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Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali
sede agenas sito«Avere cognizione dell’esistenza di possibili situazioni di conflitto di interesse all’interno della propria azienda sanitaria è tra le principali misure di una strategia di prevenzione dell’anticorruzione. In questa ottica, AGENAS dal 2016 ha messo a disposizione dei Responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT) la modulistica sulla Dichiarazione pubblica di interessi, uno strumento che consente di individuare la presenza di comportamenti a rischio da tenere sotto osservazione, quali ad esempio i legami con aziende farmaceutiche o produttrici di dispositivi medici, che escono dall’ordinarietà».
È quanto dichiara Francesco Bevere, Direttore Generale di AGENAS, in occasione del convegno “Sanità e malaffare: la corruzione si può combattere” promosso da Pier Paolo Sileri, Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato della Repubblica.
«La consapevolezza dell’importanza di questo strumento diagnostico è avvalorata dal numero crescente di professionisti sanitari che, dal 2016, a decine di migliaia hanno scelto volontariamente di compilare la modulistica. Nello stesso periodo le aziende sanitarie che si sono registrate sono passate dall’1,8% del 2016 al 36,5% del 2018 - continua Bevere -. E non è certo un caso che i fenomeni corruttivi e di mala gestio più eclatanti, avvenuti nell’ultimo biennio, si siano verificati in strutture che all’epoca dei fatti non avevano aderito a questa misura di trasparenza».
«Resto convinto che nella lotta alla corruzione nella sanità non siamo all’anno zero. Negli ultimi quattro anni, grazie al lavoro meticoloso svolto tra Ministero della Salute, AGENAS, e ANAC è stato messo a punto un pacchetto di misure chiare e specifiche studiate in considerazione della specificità e della complessità organizzativa e relazionale delle strutture sanitarie. La legge di Stabilità 2019 che, grazie all’intuizione del Presidente Sileri e all’impegno del Sottosegretario Coletto, allora Presidente dell’AGENAS, affida all’Agenzia l’attività di analisi e monitoraggio di tutte le performance sanitarie, compresa la dimensione della trasparenza, rafforza ulteriormente il nostro impegno contro sprechi, inefficienze e malaffare in sanità», conclude il Direttore Generale di AGENAS.

 

 

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Giovedì, 27 Luglio 2017 18:11

Monitor n. 41

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ANTICORRUZIONE E TRASPARENZA IN SANITÀ

Una rivoluzione culturale ormai inarrestabile

di Luca Coletto

Anticorruzione e Trasparenza in Sanità: 1000 giorni di cambiamenti

di Francesco Bevere

Indicatori di trasparenza nelle attività di valutazione di AGENAS

di Lucia Borsellino

LE INTERVISTE AI PROTAGONISTI

Beatrice Lorenzin

Raffaele Cantone

GLI INTERVENTI

Normative efficaci e Formazione come strumenti per combattere opacità e corruzione

di Emilia Grazia De Biasi

Più controlli sul campo per un welfare più giusto

di Mario Marazziti

Piani di rientro nella legalità per garantire la sostenibilità del sistema

di Rosy Bindi

Prevenire la corruzione in sanità: un lavoro di squadra

di Stefano Bonaccini

Misure anticorruzione, il ruolo delle Regioni e delle P.A.

di Antonio Saitta

Corte dei conti, organo garante del rispetto della legalità

di Angelo Buscema

LA VOCE DEI PROFESSIONISTI

Trasparenza, imperativo etico per i medici

di Roberta Chersevani

L’esperienza dell’ATS Sardegna

di Paola Raspitzu

La voce dell’AOU Careggi

di Simona Orsi

UN OCCHIO ALL’EUROPA

Sprechi, inefficienze, frode e corruzione in sanità: rischi crescenti in Italia e in Europa

di Gustavo Piga, Francesco Saverio Mennini, Lara Gitto

L’ESPERTO

La gestione del conflitto d’interessi nelle recenti normative

di Ilaria Salvemme

 

 

