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Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali

osservatorio buone pratiche

Con un focus sul sistema di controllo, verifica e valutazione della formazione accreditata ECM si è concluso l’evento nazionale sulla formazione continua che ha visto la partecipazione di migliaia di persone. 

«Grazie alla legge sul riordino delle professioni sanitarie del 2018, la formazione continua nel settore salute amplia la sua platea di riferimento - dichiara Rossana UgentiDirettore Generale delle professioni sanitarie e delle risorse umane del SSN, Ministero della Salute -. Come noto, anche per le nuove professioni sanitarie individuate dalla legge sussiste l’obbligo formativo che deve tenere conto della specificità di alcuni ambiti lavorativi con conseguente adeguamento dell’offerta formativa». «L’impegno della Commissione Nazionale per la Formazione Continua è diretto a rendere possibile l’individuazione di obiettivi formativi mirati, affinché ciascuna figura professionale abbia le migliori conoscenze e abilità per rispondere ai nuovi bisogni e alle nuove sfide del nostro Servizio Sanitario Nazionale»

«Adozione di nuove regole e aumento esponenziale delle visite di verifica sugli eventi accreditati ECM per intervenire anche preventivamente su possibili conflitti di interesse, sono state le linee strategiche seguite dalla Commissione per elevare la qualità complessiva del sistema ECM - dichiara Marco MaccariSegretario della Commissione Nazionale Formazione Continua». «La nuova sfida - prosegue Maccari - sarà quella di lavorare per aiutare le strutture sanitarie e i professionisti sanitari a programmare la formazione desiderata, anche attraverso lo strumento del Dossier formativo, nonché di implementare indicatori di misurazione dell’outcome della formazione ricevuta, per verificarne effetti concreti e ricadute sul cittadino».

 

 

 

 

 

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Oltre un migliaio gli iscritti, tra provider e professionisti sanitari, che oggi e domani parteciperanno all’evento nazionale ECM  presso l’Auditorium  della Tecnica a Roma, organizzato dalla Commissione Nazionale Formazione Continua con il supporto di AGENAS.

Un’informazione a 360 gradi  sulle principali novità sulla formazione continua nel settore salute con un focus sulle nuove regole per promuovere l’adozione delle migliori prassi su tutto il territorio nazionale, è il tema al centro dell’incontro.

«La grande adesione conferma che i  professionisti sanitari che operano sul campo hanno piena  consapevolezza  che  l’aggiornamento continuo genera informazione, diffonde cultura e soprattutto migliora la qualità delle performance sanitarie.» - dichiara Luca Coletto, Presidente AGENAS - «La formazione è sempre più vissuta come fattore strategico e insostituibile per essere al passo con una sanità in continua evoluzione, è un patto con la modernità che non si può mancare».

«Questa due giorni va a concludere un triennio di innovazione e ammodernamento del settore dell’ECM fortemente voluto dalla Commissione Nazionale per la Formazione Continua, con il supporto di AGENAS» - dichiara Francesco Bevere, Direttore Generale AGENAS.  - «Sono state introdotte novità determinanti, quali: razionalizzazione e semplificazione delle regole, incremento dei controlli sugli eventi in nome della trasparenza, nonché realizzazione di percorsi formativi tarati sul fabbisogno di conoscenza di ciascun operatore sanitario con l’unica finalità di elevare la qualità complessiva dell’offerta formativa - prosegue Bevere -. «Si è, insomma, lavorato sulla  capacità di  incidere  sui comportamenti degli operatori del sistema attraverso una formazione  sempre più adeguata e rispondente alle aspettative e all’esercizio professionale quotidiano per  migliorare le prestazioni professionali e di conseguenza l’offerta di salute per i cittadini.  La strada della misurazione e del monitoraggio della qualità dell’ECM è tracciata e, come per gli altri aspetti del nostro SSN, sarà l’asset principale per disegnare il servizio sanitario dei prossimi decenni», conclude il Direttore di AGENAS.

