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Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali

 

Brochure
È disponibile on line Monitor 42  (PDF) la rivista di AGENAS, con un “Focus on” sul tema delle Reti tempo-dipendenti: Rete cardiologica per l’emergenza, neonatologica e dei punti nascita, ictus e traumatologica.
Il numero, che pubblichiamo in concomitanza con il via libera della Conferenza Stato-Regioni, ripercorre il processo di revisione delle Reti clinico tempo-dipendenti a partire da una prima fase di rilevazione e valutazione del livello di implementazione nelle Regioni fino alla definizione di Linee Guida; un lavoro complesso e corale che ha visto il coordinamento di AGENAS e la partecipazione convinta delle Regioni e PA, del Ministero della Salute, dell’ISS, dell’AIFA, della FISM, della FNOMCeO, dell’IPASVI e di Cittadinanzattiva, nonché di altre professioni sanitarie e dei delegati delle società scientifiche.
 

 

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Marcatori circolanti in oncologia

Guida all'uso clinico appropriato


2016

 

 

 

 

 

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osservatorio buone praticheÈ online il nuovo numero di Monitor, la rivista di AGENAS che in questa occasione affronta nel suo Focus on il tema dei Piani di rientro e delle novità in questo settore alla luce della Legge di stabilità 2016. Il Presidente della Conferenza delle Regioni e Province Autonome Stefano Bonaccini è intervenuto in questo dibattito per riassumere il lavoro svolto dalle Regioni in Piano di Rientro e commissariate e le nuove sfide che ci attendono legate allo spostamento dell’obiettivo di recupero di efficienza dal livello regionale a quello aziendale. In particolare, ha colto l’occasione per lanciare un appello al Governo: “Riconosca pubblicamente gli sforzi fatti finora e organizzi la fase di crisis exit strategy”. “Dobbiamo rendere agevole l’uscita dai Piani di Rientro, considerandola non tanto il successo di una singola Regione, ma una nota positiva del sistema Italia”. I mutamenti normativi introdotti dall’ultima Legge di stabilità portano il Presidente Bonaccini ad una riflessione di più ampio respiro: “Non sfugge il rovesciamento di fronte che porta le Regioni a giocare un ruolo diverso: da soggetto controllato a soggetto controllore e per ciò stesso ancora più responsabili delle proprie scelte di programmazione”. “Ci aspetta un lavoro faticoso e meticoloso in cui privilegiare trasparenza, solidarietà ed efficienza” con un’attenzione particolare a sei direttrici: “mobilità sanitaria, appropriatezza, Livelli essenziali di assistenza, revisione dei criteri di riparto, investimenti, efficacia della governance”.
Per documentare, dati alla mano, i passi avanti compiuti in questi anni, nel dossier sono raccolti gli interventi dell’Assessore alla sanità del Piemonte Antonio Saitta, dell’Assessore alla Programmazione sanitaria dell’Abruzzo Silvio Paolucci e del Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro della Campania, Joseph Polimeni. Proprio nell’ottica di individuare una via d’uscita dai Piani di rientro, il Presidente di AGENAS Giuseppe Zuccatelli, nel suo editoriale, ha sottolineato che “la condizione per uscire dal commissariamento o dal Piano di rientro non può essere solo quella dell’equilibrio di bilancio, perché il risanamento economico deve essere accompagnato da una valutazione almeno sufficiente dei Lea”. “Il problema è, ora, rendere compatibile l’equilibrio equilibrio economico-finanziario e la qualità dell’assistenza”. Zuccatelli, in conclusione, sottolinea poi come la causa di una situazione che si presenta così a macchia di leopardo sul territorio nazionale debba essere individuata nella mancanza di una managerialità diffusa. “Tutta la dirigenza delle professioni sanitarie deve acquisire la consapevolezza che la competenza manageriale, quindi organizzativa, è una prerogativa che si deve possedere all’interno di una preparazione specifica professionale”.
Nella rubrica Idee e Commenti il deputato Federico Gelli introduce alcune considerazioni a margine del DDL sulla responsabilità professionale, mentre nello spazio dedicato alle best practice Dalle Regioni, viene pubblicata un’approfondita indagine sui consumi sanitari e i servizi essenziali nella città metropolitana di Torino. Infine, nella rubrica Agenas on line trovano posto due fra i più recenti studi realizzati dall’Agenzia: uno per promuovere la centralità della persona nei servizi sanitari regionali, dando enfasi all’empowerment del cittadino e un altro che analizza nel dettaglio il livello di qualità e sicurezza delle cure nei percorsi di procreazione medicalmente assistita (PMA).

