apportare ulteriori e nuovi contributi per il prossimo aggiornamento del Piano Nazionale Anticorruzione e che verranno poi messi in pratica dalle aziende sanitarie.
Ecco i Tavoli attivi cui partecipano oltre ad AGENAS, Ministero della Salute e ANAC, anche esperti di Istituto Superiore di Sanità, AIFA e di aziende sanitarie:

  • Profilo e ruolo del responsabile della prevenzione della corruzione in sanità;
  • Conflitto di interessi in sanità e codice di comportamento;
  • Nomine;
  • Acquisti in sanità;
  • Rotazione incarichi;
  • Rapporti contrattuali con il privato accreditato;
  • Ulteriori tavoli di lavoro su altri ambiti di approfondimento.

I lavori dei Tavoli, propedeutici alla definizione del PNA 2016, produrranno i primi effetti con l’adozione da parte delle aziende sanitarie dei prossimi Piani aziendali triennali e AGENAS parteciperà al loro monitoraggio e verifica nell’ambito della ormai consolidata collaborazione istituzionale con l’ANAC e gli altri soggetti istituzionali coinvolti.
AGENAS, inoltre, ha realizzato un applicativo sul proprio sito web (pna-sanita.agenas.it) per la compilazione on line della Dichiarazione pubblica di interessi da parte di tutti i professionisti del servizio sanitario interessati, in attuazione della misura specifica prevista nel PNA – sezione sanità. L’obiettivo è stato quello di creare strumenti omogenei per diffondere una buona pratica aziendale, velocizzando lo scambio di informazioni e mirando in questo modo a tutelare l’operato del singolo professionista e dell’organizzazione di cui fa parte, anche attraverso la dichiarazione trasparente della rete di relazioni in cui si svolge la propria attività.

 

La firma del Protocollo ANAC-AGENAS aveva già portato all’introduzione all’interno del Piano Nazionale Anticorruzione di una prima sezione specifica dedicata alla sanità. Ministero della Salute, ANAC e AGENAS, hanno definito, infatti, un primo importante atto di indirizzo rivolto alle aziende sanitarie pubbliche e agli enti assimilati del SSN, adottato dall’ANAC con Determina n.12 del 28 ottobre 2015. Questo ha reso possibile mettere a disposizione delle regioni e delle aziende sanitarie, strumenti per migliorare la capacità di pianificazione strategica per una corretta gestione delle risorse.
Oltre ad aree di rischio generali come quelle dei "Contratti pubblici, degli Incarichi e nomine, della Gestione delle entrate, delle spese e del patrimonio, della Vigilanza e controllo", sono state introdotte nel PNA aree di rischio specifiche quali quelle relative all’"Attività libero professionale e liste di attesa, ai Rapporti contrattuali con i privati accreditati, alla Farmaceutica, dispositivi e altre tecnologie, alla ricerca, sperimentazioni e sponsorizzazioni e alle Attività conseguenti al decesso in ambito ospedaliero".
La tutela del diritto alla salute di tutti i cittadini richiede un impegno costante per la condivisione dei valori di integrità, legalità ed etica del comportamento, e il lavoro portato avanti da AGENAS segue questo percorso, base fondamentale per il perseguimento dell’interesse pubblico.