 

 

 

 

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AGENAS in collaborazione con SNA organizza un corso di formazione per gli Organismi indipendenti di valutazione delle performance delle strutture del Servizio Sanitario Nazionale nell’ambito del Protocollo d’intesa AGENAS-SNA del 19 dicembre 2017. Ai fini dell’erogazione della formazione continua per gli iscritti nell’elenco nazionale dei componenti degli Organismi indipendenti di valutazione della performance, AGENAS è stata accreditata dal Dipartimento della Funzione Pubblica per il rilascio dei crediti previsti dall’articolo 6 del decreto del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione 2 dicembre 2016, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.14 del 18 gennaio 2017.

Al corso sono ammessi n. 25 partecipanti, con possibilità di selezionare fino a n. 50 discenti per n. 2 edizioni da svolgersi contestualmente (organizzati in due classi da n. 25 discenti).

I candidati dovranno compilare la domanda di partecipazione mediante procedura informatizzata accessibile dal catalogo dei servizi online pubblicati da AGENAS alla pagina http://servizi.agenas.it/ previo inserimento dell’utenza e della password ottenute a seguito della registrazione entro il giorno 10/01/2019.

Avviso Bando PDF Logo (PDF)

Calendario del corso PDF Logo (PDF)

 

 

 

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“Le mie congratulazioni e i più sinceri auguri di buon lavoro al Presidente di AGENAS, Luca Coletto per la nomina a Sottosegretario alla Salute” - dichiara Francesco Bevere, Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali. “In questi anni ho avuto il privilegio di lavorare con lui e di poterne apprezzare la profonda conoscenza della sanità italiana e la lealtà nei confronti delle istituzioni, la dedizione al lavoro, nonché una spiccata sensibilità verso l’umanizzazione delle cure - prosegue Bevere -. La sua lunga esperienza alla guida della sanità della Regione Veneto sarà fondamentale per traghettare, ancora una volta, insieme con il Ministro Giulia Grillo e il Sottosegretario Armando Bartolazzi, il sistema sanitario nell’attuale e necessaria fase di cambiamento e di riorganizzazione”.

“Il CDA, il Collegio dei Revisori e tutta la squadra di AGENAS, oggi più che mai, sono orgogliosi del loro Presidente e lo ringraziano per la lungimiranza con la quale ha presieduto l’Agenzia, consentendone un nuovo e più solido posizionamento nel panorama sanitario nazionale”, conclude Bevere.

 

 

 

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focus agenas sitoI FOCUS di AGENAS: Patient safety

L’AGENAS apre le porte alle Agenzie Europee della Salute per un confronto sulla qualità e sicurezza delle cure, divenuti temi prioritari anche dell’agenda politica sanitaria internazionale.

Diciotto rappresentanti di quattordici Paesi (Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Finlandia, Francia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Olanda, Polonia, Slovenia, Spagna e Svezia) hanno preso parte all’incontro, organizzato nell’ambito dei Focus di AGENAS.

La due giorni appena conclusa è stata un’occasione finora inedita per evidenziare differenze e similitudini nella modalità di gestione della sicurezza delle cure e per avviare un dialogo costante, sottolineato anche nelle parole di Eva Kernstock, capo del dipartimento Qualità e Patient Safety presso il GOEG, l’Agenzia dei servizi sanitari austriaca, la quale ha auspicato che «venga incrementata la collaborazione tra Paesi europei, non solo per definire indicatori, ma soprattutto per confrontarsi su progetti reali e concreti  di riduzione del rischio clinico».

«Una riflessione va fatta anche sui mandati delle Agenzie, ha sottolineato Sean Egan, Deputy Director dell’Agenzia Irlandese HiQA, mentre quasi tutte le Agenzie hanno funzioni di monitoraggio, rilevazione e valutazione, soltanto in alcuni casi hanno anche compiti di controllo e intervento sulle criticità».

Per Anna García-Altés, responsabile per la Catalogna «In Europa si potrebbe apprendere da un confronto tra Paesi più di quanto stiamo facendo: pensiamo all’Osservatorio in Catalogna e in Italia progettati per mettere a disposizione del cittadino, ma anche dei medici, degli amministratori e dei dirigenti sanitari informazioni obiettive e credibili. Un esempio che funziona da anni e che potrebbe essere interessante per tutti».