Lunedì, 18 Gennaio 2016 00:00

Monitor n. 39

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EDITORIALE
di Beatrice Lorenzin
Il Ministro della salute fa il punto sugli obiettivi raggiunti per garantire la sostenibilità del Ssn e disegna la sanità che verrà

LA “RIFORMA DELLA RIFORMA”
di Mariapia Garavaglia
Il tema dell’aziendalizzazione e l’individuazione dei compiti e degli obiettivi di Agenas istituita durante il suo Dicastero

BUONA SANITÀ E LEGALITÀ PER GARANTIRE IL DIRITTO ALLA SALUTE
Intervista a Rosy Bindi
La corruzione in sanità e l’iter della riforma, la 229/99, che si proponeva di rafforzare l’autonomia delle Regioni, in una visione unitaria di sistema, e di dare nuova centralità alla tutela della salute

UNA VALUTAZIONE RETROSPETTIVA DEGLI ANNI DA MINISTRO DELLA SALUTE
di Umberto Veronesi
La prevenzione, da attuarsi attraverso l’educazione e la diagnosi precoce, focalizzando i punti cardine della sanità: l’equità e l’indipendenza del sistema dalla politica

IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE VA MIGLIORATO
di Girolamo Sirchia
Una riflessione sugli aspetti necessari per il cambiamento: gestione dei Lea e consolidamento della medicina territoriale

DALLA REGIONE AL MINISTERO: LE DUE FACCE DELLA SANITÀ
di Francesco Storace
Un anno speso per contenere le liste d’attesa, incrementare la ricerca, bloccare il prezzo dei farmaci
e governare i timori per l’esplosione del fenomeno dell’influenza aviaria

PER UN “NEW DEAL” DELLA SALUTE: MORALITÀ ED EQUITÀ INNANZITUTTO
di Livia Turco
Le tappe per innovare il sistema sanitario e ricreare fiducia nei cittadini, attraverso una governance impostata sulla piena collaborazione tra tutti gli attori della sanità

LA GOVERNANCE DEL SISTEMA SANITARIO: UNA SFIDA INELUDIBILE
di Ferruccio Fazio
Una governance tesa a creare un sistema di valutazione nazionale, in grado di monitorare l’efficacia e l’efficienza delle strutture sanitarie e migliorare qualità e sicurezza delle prestazioni

SANITÀ E SVILUPPO DEL PAESE: UN BINOMIO INSCINDIBILE
Intervista a Renato Balduzzi
La necessità del cambiamento continuo del sistema, le tematiche contenute nel Decreto che porta il suo nome e analizza il ruolo delle Regioni nella sanità