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osservatorio buone pratiche

A seguito delle giornate di incontro con i Responsabili della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) degli Enti del Servizio Sanitario Nazionale, organizzate da AGENAS e tenutesi il 26, 27 e 28 ottobre 2016, l’Agenzia, in preparazione di prossime analoghe e ulteriori iniziative nell’anno in corso, ha predisposto un Questionario finalizzato alla rilevazione di aspetti relativi alle attività cui le suddette figure professionali sono preposte, che necessitino di approfondimenti e/o per le quali si richiedano specifici supporti formativi.
La compilazione del Questionario, da effettuarsi on line, entro l’11 giugno 2017, attraverso l’accesso al sito istituzionale di AGENAS al link dedicato pna-sanita.agenas.it  (LINK), oltre a consentire una diffusa partecipazione al confronto istituzionale attraverso i contributi di coloro che operano sul campo, concorre a fornire gli elementi necessari ad una più compiuta valutazione dei bisogni formativi anche in relazione alle novità introdotte dalla normativa più recente.
Le informazioni acquisite con la rilevazione potranno altresì meglio contribuire ad orientare anche le altre iniziative condotte da AGENAS, nell’ambito delle note collaborazioni istituzionali con il Ministero della Salute e l’ANAC nel settore in riferimento.
Per la compilazione del questionario ogni RPCT deve accedere con le proprie credenziali all’area “Riservata agli RPCT del Servizio Sanitario Nazionale” presente sulla pagina pna-sanita.agenas.it  (LINK).
Si ricorda che l’utenza è costituita dal proprio indirizzo e-mail e che la password può essere richiesta direttamente dalla pagina pna-sanita.agenas.it  (LINK). Per eventuali ulteriori informazioni e/o supporti è disponibile l’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

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osservatorio buone praticheMinistero della Salute, ANAC e AGENAS nell’ultimo triennio hanno messo in piedi un vero e proprio sistema di prevenzione dei fenomeni di corruzione nell’ambito sanitario, indicando misure, strumenti e forme di controllo chiare e specifiche rivolte alle strutture sanitarie, ma la cronaca recente continua a raccontarci di una diffusa illegalità.

Innanzitutto i fenomeni di malaffare dimostrano che c’era bisogno di dotare il sistema sanitario di indicazioni chiare, mirate, studiate su misura in considerazione della specificità e della complessità organizzativa e relazionale delle strutture sanitarie. Certo, le regole previste nell’aggiornamento al Piano Nazionale Anticorruzione (PNA) dedicate al settore sanitario, da sole, non possono incidere sulla coscienza individuale, sul personale senso etico dell’utilizzo di risorse  pubbliche, ma servono a promuovere negli ambienti “a rischio di condizionamenti” la cultura della legalità, della trasparenza, che restano le vere armi per isolare le “mele marce”. Ecco perché ci attendiamo che le realtà sanitarie s’impegnino finalmente a recepire, oserei dire a fare proprie, le indicazioni contenute nell’aggiornamento al PNA e, anzi, ad individuare ulteriori misure legate alla specificità del contesto di riferimento.

 

AGENAS dispone già di uno strumento di misurazione del recepimento delle indicazioni contenute nel PNA?

Una delle misure più innovative introdotte dal PNA è la Dichiarazione pubblica di interessi per i professionisti sanitari per la prevenzione e la gestione del conflitto di interessi. L’Agenzia ha attivato un sistema informatico sul proprio sito per la compilazione online della Dichiarazione di fatto realizzando una vera e propria banca dati utile a individuare il grado di aderenza alla misura da parte delle Aziende sanitarie e dei singoli professionisti. Inoltre, tale banca dati rappresenta una fonte formidabile di informazioni che possono consentire di individuare la presenza di comportamenti a rischio, da tenere sotto osservazione, laddove, ad esempio, sussistano legami diretti o indiretti con aziende farmaceutiche o produttrici di dispositivi medici o di altre tecnologie. Non è un caso che tutte le recenti vicende di corruzione abbiano avuto origine proprio dalla violazione delle norme sulla trasparenza e sul conflitto d’interessi e che le aziende coinvolte, dall’Ospedale Gaetano Pini di Milano all’A.O.U di Parma, passando per la Fondazione Pascale non abbiano aderito a questa modulistica. Ma i numeri per fortuna dimostrano che nel panorama nazionale molti hanno compreso l’efficacia preventiva di questo strumento.