«Occuparsi seriamente di Patient safety riduce davvero la mortalità: in Svezia si è passati in dieci anni da 3.000 a 1.400 morti all’anno per incidenti legati alla sicurezza delle cure e da 10.000 a 3000 i danni alle persone», ha evidenziato Charlotta George, Subject Specialist in Patient Safety and Government Chief Nurse Officer Sweden.

Il Presidente di AGENAS Luca Coletto ha sottolineato che: «In un’epoca dominata in tutti i settori da una connessione continua, da una mobilità in crescita è necessario un confronto periodico a livello europeo anche in ambito sanitario. Mai come nel settore della salute, il lavoro in sinergia e la condivisione delle migliori esperienze rappresentano i metodi più efficaci per superare ogni forma di diversità e di disuguaglianza nell’accesso alle cure, sia che attraversino le singole Regioni, sia i singoli Paesi. Sono fiducioso che le istituzioni europee, nelle scelte di politica sanitaria, adotteranno la metodologia della condivisione tecnica per una soluzione efficace delle principali criticità».

«Con l’entrata in vigore della Direttiva 24 che ha agevolato la possibilità per i cittadini europei di accedere ai servizi sanitari di altri Stati membri dell’UE, la sicurezza delle cure diventa un tema di respiro europeo, non più semplicemente un “affaire” interno al singolo Paese. Insieme ai cittadini devono muoversi e incontrarsi anche le migliori competenze sanitarie» - ha aggiunto  il Direttore Generale di AGENAS, Francesco Bevere. «Con quest’incontro AGENAS si è fatta portatrice della necessità sentita a livello europeo di identificare le attività comuni fra Agenzie nazionali che hanno compiti istituzionali simili, ma non uguali e che riconoscono l’esigenza di condividere e uniformare prassi e comportamenti, in modo da favorire il più possibile l’omogeneità di risposta di tutti i Paesi dell’Unione alle sfide della qualità e della sicurezza in ambito sanitario, anche dal punto di vista normativo», conclude Bevere dando appuntamento ai rappresentanti delle Agenzie Europee al 22 novembre 2019.

 




 
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Un sistema sanitario sensibile all’umanizzazione delle cure, sempre più consapevole che un’organizzazione sanitaria si misura non solo con l’efficienza economica, con l’efficacia degli esiti, con la disponibilità di innovazioni assistenziali, tecnologiche e terapeutiche, ma anche con la capacità di accogliere i pazienti nella loro interezza, con tutte le loro esigenze psicologiche e sociali. È questa la fotografia scattata dal progetto di ricerca “La valutazione partecipata del grado di umanizzazione delle strutture di ricovero” effettuata da AGENAS, in collaborazione con Cittadinanzattiva e Regioni e Province Autonome, nel biennio 2017-2018.

Oltre 800 professionisti e operatori sanitari, più di 700 cittadini appartenenti a circa 300 associazioni di tutela e volontariato sono stati i protagonisti della valutazione che ha coinvolto 417 strutture di ricovero (Ospedali a gestione diretta, Aziende Ospedaliere, Aziende Ospedaliere Universitarie - Policlinici, IRCCS e Case di cura private accreditate). Numeri e adesioni che dimostrano l’attenzione crescente verso il tema dell’umanizzazione delle cure. 

Un sistema di valutazione realizzato sul metodo partecipato dei cittadini, coinvolti in tutte le fasi, dal monitoraggio fino alle proposte di miglioramento.

Quanto ai risultati, la check list dell’umanizzazione, articolata in 142 item suddivisi in 4 aree, indica una media nazionale intorno a 7 su un valore da 1 a 10 e in particolare esprime margini di miglioramento nella cura della relazione con il paziente, nell’accessibilità fisica, vivibilità e comfort dei luoghi di cura.