 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Monitor
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C’è un filo conduttore che lega gli ultimi dieci anni (2005- 2015) di governance sanitaria, ossia la necessità di coniugare la contrazione della spesa sanitaria senza penalizzare la qualità del servizio sanitario, l’esigenza di attuare l’integrazione ospedale-territorio, la lotta alle inefficienze e agli sprechi, la definizione di standard di quantità e qualità dei servizi sanitari.
È il decennio delle politiche di contenimento della spesa sanitaria, laddove essa è sinonimo di sprechi e inefficienze, al fine di salvaguardare la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
Tocca a Francesco Storace (2005-2006) incidere sulla spesa farmaceutica, promuovendo l’utilizzo dei farmaci generici, nella convinzione che si debba coniugare la necessità di poter disporre di farmaci sicuri con quella del risparmio.
Inizia a prendere forma l’esigenza di superare una concezione ospedalocentrica, attraverso l’integrazione ospedale-territorio e la valorizzazione del Medico di medicina generale, obiettivi che caratterizzano anche l’esperienza del Ministro Livia Turco (2006-2008) con la realizzazione delle prime case della salute per poter garantire quella continuità assistenziale dall’ospedale al domicilio.
Questo, d’altronde, è il biennio che segna lo spartiacque nella governance sanitaria, con la stipula dei primi Piani di rientro per le Regioni in disavanzo sanitario e la firma del primo Patto della Salute con il quale Stato e Regioni, pur nel rispetto dei nuovi equilibri economico-finanziari, vogliono sancire il primato dei bisogni di salute sull’economia.
La creazione di un sistema di valutazione nazionale, in grado di monitorare l’efficacia e l’efficienza delle strutture sanitarie per migliorare la qualità e la sicurezza delle cure erogate, caratterizzano l’esperienza ministeriale di Ferruccio Fazio ( 2009-2011).
Un’opera di manutenzione del servizio sanitario è l’obiettivo del decreto del Ministro Renato Balduzzi 2011 -2013 che affronta punti nevralgici della sanità: dalla riorganizzazione della medicina territoriale alle norme per la nomina dei direttori generali e dei primari, fino all’attività intramuraria passando per il regolamento sui nuovi standard ospedalieri diretto a garantire livelli omogenei di assistenza ospedaliera in tutta Italia.
Appropriatezza delle prestazioni, lotta agli sprechi e alla corruzione, definizione di nuovi livelli essenziali perché un servizio sanitario deve saper dare una risposta adeguata ai nuovi bisogni sanitari. E ancora, applicazione per i direttori generali del principio “Chi sbaglia, decade”, perché il nostro sistema ha bisogno di manager che sappiano produrre buona sanità.
Sono alcune delle ultime misure legislative fortemente volute dall’attuale Ministro Lorenzin, ma questa è cronaca dei nostri giorni.

 

 

Domenica, 17 Gennaio 2016 00:00

Hanno dichiarato. Le anticipazioni di Monitor

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Gli ex Ministri della Salute, protagonisti degli ultimi vent’anni di politiche sanitarie, ripercorrono i punti salienti del loro mandato e delle riforme realizzate. Le anticipazioni di Monitor in alcune  dichiarazioni.

«L’aziendalizzazione doveva e deve essere intesa come una sintesi di domanda e offerta, mediata da una programmazione rigorosa, funzionale ai risultati di salute da raggiungere e non ai pareggi di bilancio». Mariapia Garavaglia (Ministro della Sanità 1993-1994)

«Con la Legge 229/99 il Piano Sanitario Nazionale, con i Lea, diventa strumento di programmazione funzionale ai reali bisogni di salute, si rilancia la continuità assistenziale tra territorio e ospedale e l’integrazione socio-sanitaria, si riscrivono regole più chiare e stringenti tra pubblico e privato con un nuovo modello di accreditamento, si introduce l’esclusività regolando la libera professione». Rosy Bindi (Ministro della Sanità 1996-2000)

«L’ospedale deve rimanere un luogo di servizio al malato, che trova in lui il suo centro e il perno attorno al quale ruota l’organizzazione e un luogo di ricerca scientifica per dare speranze concrete di guarigione». Umberto Veronesi (Ministro della Salute 2000-2001)

«Quando nel 2001 definimmo i Lea ci limitammo a elencarli, ma ben sapevamo che questo era solo un primo passo, cui doveva seguire la definizione di uno standard della quantità, qualità e costo di ogni prestazione sanitaria per garantire un SSN uniforme su tutto il territorio nazionale». Girolamo Sirchia (Ministro della Salute 2001-2005)

«Applicare degli sconti (20%) e bloccare per un biennio il prezzo dei farmaci, utilizzare ove possibile i generici, invece di quelli di marca coperti da brevetti che ne innalzavano i costi, fu la leva principale per coniugare la necessità di approvigionarsi di medicine con quella del risparmio». Francesco Storace (Ministro della Salute 2005-2006)