Quanti sono gli enti sanitari che si sono registrati?

In un anno, da marzo 2016 ad oggi, sono stati circa 13.000 i professionisti del Servizio sanitario nazionale (SSN) abilitati alla compilazione e circa 150 gli enti sanitari che hanno avviato e/o compilato la Dichiarazione pubblica di interessi (Cartina Italia/Distribuzione Enti sanitari che hanno avviato e/o compilato la Dichiarazione pubblica di interessi - PDF). Sono cifre significative destinate a crescere, considerando che alla luce dell’aggiornamento 2016 al Piano Nazionale Anticorruzione, si tratta ormai di una misura entrata a pieno regime. Con un maggiore coinvolgimento dell’organizzazione sanitaria da parte del management aziendale a supporto del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT), anche attraverso le attività di verifica che a breve saranno condotte sugli enti del SSN, possiamo sperare in un accrescimento dell’etica della responsabilità individuale e quindi dell’intero sistema.

Su che cosa è impegnata attualmente l’Agenzia sul tema della trasparenza?

L’Agenzia sta lavorando ad un set di indicatori di trasparenza finalizzato a creare un vero e proprio sistema di alert diretto, tra l’altro, a valutare l’efficacia delle misure del Piano Nazionale Anticorruzione sulla prevenzione e riduzione dei rischi all’origine dei fenomeni di illegalità. Il lavoro è continuo e, dopo la costruzione dell’impianto di regole, stiamo mettendo in atto tutte le sinergie possibili per verificarne il rispetto e per alimentare in un “circuito continuo” la condivisione di strumenti per l’affinamento sia degli interventi di rafforzamento della trasparenza e di contrasto ai fenomeni corruttivi che delle misure di controllo e monitoraggio.

osservatorio buone pratiche“Non siamo qui per reprimere la corruzione ma per prevenirla. Le regole ci sono e rappresentano il frutto di un lungo percorso iniziato nel 2014, grazie alla grandissima disponibilità del Presidente Cantone, del Ministro Lorenzin e del Direttore Bevere, adesso dobbiamo accertare che queste regole siano rispettate”. Con queste parole Giuseppe Chinè, Capo di Gabinetto del Ministro della Salute, ha inaugurato il corso di formazione per il personale ispettivo, appena conclusosi, mirato a creare figure specifiche pronte a far parte dei team ispettivi di intervento, che a breve partiranno per svolgere le attività di verifica e valutazione della corretta e completa applicazione da parte degli Enti del SSN delle raccomandazioni e degli indirizzi in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione, contenuti nella sezione sanità del Piano nazionale anticorruzione - PNA aggiornato nel 2015 e nel 2016.
Si tratta di un intervento formativo unico in Italia perché per la prima volta introduce la misurazione dei servizi sanitari sui temi della trasparenza e della corruzione, e perché vi partecipano come docenti e come discenti esponenti ed esperti di ANAC, Ministero della Salute e AGENAS, un trittico di competenze e di professionalità diverse riunite da uno stesso obiettivo: mettere a punto una metodologia e una strategia comune per le operazioni di verifica.

Il Corso, che ha avuto inizio l’11 aprile, ha alternato lezioni frontali a esercitazioni pratiche, per un totale di dodici giornate, formando circa sessanta professionisti. Vi hanno preso parte gli iscritti al Registro del personale ispettivo istituito presso l’ANAC, per il 50% circa dell’AGENAS e per il 50% circa del Ministero della Salute, gli ispettori di ANAC e una delegazione di Carabinieri del Comando Generale dei NAS.
La didattica del corso è stata orientata principalmente ad approfondire e a mettere in campo tutti gli strumenti per monitorare e valutare le aree a più elevato rischio di eventi corruttivi e/o connotate da un rischio specifico di inappropriatezza organizzativa e inefficienza amministrativa e gestionale e quindi di sprechi di risorse pubbliche: dalle aree di rischio generale come i contratti pubblici, gli incarichi e le nomine, la gestione delle entrate, delle spese e del patrimonio, alle aree di rischio specifiche come le sperimentazioni cliniche e le attività conseguenti al decesso in ambito ospedaliero, i rapporti con i soggetti privati, la valutazione e la ricerca su farmaci, dispositivi medici e altre tecnologie, l’attività libero-professionale e le liste di attesa.