«Coinvolgere i cittadini nelle decisioni che riguardano la propria salute è una svolta che può solo migliorare il nostro Ssn, che a dicembre compie 40 anni e che resta tra i migliori modelli internazionali di sanità universalistica - è il commento del Ministro della Salute Giulia Grillo -. L’umanizzazione delle cure non è un concetto astratto, un principio di buona volontà, ma un percorso ben preciso con obiettivi concreti e misurabili. Ringrazio AGENAS e Cittadinanzattiva per questa preziosa rilevazione che ci mostra i passi avanti che si sono fatti e che si stanno facendo in ben 417 strutture di ricovero pubbliche e del privato accreditato - ha ribadito la Responsabile del Dicastero della Salute -. Nella mia idea di politica sanitaria accanto ai numeri c’è sempre spazio per i diritti del cittadino e ascolto per le sue richieste. Con le Regioni stiamo lavorando al nuovo Patto della Salute e vorrei che l’umanizzazione nei percorsi terapeutici fosse un presupposto condiviso da tutti. Non di sola medicina è fatto il percorso di cura e guarigione, la relazione umana ha un valore oggettivo che non può più essere sottovalutato»

«Questo modello di misurazione che indaga la capacità dei servizi sanitari regionali di prendersi carico dei pazienti nella loro interezza ci consegna un sistema che non è soltanto interessato agli ambiti economico-contabili e gestionali, ma ha a cuore anche la dimensione umana delle cure, testimoniando la solidità dei valori del nostro SSN che, nel suo 40esimo anniversario, resta fortemente ancorato ai principi ispiratori della sua istituzione», ha sottolineato Luca Coletto, Presidente di AGENAS. Va, inoltre, dato atto alle Regioni di essersi impegnate con zelo e adesione convinta nella realizzazione della valutazione».

«Un cambiamento culturale che ha attraversato le strutture sanitarie grazie alla presenza in loco di  équipe locali composte da professionisti sanitari e cittadini, impegnati a valutare e contestualmente a proporre specifici piani di miglioramento proposti alle Direzioni aziendali – ha affermato Francesco Bevere, Direttore Generale di AGENAS. Una metodologia innovativa che non solo fotografa il livello di umanizzazione del nostro sistema, ma guarda al futuro in maniera propositiva affinché su tutto il territorio vi siano strutture sanitarie confortevoli, personale adeguatamente formato su queste tematiche e locali rispondenti ai bisogni dei pazienti più fragili» - ha aggiunto Bevere: «L’auspicio è che il prossimo Patto per la salute rafforzi la necessità di dotarsi di indicatori per il monitoraggio della capacità di accoglienza delle nostre strutture di cura, perché ambienti confortevoli e personale sanitario sensibile a tutte le esigenze dei malati rappresentano essi stessi straordinari strumenti terapeutici».

Mentre Tonino Aceti, Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva ha dichiarato che: «A 40 anni dall’istituzione del SSN, dal punto di vista dell’umanizzazione delle cure sono stati fatti certamente passi in avanti. Ovviamente, come evidenziano anche i dati, restano spazi di miglioramenti che possono e devono essere affrontati con determinazione. In particolare, le piccole strutture ospedaliere che ottengono punteggi più bassi, evidenziando gli effetti anche di un depauperamento subito in questi anni. Occorre lavorare per la trasparenza delle informazioni per i cittadini, che devono essere messi in grado di scegliere consapevolmente ed una maggiore attenzione alla multiculturalità per rispondere ai nuovi cittadini e alla società che sta rapidamente cambiando. Il percorso avviato grazie all’AGENAS rappresenta un esercizio in pratica di quanto stabilito già dalla legge 833/78 per il coinvolgimento dei cittadini nelle politiche del SSN, in particolare nella valutazione».

 

 

 

 

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«La proposta di legge “in materia di trasparenza dei rapporti tra le imprese produttrici, i soggetti che operano nel settore della salute e le organizzazioni sanitarie”, meglio nota come Sunshine Act, consentirà di intervenire ancora più energicamente nel percorso di rafforzamento della trasparenza e prevenzione della corruzione in ambito sanitario, valorizzando e rendendo più efficace tutto il lavoro svolto da AGENAS, ANAC e Ministero della Salute sin dal novembre del 2014», dichiara  Luca Coletto, Presidente di  AGENAS. 