«Se tanti sono stati i risultati raggiunti, è stato determinante il nuovo clima di collaborazione instaurato con tutti gli attori del sistema; basti pensare, ad esempio, al Patto per la Salute 2007. Si è trattato del primo Patto per la Salute e ha rappresentato la traduzione concreta della governance condivisa fra il Governo e le Regioni». Livia Turco (Ministro della Salute 2006-2008)

«Come medico, prima ancora che come Ministro, ritengo di aver raggiunto un importante traguardo con le “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” (legge 38/2010) perché esse migliorano la qualità della vita dei malati e aiutano le loro famiglie». Ferruccio Fazio (Ministro della Salute 2009-2011)

«Il sistema sanitario è quello che ha saputo produrre un’eccellenza di risultati se comparato, a livello internazionale, con i sistemi sanitari degli altri Paesi e, a livello nazionale, con altri settori non sanitari». Renato Balduzzi (Ministro della Salute 2011-2013)

«La lotta agli sprechi, e quella alla corruzione, presente in sanità come purtroppo negli altri settori della vita del Paese, non deve ammettere timidezza e zone grigie. È la battaglia che vogliamo condurre». Beatrice Lorenzin (Ministro della Salute)

 

 

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Da Mariapia Garavaglia a Girolamo Sirchia, passando per Rosy Bindi e Umberto Veronesi, un decennio denso di trasformazioni per il Servizio sanitario nazionale, che ha attualizzato, riformandolo, il disegno originario del nostro sistema salute delineato dalla Legge 833.
Si è partiti nel ’93-’94 con il dicastero della Garavaglia, che si è trovata ad affrontare la questione che si sarebbe poi rivelata una vera e propria sfida per i diversi protagonisti istituzionali negli anni a venire e cioè il processo di regionalizzazione con la crescente differenziazione nell’offerta di salute per i cittadini. La questione della governance del SSR, inoltre, è stata oggetto in questi anni dell’avvio del processo di aziendalizzazione che aveva come obiettivo coniugare l’offerta di prestazioni sanitarie con i limiti al finanziamento pubblico del sistema.  
Il 1993 è stato anche l’anno in cui è stata istituita l’Agenzia per i servizi sanitari regionali, pensata come struttura tecnica indipendente di collegamento e supporto tra il livello centrale di governo e quello regionale.
A seguire, dal 1996 al 2000 Rosy Bindi è stata promotrice della Legge 229/99 (Riforma Bindi ndr) che si è posta come obiettivo di ricondurre il processo di aziendalizzazione e le nuove responsabilità decentrate sui binari della 833, rafforzando l’autonomia delle Regioni in una visione unitaria del sistema. L’intento è stato quello di porre rimedio ai vincoli finanziari che di fatto subordinavano la tutela della salute alle risorse disponibili.
Punti qualificanti dei quindici mesi di governo di Umberto Veronesi sono stati la liberalizzazione dei farmaci antidolore e l’istituzione dell’hospice, l’introduzione dell’educazione medica continua per tutti gli operatori sanitari e l’avvio del progetto di modernizzazione della rete ospedaliera.
Dal 2001 al 2005 il titolare del Ministero della Salute è stato Girolamo Sirchia che ha voluto porre l’accento sull’importanza dell’introduzione dei nuovi Lea avvenuta nel 2001, pensati come un primo step per garantire equità e uniformità nell’accesso ai servizi, la cui revisione è stata prevista proprio nell’ultima finanziaria del 2016 dal Ministro Lorenzin.