Con tale attività di addestramento si applica quanto previsto dal Protocollo di intesa siglato il 21 aprile 2016 tra ANAC e Ministero della Salute che ha istituito il Nucleo operativo di Controllo (NuOC) per le attività di verifica congiunta ANAC-Ministero della Salute-AGENAS e dall’Atto integrativo firmato nel luglio 2016 per l’organizzazione presso ANAC del Registro del personale ispettivo incaricato delle attività di verifica: quest’ultimo, infatti, è destinatario delle specifiche attività formative e di addestramento oggetto di questo primo corso, finalizzate alla rapida acquisizione degli strumenti informativi e operativi per uniformare sul piano metodologico la conduzione delle attività di verifica e monitoraggio da parte dei team ispettivi.

osservatorio buone pratiche

“Il Sistema sanitario dispone già di tutti gli antidoti per neutralizzare e prevenire fenomeni di corruzione o di cattiva gestione: sono quelli contenuti nell’allegato al Piano Nazionale Anticorruzione, frutto della collaborazione tra ANAC, Ministero della Salute e AGENAS e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 3 agosto 2016 - afferma Francesco Bevere, Direttore Generale AGENAS -.Questo documento fornisce indicazioni mirate, prevedendo anche misure di “allerta” su particolari “aree a rischio” come, ad esempio, i contratti pubblici, gli incarichi e le nomine dei primari, la gestione delle spese e del patrimonio immobiliare, nonché indicazioni su come effettuare i controlli e le verifiche”.

“A maggio partiranno, su indicazione di ANAC, le attività di verifica congiunte da parte del Ministero della Salute, ANAC e AGENAS, anche per monitorare il grado di recepimento da parte degli enti sanitari delle raccomandazioni e degli indirizzi in tema di trasparenza e prevenzione della corruzione, contenuti nel PNA 2016- prosegue Bevere -. Attenersi ai comportamenti suggeriti costituisce il primo passo e la volontà concreta di voler affrontare il fenomeno della cattiva gestione in sanità, a partire dalla conoscenza approfondita di ogni percorso organizzativo e gestionale, rendendolo trasparente.”

 

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osservatorio buone praticheDi Beatrice Lorenzin, Ministro della Salute

