NORMATIVA - OBIETTIVI PRIORITARI DI PSN
Il dibattito politico sviluppatosi nell’ultimo decennio ha messo in luce la
necessità di procedere ad un ammodernamento, razionalizzazione ed implementazione
nel sistema dell’assistenza primaria, finalizzato, in particolare, alla riduzione
dell’accesso improprio al pronto soccorso e che trova riscontro nella programmazione
sanitaria nazionale.
Il progetto: “Monitoraggio dei progetti regionali per la realizzazione degli
obiettivi prioritari di PSN” risponde, quindi, a quanto previsto dalla normativa
vigente in materia. I principali riferimenti normativi – tenendo in considerazione
la riforma del Titolo V della Costituzione (art. 117: “tutela della salute”
come materia di legislazione concorrente Stato-Regioni) – sono:
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Emerge la priorità di riorganizzare il sistema dell’assistenza primaria.
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Individua nelle cure primarie un importante ambito di rinnovamento del Servizio
sanitario nazionale nella riorganizzazione delle cure primarie, “delle quali
va accelerato il processo di riassetto organizzativo e funzionale che comporti un
maggiore coinvolgimento dei MMG e dei PLS nel governo della domanda e dei percorsi
sanitari, sperimentando nuove modalità erogative favorenti l’integrazione
con le altre professionalità sanitarie del territorio”. L’obiettivo
del PSN 2006-2008 è “graduale superamento dell’assistenza primaria basata
sullo studio individuale del medico, in favore di forme sempre più aggregate ed
integrate di organizzazione, rivolte anche ai medici di continuità assistenziale
ed agli specialisti ambulatoriali, che consentano, in sedi uniche, la risposta ai
bisogni di salute dei cittadini per 24 ore, 7 giorni la settimana” con “importanti
ricadute sull’accesso improprio al P.S. grazie anche alla valorizzazione di
tutte le componenti sanitarie del sistema territoriale”. Impegna, inoltre,
lo Stato e le Regioni in azioni concertate e coordinate volte a generare programmi
per la realizzazione di attività finalizzate alla promozione ed alla tutela dello
stato di salute dei cittadini, individuando come modalità attuativa la cooperazione
sinergica Stato-Regioni per individuare strategie condivise finalizzate al superamento
delle disuguaglianze ancora presenti in termini di risultati di salute, di accessibilità
e promozione per una più elevata qualità dei servizi, nel rispetto delle autonomie
regionali e delle diversità territoriali.
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Ha istituito un fondo triennale di 60,5 milioni di euro destinato a cofinanziare
linee progettuali coerenti con quelle indicate da appositi Decreti Ministeriali
ed in gran parte sovrapponibili alle precedenti, quasi si trattasse di una integrazione
di tipo premiale.
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Sostengono la promozione ed il sostegno dei progetti inerenti lo “sviluppo
di modalità organizzative che consentano la riduzione degli accessi impropri nelle
strutture di emergenza ed il miglioramento della rete assistenziale territoriale,
garantendo l’assistenza sanitaria nelle 24 ore”.
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Individua le linee progettuali per l’utilizzo da parte delle Regioni delle
risorse vincolate ai sensi dell’art.1, commi 34 e 34 bis, della legge 23 dicembre
1996, n. 662 per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di
rilievo nazionale.
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Prevede la sperimentazione sul territorio di 5 modelli organizzativi complessi (Livello
ospedaliero: Ambulatori per la gestione dei codici di minor gravità (bianchi) e
Punti di primo intervento; Livello territoriale: Presidi ambulatoriali distrettuali,
Assistenza territoriale integrata e Ambulatori territoriali integrati).
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Definisce le modalità di utilizzo da parte delle Regioni e Province autonome delle
risorse vincolate, ai sensi dell'articolo 1, commi 34 e 34bis, della legge 23 dicembre
1996, n . 662, per la realizzazione degli obiettivi di carattere prioritario e di
rilievo nazionale per l'anno 2010.
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Promuove la continuità assistenziale, nonché la riduzione delle prestazioni non
appropriate di Pronto soccorso (codici bianchi e, in parte, codici verdi).