 

 

Brochure

E’ online il nuovo  "Monitor n. 39, Elementi di analisi e osservazione del sistema salute”, interamente dedicato al tema della governance della sanità.
Il nuovo numero della rivista dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali è aperto dall’editoriale firmato dal Ministro della Salute.
 “Garantire la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale a fronte dell’invecchiamento della popolazione e l'inevitabile diminuzione della spesa pubblica; combattere sprechi e corruzione; garantire ai pazienti i nuovi farmaci salvavita, che in un sistema solidaristico e universale come il nostro devono essere disponibili per tutti; restituire merito al lavoro di medici, infermieri, tutto il personale della sanità, capace in anni di grande contrazione della spesa pubblica di garantire elevato lo standard qualitativo dell’assistenza sanitaria: questi gli obiettivi che mi sono fissata e che rimarranno la bussola del mio mandato all’interno di questo Governo”, scrive nel suo intervento la Lorenzin, titolare del Dicastero dall’aprile del 2013.
Il nuovo numero si propone di ricostruire quanto avvenuto nel tempo al Sistema sanitario nazionale e per farlo ha raccolto i contributi di coloro che hanno occupato il vertice di quello che negli anni è stato chiamato Ministero della Sanità prima, e oggi Ministero della Salute: Mariapia Garavaglia, Rosy Bindi, Umberto Veronesi, Girolamo Sirchia, Francesco Storace, Livia Turco, Ferruccio Fazio, Renato Balduzzi.
“Abbiamo voluto dedicare un numero speciale della rivista al governo del sistema salute, in una prospettiva storica e lo sguardo sempre attento alla nostra attualità”, dichiara Francesco Bevere, Direttore Generale di Agenas - “Lo abbiamo fatto con l’intenzione di arrivare a una ricostruzione delle politiche sanitarie nel nostro Paese - prosegue Bevere - che potesse essere utile. Solo il tempo rende merito a scelte strategiche di lungo respiro, e in sanità è spesso necessario, come sta accadendo in questi ultimi mesi, imporre riforme i cui risultati saranno tangibili solo nel medio e lungo periodo. A tutti coloro che hanno avuto compiti di massima responsabilità abbiamo chiesto di raccontare le conquiste realizzate e, col senno del poi, cosa non rifarebbero. La lettura degli articoli, tra risultati raggiunti e qualche rimpianto confessato con grande sincerità, racconta una storia che, vale la pena ricordare, colloca stabilmente la sanità italiana ai vertici delle classifiche mondiali per qualità e quantità delle prestazioni offerte. Scorrendo le pagine ci si accorge di quanto sia stato e rimanga sempre assai complesso ottenere risultati apprezzabili, in termini clinici e organizzativi. Ma emerge in modo chiaro da tutte le testimonianze quanto sia gratificante operare in favore dei cittadini quando la posta in gioco è la salute di tutti noi”.

 

 

Mercoledì, 06 Maggio 2015 00:00

Monitor n. 38


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Editoriale Il Regolamento per la definizione degli standard dell’assistenza ospedaliera: un secondo tassello per una strategia di cambiamento

di Francesco Bevere

Focus on - Il nuovo Regolamento sugli standard ospedalieri

La sfida del Ssn: nuovi standard ospedalieri e contenimento della spesa

Intervista a Giuseppe Chinè

Regolamento sugli standard ospedalieri: l’esperienza dell’Umbria

di Catiuscia Marini

Il percorso della riorganizzazione delle reti ospedaliere

di Fulvio Moirano 

La riorganizzazione della rete ospedaliera nel Lazio

di Alessio d’Amato 

L’esperienza siciliana

di Lucia Borsellino 

Il Regolamento sugli standard ospedalieri: il testo

Idee e commenti

Regolamento sugli standard ospedalieri, il punto di vista dell’Aiop

di Gabriele Pelissero 

Regolamento sugli standard ospedalieri: l’opinione dell’associazione dei pazienti

di Tonino Aceti

Gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi. L’analisi delle società scientifiche

di Franco Vimercati 

Agenas on line

L’attuazione del Protocollo d’intesa tra l’Agenas e la Scuola Nazionale dell’Amministrazione

di Wanda Giorgione

 

 

 

 

 

 

 

 

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Medicina difensiva - Diffusione e impatto economico

Un modello di valutazione


2015

 

 

 

 

 

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