«La ratio della proposta di legge coincide in massima parte con le motivazioni che hanno ispirato la collaborazione interistituzionale. Una concordanza di intenti che - auspico - possa trovare uno sbocco concreto nel testo di legge, permettendo all’AGENAS di continuare a fornire il suo contributo per rendere gli obiettivi della legge ancora più incisivi e prontamente realizzabili», afferma il Direttore Generale, Francesco Bevere, nel corso dell’audizione informale svoltasi in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati
«La finalità del Sunshine Act va nella stessa direzione di  una delle misure più innovative introdotte dal PNA – Sezione Sanità, ovvero la “Dichiarazione pubblica di interessi da parte dei professionisti del servizio sanitario” disponibile già da qualche anno sul nostro sito istituzionale www.agenas.it. Una banca dati che consente al sistema sanitario di disporre già oggi di una serie di informazioni e di individuare tempestivamente la presenza di comportamenti a rischio, da tenere sotto osservazione. Infatti, buona parte delle presunte vicende di corruzione hanno di fatto avuto origine proprio dalla violazione delle norme sulla trasparenza e sul conflitto d’interessi e, guarda caso, le aziende coinvolte sono tra quelle che non hanno adottato questa modulistica. Sono certo che il nostro lavoro troverà conferma, rafforzamento e sicuro sostegno da parte della Commissione». conclude il Direttore Generale di AGENAS.

 

 

 

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guida smallL’importanza dell’utilizzo di sistemi di indicatori in una logica di trasparenza e di promozione continua del miglioramento delle cure e, quindi, dello stato di salute della popolazione è il filo conduttore del contributo dell’intervento “Esiti a portata di cittadino”, a cura di Domenico Mantoan, Direttore Area Sanità e Sociale della Regione Veneto, illustrando inoltre le finalità del Progetto del “Portale della trasparenza dei servizi per la salute”, che vede la Regione Veneto come capofila e AGENAS soggetto attuatore, sottolinea: “Trasparenza, apertura e partecipazione sono i principi cardine sui quali si basa la buona governance. Per perseguirli le istituzioni pubbliche, tanto più quelle che operano nel mondo della sanità, hanno il dovere di definire azioni mirate che informino, coinvolgano e rendano partecipe il cittadino. Tutto ciò non può prescindere dall’utilizzo delle tecnologie e dei canali comunicativi più moderni che permettono di avvicinare l’utente ai servizi”.

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 L’esperienza della Regione Siciliana, tra le prime realtà ad aver applicato metodi di valutazione comparativa degli esiti delle prestazioni, attraverso il rafforzamento del sistema dei flussi informativi e l’introduzione della valutazione dei Direttori generali misurabile anche tramite alcuni indicatori PNE, è il soggetto principale dell’articolo di Salvatore Scondotto et al., (Dipartimento attività sanitarie e Osservatorio Epidemiologico, Assessorato della Salute - Regione Sicilia). Gli interventi adottati, spiega Scondotto, hanno consentito alla Regione siciliana di migliorare progressivamente le sue performance, in alcuni casi anche superando la media nazionale. “È importante tuttavia evidenziare come il percorso di progressivo miglioramento degli standard aziendali sia stato supportato, oltre che nell’introduzione di obiettivi specifici e misurabili delle Direzioni Generali Aziendali, anche da un affiancamento continuo da parte della struttura regionale nei confronti delle funzioni locali preposte alla valutazione e misurazione della performance aziendale e al controllo di gestione.” Scarica qui l'articolo PDF Logo (PDF)

 

monitor smallNelle ultime decadi, nei soli Paesi OECD sono stati attivati oltre 30 sistemi di valutazione della qualità dell’assistenza sanitaria, con metodologie non uniformi. L’obiettivo dello studio è stato quello di comparare il Programma nazionale esiti (PNE) con sistemi implementati in altre Nazioni per identificarne differenze, aree di forza, e individuare fattori capaci di aumentarne l’efficacia. Sono stati confrontati gli indicatori di processo, volume e outcome utilizzati dal PNE per la valutazione dei servizi ospedalieri e territoriali, con quelli adottati da OECD, UK, USA, Australia e Giappone. L’implementazione dei sistemi di valutazione delle varie Nazioni continua ad essere eterogenea: sono stati rinvenuti >500 indicatori singoli, di cui solo 43 (8,6%) utilizzati in almeno 2 Nazioni, e solo 10 in almeno 4. Quale positiva eccezione, dei 61 indicatori di outcome del PNE, 44 sono stati inclusi in almeno un altro sistema di valutazione. Risulta tuttora complesso quantificare l’impatto della valutazione sulla qualità erogata e la potenziale utilità di sistemi premianti di tipo economico. Dal confronto internazionale emergono diversi punti di forza del PNE: (a) rigorosa selezione degli indicatori, aggiornati annualmente, e ove necessario aggiustati per possibili confondenti; (b) valutazione complessiva del sistema sanitario nei diversi setting assistenziali, con un numero ancora gestibile di indicatori (<200); (c) un collegamento alla governance razionale, tramite leva indiretta sugli obiettivi dei vertici aziendali. Il monitoraggio dei dati relativi a mortalità/sopravvivenza per tumore e soddisfazione dei pazienti è tuttavia carente, a causa della mancata attuazione di sistemi di sorveglianza a livello nazionale.