Il primo incontro con i responsabili della prevenzione della corruzione e della trasparenza delle aziende sanitarie è stata una prima, grande, occasione per verificare i nuovi modelli che ci aiuteranno nella prevenzione contro gli sprechi e la corruzione in sanità insieme a tutti i protagonisti sul campo.
Un momento utile per spiegare a tutti che non ci saranno all’interno degli ospedali nuovi sceriffi per difendere la cassa, ma tutori di un metodo che possono applicare grazie a nuovi strumenti di prevenzione. Perché per reprimere c’è l’azione della magistratura, che svolge un lavoro importantissimo ma dopo che i fatti di corruzione sono già avvenuti. Per noi è importante prevenire, la corruzione ma anche gli sprechi, affinché ogni euro stanziato per la sanità venga speso in cure, terapie, tecnologie, infrastrutture, personale. Intervenire prima per porre fine a sperperi sempre odiosi ma che quando vengono perpetrati in sanità diventano il peggio dell’immoralità, perché quei soldi, quegli sprechi e quei furti sottraggono risorse ai malati, le persone più fragili. È per questo che porre in campo strumenti utili di prevenzione contro ogni livello di corruzione è stato uno dei principali obiettivi che ho perseguito col massimo dell’impegno.
Con il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone abbiamo immediatamente condiviso l’idea che la chiave più efficace per recuperare sul terreno del corretto utilizzo delle risorse disponibili era studiare e mettere in pratica modelli che accompagnassero i responsabili delle singole aziende sanitarie.
È cominciato così un percorso nuovo, fatto di strumenti da mettere in campo scrupolosamente in ogni azienda sanitaria italiana. Consegnare il giusto supporto agli operatori era l’obiettivo da raggiungere. È questo il lavoro che abbiamo fatto. Ci siamo riusciti grazie all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, organo tecnico capace di supportare lo Stato e le Regioni nei processi di cambiamento.
Il Protocollo d’intesa siglato tra AGENAS e Anac ha rappresentato la base d’azione che ci ha consentito di creare questi strumenti di analisi e monitoraggio, l’azione che rendesse concreto il contrasto a ogni fattore di rischio per il corretto utilizzo delle risorse a disposizione del Sistema sanitario: modelli innovativi che mettessero a nudo conflitti d’interesse e criticità, che facessero immediata luce su possibili zone d’ombra, purtroppo presenti in ogni attività dove circola denaro.
Gli strumenti ora ci sono e AGENAS, braccio operativo del Ministero della Salute, è oggi disponibile in modo concreto nell’attività di supporto agli operatori che in ogni azienda rappresentano l’avamposto contro ogni fenomeno di spreco e corruzione.
Insieme a tutti i provvedimenti varati in questi ultimi anni, ricordo l’Albo nazionale per la nomina dei Direttori generali e amministrativi delle aziende, la centralizzazione dell’acquisto di beni e servizi, i Piani di rientro aziendali con il commissariamento delle strutture sanitarie colpite da fenomeni di corruttivi, guardiamo con fiducia all’applicazione del protocollo Ministero della Salute - AGENAS - Autorità Anticorruzione, che insieme rappresentano una grande forza al fianco degli operatori, in una grande alleanza con loro, per pretendere tutti insieme il corretto utilizzo delle risorse stanziate in favore del Servizio sanitario nazionale.

osservatorio buone praticheDi Ida Angela Nicotra, Consigliera dell’Agenzia Nazionale Anticorruzione

Il settore sanitario costituisce, per le sue peculiarità, uno dei principali ambiti di approfondimento da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione ove è stato sperimentato, con maggiore soddisfacimento in termini di lavoro prodotto ed azioni intraprese, un metodo che fonda sulla collaborazione interistituzionale la strategia per pianificare attività di analisi, ricognizione di dati e informazioni, valutazione, definizione di modelli di mappatura dei processi e identificazione dei relativi rischi, proposizione di misure specifiche e modalità di verifica delle stesse. È in questa prospettiva che con il Protocollo d’intesa tra ANAC e AGENAS sottoscritto nel novembre 2014, si è dato avvio ad una sistematica e sinergica attività congiunta, sostenuta e partecipata dal Ministero della salute, con il comune obiettivo di affrontare i temi della trasparenza e della prevenzione della corruzione nel settore sanitario. Le specificità e le complessità del sistema hanno infatti richiesto un approccio tecnico mirato che portasse ad una maggiore contestualizzazione ed aderenza delle misure di trasparenza e di prevenzione all’organizzazione sanitaria, partendo da conoscenze, competenze ed esperienze specifiche di settore. Le attività scaturenti dal Protocollo hanno portato, fin dal loro avvio, alla definizione di una sezione specifica per la sanità in sede di aggiornamento 2015 del Piano Nazionale Anticorruzione, adottato con Determinazione dell’Autorità n. 12 del 28 ottobre del 2015. La Determinazione ANAC n. 12/2015 costituisce indirizzo vincolante per le aziende sanitarie e gli enti assimilati del SSN per l’adozione e attuazione dei piani triennali di prevenzione della corruzione  e di trasparenza aziendali e per il collegamento di questi ultimi con il sistema di valutazione delle performance delle aziende sanitarie e delle relative articolazioni aziendali, formando oggetto di valutazione dirigenziale anche in sede contrattuale. Per la prima volta, sono state costruite per il settore sanitario misure ad hoc di prevenzione dei fattori di rischio e di rafforzamento della trasparenza, che prendono spunto anche dall’esperienza maturata da ANAC con la verifica dei precedenti piani triennali, la cui analisi ha consentito di individuare carenze metodologiche, criticità e buone prassi che, proprio con riferimento al settore sanitario, sono emerse fin dalle prime verifiche tanto da richiedere una sezione specifica del PNA. Siamo convinti che il principale antidoto al verificarsi di fattori di rischio corruttivo sia, in sanità come in tutti i settori della P.A., il rafforzamento della trasparenza, intesa come il più strutturale degli interventi di prevenzione. E sul concetto di prevenzione occorre fare una riflessione: essa consiste nell’agire prima che un evento si verifichi perché non si verifichi. Essa è il paradigma del “non-essere”. È per questo che spesso di tale attività di prevenzione non si percepisce l’impatto, in quanto gli effetti di sistema che ne derivano, poiché producono evidenze nel medio lungo periodo, non sono immediatamente misurabili. La trasparenza è tuttavia la condizione predisponente per mettere in chiaro tutti gli snodi di un’organizzazione nei vari cicli e processi produttivi e a tutti i livelli di responsabilità, che consente di rendere visibili criteri di scelta, comportamenti, prassi amministrative, criticità e, più in generale, di favorire l’accesso - non mediato -  a dati e informazioni rispetto all’operato di una pubblica amministrazione.  

