MATTONE TEMPI DI ATTESA
Razionale
Il progetto "Tempi di attesa" nasce dall’esigenza di identificare una metodologia di misura sistematica dei tempi d’attesa, in considerazione del fatto che la verifica dei livelli di assistenza erogati al cittadino, anche in termini di tempi d’attesa che intercorrono tra il manifestarsi del bisogno al SSN e il soddisfacimento dello stesso, È garanzia di equità del sistema. In tale ottica, infatti, "l’erogazione delle prestazioni entro tempi appropriati alle necessità di cura degli assistiti rappresenta una componente strutturale dei livelli essenziali di assistenza" (DPCM 16 aprile 2002, "Linee guida sui criteri di priorità per l’accesso alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche e sui tempi massimi di attesa").
Il DPCM 29 novembre 2001 e l’Accordo Stato-Regioni del 2002 contengono i principi di riferimento a cui si ispira il progetto mattone "Tempi di Attesa", che sono di seguito elencati.
- Il rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza. L’erogazione delle prestazioni entro tempi appropriati alle necessità di cura degli assistiti rappresenta una componente strutturale dei livelli essenziali di assistenza.
- Efficacia, appropriatezza, accessibilità, equità. Il grado di appropriatezza di una prestazione dipende dal rispetto delle indicazioni cliniche per le quali si È dimostrata efficace, del momento giusto e secondo il regime organizzativo piÙ adeguato (fare la cosa "giusta", al paziente "giusto", nel momento "giusto", nel modo "giusto").
- Stratificazione della domanda per priorità. È necessario stabilire dei criteri di priorità per poter garantire a tutti i pazienti una risposta, in quanto nessun sistema dispone di risorse sufficienti per soddisfare subito tutte le richieste. La stratificazione della domanda per priorità si basa sul presupposto che vi sono condizioni patologiche nelle quali È possibile rinviare l’intervento diagnostico e/o terapeutico richiesto, senza per questo modificare la prognosi dell’utente. I criteri per individuare le priorità si devono basare sulle caratteristiche cliniche del quadro patologico presente (eziologia, stadio e decorso della patologia) con particolare riguardo ai possibili danni legati a ritardi nel trattamento, presenza ed intensità di sintomi ecc..
- Misurazione omogenea del fenomeno. Una corretta gestione delle attese richiede di monitorare i bisogni e le priorità assistenziali; tale conoscenza rappresenta un indispensabile strumento di programmazione sanitaria nell’ambito dell’azienda e dell’intero territorio regionale e nazionale. Risulta perciò necessario individuare delle definizioni condivise e degli idonei strumenti di misura che consentano una rilevazione standardizzata del fenomeno delle liste d’attesa ed eventuali comparazioni tra i diversi erogatori e tra le diverse realtà territoriali
Sotto il profilo metodologico, si sottolinea che le rilevazioni dei tempi di attesa possono essere realizzate fondamentalmente in due forme:
- "ex ante", che consiste nella rilevazione (prospettica), in un determinato giorno indice, della differenza tra data di esecuzione prospettata e data della richiesta rivolta all’erogatore (rappresenta, in sostanza, il tempo d’attesa cosÌ come proposto all’utente);
- "ex post", che consiste nella rilevazione (retrospettiva) della differenza tra la data della effettiva erogazione della prestazione e quella della richiesta rivolta all’erogatore; tale valutazione richiede un sistema informatizzato che rilevi i tempi di attesa per le prestazioni realmente erogate, escludendo sia le mancate presentazioni dei pazienti che le prestazioni annullate dall’azienda.
Infine, va notato come, relativamente alla misurazione dei tempi di attesa, È necessario distinguere almeno due diverse tipologie di esigenze:
- per i livelli centrali vi È la necessità di verificare la tutela dei principi fondamentali del sistema, ed in particolare, l’effettiva possibilità di accesso alle prestazioni in tempi congrui con i bisogni di salute; le informazioni piÙ rispondenti a questo bisogno risultano essere quelle sul tempo effettivo di risposta, ovvero il tempo che realmente impiega il cittadino per ottenere la prestazione di cui necessita, prodotte dai sistemi informativi istituzionali; questo tempo fornisce dati precisi ed esprime il reale vissuto dei cittadini, anche se, solitamente, per motivi legati alla complessità organizzativa ed alle caratteristiche procedurali dei sistemi, oltre che dei tempi di erogazione, i dati di questo genere sono disponibili con un notevole ritardo, ovvero a molta distanza dal momento in cui gli eventuali fenomeni negativi si sono manifestati;
- per le Regioni e per le aziende vi È la necessità di avere informazioni tempestive sull’andamento dei tempi e della capacità di risposta del sistema, al fine di porre in atto le eventuali misure correttive; per queste finalità risultano essere piÙ adeguati sistemi di rilevazione in grado di fornire dati continui sui tempi di attesa prospettati ("ex ante") ai cittadini che formulano una richiesta; questi dati, seppur espressione di una "potenzialità" e non necessariamente di quello che sarà il tempo effettivo di attesa, hanno il grosso vantaggio di essere disponibili in tempi rapidi, con procedure ragionevolmente semplici, ripetibili piÙ volte all’anno, soprattutto se le analisi vengono svolte non "a tutto campo" ma per settori selezionati in quanto ritenuti critici.