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monitor smallÈ disponibile on line Monitor 43 la rivista di AGENAS, interamente dedicata al Programma nazionale esiti. Nel suo editoriale il Direttore Generale dell’Agenzia, Francesco Bevere, ripercorre il processo evolutivo del PNE, dai primi passi mossi nell’ambito del Progetto “I Mattoni” fino alle ultime novelle legislative che ne hanno previsto nuove e decisive funzioni, rendendolo non più soltanto strumento volontario di promozione della qualità delle cure, ma bensì strumento decisionale nella valutazione dei Direttori Generali, nell’individuazione delle Aziende Ospedaliere da sottoporre a piano di riqualificazione/efficientamento, nelle procedure di accreditamento delle scuole di specializzazione. In questo contesto di maturazione e di rafforzamento del PNE e di definizione di una più chiara identità di AGENAS quale struttura deputata al monitoraggio e alla valutazione delle performance sanitarie, spiega Bevere: “è apparsa doverosa, a garanzia della centralità, terzietà e obiettività di questo strumento diagnostico, trasporre il PNE in una dimensione nazionale, rivedendone la struttura organizzativa con il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali del SSN. La nuova configurazione assunta dal Comitato Nazionale del PNE, intrapresa nel dicembre 2016, si è rivelata strategica per il miglioramento, consolidamento e ampliamento di indicatori idonei a misurare una sanità che negli ultimi anni ha dovuto rivedere modelli assistenziali e di erogazione delle cure, secondo criteri di efficienza, efficacia, equità, qualità e appropriatezza”. A conclusione dell’editoriale, il Direttore Generale di AGENAS si sofferma sulla necessità di rispondere all’esigenza di trasparenza e chiarezza di un sistema di valutazione sempre più aperto ai cittadini, attraverso il Portale della trasparenza dei servizi per la salute, al fine di “aiutare i contesti che rispondono con più difficoltà o non adeguatamente ai bisogni di salute dei cittadini, nonché gli stessi cittadini a maturare consapevolezza sulle possibilità di offerta di cura da parte dei servizi sanitari della regione di appartenenza e del sistema Paese nel suo complesso”.
A seguire gli interventi di approfondimento a cura dei componenti del Comitato nazionale PNE: Mario Braga, Coordinatore delle attività del Programma nazionale esiti di AGENAS, illustra come il PNE sia sempre più utilizzato come strumento per analizzare il grado di equità del nostro sistema, “perseguendo oltre alla promozione del miglioramento della qualità delle cure, anche la funzione di tutela della popolazione residente attraverso la verifica della capacità di un territorio di fornire risposte adeguate ai bisogni di assistenza e misurabili con la maggiore e minore capacità di accesso a prestazioni di provata efficacia”. Definizione, spiegazione e trend degli indicatori utilizzati dal Programma Esiti sono gli argomenti indagati da Marina Davoli, Direttore del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario del Lazio, in collaborazione con Alice Basiglini, supporto tecnico-scientifico alle attività del PNE di AGENAS. La voce del Ministero della Salute è affidata ad Andrea Piccioli, Dirigente Qualità, rischio clinico e programmazione ospedaliera che analizza gli  effetti dell’applicazione del DM 70 (“Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”) anche alla luce dei recenti risultati del PNE rispetto ai volumi di attività e a Lucia Lispi, Dirigente Monitoraggio e verifica dell’erogazione dei LEA e dei Piani di rientro, autrice di un interessante excursus sul monitoraggio dei Lea, tra vecchio e nuovo schema di garanzia.