Il miglioramento atteso, sia nella forma che nei contenuti, della pianificazione da parte delle aziende sanitarie, degli interventi e delle azioni di rafforzamento della trasparenza dei processi all’interno dell’organizzazione, ha portato a proseguire la collaborazione intrapresa con AGENAS e il Ministero della Salute, non solo per l’aggiornamento della sezione sanità del PNA, ma anche per la definizione di “indicatori di rischio” che consentano di misurare in maniera standardizzata ed oggettiva, l’effettiva applicazione delle misure relative alle singole aree “sensibili” individuate. 

Una seconda tappa ha portato quindi alla definizione dell’ulteriore aggiornamento della sezione sanità di cui alla Determinazione ANAC n. 831 del 3 agosto 2016 (PNA 2016), frutto del lavoro di sette tavoli tecnici tematici congiunti che hanno affrontato svariati temi dal profilo e ruolo del responsabile della prevenzione della corruzione, al conflitto di interessi, alle nomine, agli acquisti, alla rotazione degli incarichi, ai rapporti con gli erogatori privati di attività sanitarie, alla gestione dei tempi e delle liste di attesa e dell’attività libero professionale intramoenia, alle sperimentazioni cliniche.

In questa sede sono stati già anticipati alcuni degli indicatori di rischio che saranno utilizzati nella nuova fase di attività che vede estendersi il rapporto di collaborazione istituzionale anche all’ambito delle verifiche, in seno al neo costituito Nucleo operativo di coordinamento (NuOC) composto da ANAC, Ministero della Salute e AGENAS.

Il NuOC è l’organismo ove vengono individuate le priorità di azione e pianificate le attività congiunte di verifica, controllo e valutazione anche sul campo. A riguardo è stata prevista l’organizzazione presso ANAC di un Registro del personale ispettivo del Ministero della salute e di AGENAS che interverrà a supporto delle attività di verifica dei Piani Triennali, di competenza di ANAC, per monitorare il grado di attuazione e implementazione delle misure di trasparenza e integrità e di prevenzione della corruzione da parte degli enti del Servizio sanitario nazionale.