E’ evidente quindi l’esigenza di prevedere sistemi diversificati per il monitoraggio dei tempi di attesa, in grado comunque di fornire dati precisi, affidabili, completi. Tali sistemi devono anche essere economicamente e funzionalmente sostenibili, preferibilmente sinergici e tendenzialmente basati su fonti omogenee.
Sulla base di queste considerazioni È stato attivato il progetto Mattone "Tempi di attesa", al fine di definire una metodologia per la rilevazione sistematica dei tempi e delle liste e a formulare delle proposte per la razionalizzazione ed il miglioramento del fenomeno.
Il gruppo di lavoro del progetto (Gruppo di Lavoro Ristretto) È coordinato dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, È ed costituito dalle regioni Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e P.A. Trento.
Obiettivi del progetto
Gli obiettivi fondamentali richiesti al gruppo di lavoro prevedono la definizione di una metodologia che consenta di rilevare sistematicamente il fenomeno tempi di attesa, ovvero di definire:- la metodologia per la rilevazione sistematica del fenomeno sia per le prestazioni in regime di ricovero che per le prestazioni di specialistica ambulatoriale;
- linee guida per la progettazione dei CUP e per la misurazione del tempo di attesa lato struttura;
- linee guida per la misurazione dei tempi di attesa per i percorsi diagnostico-terapeutici.
Oltre a quanto attiene alla rilevazione del fenomeno, il gruppo di lavoro predisporrà, alla luce della raccolta di esperienze nazionali ed internazionali, proposte operative finalizzate al miglioramento dei tempi e delle liste.
La metodologia operativa
Per il raggiungimento degli obiettivi si prevedono una serie di azioni, sviluppate in due fasi, di cui la prima orientata alla definizione e condivisione delle proposte con le Regioni (sia nel gruppo ristretto sia in quello allargato a tutte le Regioni) e la seconda relativa ad una sperimentazione sul campo dei percorsi/strumenti identificati. Le fasi e i metodi di lavoro sono costituiti da:- Analisi delle esperienze internazionali, nazionali e regionali: l’analisi prevede la ricognizione degli approcci utilizzati a livello internazionale e nazionale, l’analisi delle esperienze nazionali sui sistemi di generazione dati, l’analisi delle esperienze nazionali sui metodi di lettura e valutazione (lato ricovero e lato ambulatoriale), la ricognizione e analisi delle soluzioni proposte e dei problemi affrontati a livello regionale.
- Focus group con esperti in tutte le Regioni: il focus group È una tecnica di intervista di gruppo, focalizzata su alcune tematiche specifiche, che permette di ottenere informazioni maggiori e piÙ approfondite rispetto a tecniche di intervista tradizionali. La metodologia prevede la presenza di un moderatore (inviato dall’Agenzia) che pone le domande, approfondisce i punti di interesse e fa in modo che, durante la discussione di gruppo, tutti possano esprimere il proprio punto di vista. I focus group sono finalizzati ad acquisire informazioni sugli specifici contesti regionali ed aziendali.
- Tavoli di lavoro con esperti di settore: per l’approfondimento di specifici argomenti tecnici È prevista la possibilità di convocare delle riunioni tra esperti, che possano offrire una consulenza di alto livello.
- Sperimentazione: il gruppo di lavoro individuerà delle aree specifiche in cui sperimentare percorsi di prescrizione/erogazione di prestazioni specialistiche ambulatoriali e di interventi chirurgici di elezione.
- Sviluppo di modelli gestionali basati sul coinvolgimento partecipativo e progressivo dei principali attori coinvolti (professionisti, operatori di prenotazione, utenti/cittadini), nelle attività di monitoraggio e revisione;
- Sperimentazione della stratificazione della domanda: a tal fine saranno utilizzati strumenti di definizione delle priorità da selezionare fra quelli già disponibili in letteratura.
I risultati attesi
Gli output finali del programma sono:
- proposte operative per il miglioramento delle liste e dei tempi di attesa;
- metodologia per la rilevazione sistematica del tempo di attesa per le prestazioni erogate in regime di ricovero e linee guida per la sospensione dell’attività di erogazione;
- metodologia per la rilevazione sistematica del tempo di attesa per le prestazioni erogate in regime ambulatoriale e linee guida per la sospensione dell’attività di erogazione;
- linee guida per la progettazione del CUP e metodologia per la misurazione dei tempi di attesa lato struttura;
- metodologia per la misurazione dei tempi di attesa sui percorsi diagnostico-terapeutici complessi.
I risultati raggiunti
I risultati del progetto sono riportati integralmente nella relazione conclusiva del Mattone “Tempi di attesa” ed una loro sintesi È disponibile nel numero 17 della rivista Monitor.