Per queste finalità il NuOC ha recentemente approvato il programma di un percorso formativo ad hoc per il personale coinvolto nelle attività di verifica che sarà avviato entro l’anno, per uniformare e standardizzare prassi, metodi e strumenti operativi in conformità alle procedure messe a punto da ANAC, integrandole con la metodologia di verifica e misurazione in uso ad AGENAS e al Ministero della Salute. L’integrazione delle metodologie e degli strumenti sarà necessaria anche a contestualizzare le attività di verifica rispetto alle peculiarità della singola organizzazione aziendale a supporto della stessa e di coloro, come i Responsabili della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT), che all’interno di essa svolgono funzioni strategiche.

Gli incontri organizzati da AGENAS con i RPCT, rappresentano, in questa direzione, la più concreta espressione della fattività di questo percorso che noi consideriamo in primo luogo una “strategia di affiancamento” volta al perseguimento di un reale miglioramento del sistema sotto tutti i profili, dall’affermazione dei valori di legalità ed integrità, alla garanzia dell’equità di accesso alle cure, all’accrescimento reale dei livelli di qualità del servizio reso ai cittadini.

 

osservatorio buone praticheDi Francesco Bevere, Direttore generale di AGENAS

Non vi è dubbio che un sistema complesso come la sanità non si presti facilmente ai cambiamenti, ma difficoltà e resistenze - siano esse culturali o dettate da interessi contrapposti e/o da incapacità - non possono diventare un alibi per arrestare il percorso di efficientamento e miglioramento avviato negli ultimi anni. Quest’idea, più o meno radicata, di una sanità impermeabile alle necessarie trasformazioni imposte dalle evoluzioni epidemiologiche e tecnologiche rischia di ritardare ulteriormente, se non addirittura di vanificare, i risultati attesi da provvedimenti che potremmo definire “portatori di cambiamento”: si pensi al Patto per la salute 2014-2016, al Regolamento sugli standard ospedalieri di cui al DM n. 70/2015 e al Programma di revisione della spesa. Strumenti legislativi nati con la finalità di continuare a preservare i principi di universalità, solidarietà ed equità del SSN; di tutelare una sostenibilità economica che mal si concilia con qualsiasi forma di inefficienze, sprechi, opacità e cattivo uso delle risorse, disfunzioni che ostacolano quel processo di miglioramento della qualità e della sicurezza dell’assistenza in continua manutenzione.

Una sostenibilità che mal si concilia con la resistenza ai cambiamenti, declinandosi anche nella capacità di visione e nel coraggio di innovazione: l’efficientamento del nostro sistema sanitario ha bisogno, oltre che di nuovi sistemi e modelli, anche di queste attitudini che si fondano sulla ferma convinzione che si possono e si devono superare disfunzioni e criticità, che si possono e si devono innovare strumenti e modelli per poter continuare a garantire a tutti un elevato ed equo standard di cure.

È questa la strada che nel novembre del 2014 ha condotto AGENAS a farsi promotrice di un  Protocollo di Intesa con l’ANAC, ritenendo che la stagione legislativa inaugurata nel 2012  e diretta a rimuovere le inadeguatezze per contrastare e prevenire la corruzione, non avendo preso in debita considerazione la specificità del sistema salute, necessitasse di qualche intervento supplementare di manutenzione. Le caratteristiche proprie dell’organizzazione sanitaria, quali la disponibilità di ingenti risorse economiche, l’alto tasso di discrezionalità e l’asimmetria informativa richiedevano, infatti, strumenti mirati e specifici. Occorrevano modelli innovativi, visioni strategiche e forti sinergie interistituzionali per ridurre la cattiva gestione, l’improvvisazione amministrativa, la negligenza, la non conoscenza: fattori tutti che potremmo definire portatori sani di corruzione. Occorrevano competenze e conoscenze specifiche che fanno parte del patrimonio di dati, esperienze e buone pratiche di cui dispone AGENAS, in qualità di interlocutrice privilegiata delle aziende sanitarie.

Un percorso di prevenzione dalla corruzione e di incoraggiamento alla trasparenza che in un biennio ha dato risultati fino a qualche anno fa inimmaginabili: dalla definizione per la prima volta di una sezione specifica per la sanità nell’ambito del Piano Nazionale Anticorruzione, passando per l’attività di verifica, controllo e valutazione sulla corretta e completa adesione delle aziende sanitarie al PNA, fino alla previsione di misure di allerta per il management aziendale su particolari “aree a rischio” per maggiore impegno di risorse professionali ed economiche e di confluenza di relazioni.

Un’attività di irrobustimento della trasparenza e degli altri strumenti di prevenzione della corruzione che proseguirà con sistematicità, senza sosta e con il coraggio di innovazione che si sono rivelati qualità preziose nel primo tratto di strada intrapreso verso una sanità integra, trasparente e sostenibile.

Lunedì, 07 Novembre 2016 00:00

Responsabili di prima generazione

osservatorio buone praticheDi Lucia Borsellino, Responsabile del coordinamento dei programmi di sviluppo e ricerca dell’AGENAS e della formazione manageriale

Responsabili di prima generazione. Così molti Responsabili della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) si sono definiti durante la tre giorni a loro dedicata organizzata da AGENAS dal 26 al 28 ottobre che ha riunito rappresentati delle aziende sanitarie di tutta Italia. Una platea, quella dei RPCT, che ci ha fatto percepire come sia fondamentale costruire un sistema di rete e di supporto tecnico organizzativo costante, per far crescere una nuova consapevolezza della necessità di una cultura diffusa di condivisione dei valori dell’etica e della responsabilità, per innalzare i livelli di integrità e di produttività e valorizzare le competenze nel nostro sistema sanitario. In questo senso AGENAS, insieme ad ANAC e su mandato del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in questi ultimi due anni ha avviato un percorso che definirei “irreversibile”. Siamo partiti dall’analisi dei bisogni che sono emersi dalle prime esperienze dei RPCT nella redazione dei primi Piani di Prevenzione della Corruzione all’interno delle singole aziende. Mettere insieme con ANAC e Ministero più di 120 professionisti con varie esperienze del settore in sette tavoli tematici per analizzare e proporre soluzioni alle maggiori criticità emerse, è stata la chiave del successo di questa iniziativa. Con l’ultimo PNA approvato questa estate, gli strumenti a disposizione sono ormai numerosi e focalizzati sui bisogni.  E la tre giorni di incontri appena conclusa è servita anche ad ascoltare le necessità dei professionisti chiamati a mettere in pratica i piani, le azioni di diretta responsabilità e di vigilare sulla corretta attuazione delle misure previste nei piani stessi. In molte aziende, come detto, i dirigenti a cui è stata assegnata questa responsabilità hanno sperimentato sul campo la prima fase di attuazione delle norme in materia di trasparenza e di prevenzione della corruzione. Si avverte pertanto l’esigenza diffusa di investire su un progetto formativo dedicato che accompagni questa nuova fase di implementazione dei piani e di attuazione delle nuove indicazioni per il settore sanitario maturate in un contesto in continua evoluzione.

L’impegno che AGENAS ha quindi programmato di portare avanti è di investire sulla crescita culturale e professionale di questa prima generazione di professionisti su tematiche di maggiore impatto a livello aziendale: dalla metodologia di mappatura dei processi e di valutazione dei rischi, alla trattazione di temi quali il conflitto di interessi, gli acquisti, i rapporti con gli erogatori privati di attività sanitarie, le sperimentazioni e sponsorizzazioni, la gestione delle liste d’attesa e l’attività intramoenia, fino ad arrivare ad analisi di maggiore dettaglio dei singoli processi sottesi alle varie aree e alla costruzione di specifici indicatori di rischio. Il tutto, in una logica di crescita del profilo professionale del Responsabile che, in quanto figura sempre più centrale e trasversale all’organizzazione nelle sue capacità e possibilità di intervento, necessita di adeguato sostegno nell’espletamento della propria funzione, perché non sia percepita all’interno dell’azienda quale foriera di adempimenti burocratici, ma di supporto ai professionisti e alla direzione aziendale nella definizione di modelli di governo dei processi organizzativi rispettosi dei principi di equità, efficienza, efficacia, di buon andamento e di sostenibilità per la sanità pubblica e, più in generale, per il sistema di welfare.