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Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali
I Quaderni di Monitor - Agenas - Agenzia Nazionale per i servizi sanitari Regionali

Caldo torrido, Pronto soccorsi e reparti ospedalieri occupati da migliaia di anziani poiché questo è il periodo più critico per le persone di età avanzata, fragili, sole. Ed è in queste circostanze che - pur considerando l’ospedale luogo sempre più dedicato alle acuzie e alle complessità - la struttura ospedaliera, nell’organizzazione delle attività e del servizio, deve pensare ad approcci specifici e adottare criteri particolari.
Per affrontare questi aspetti, alcuni esperti di clinica geriatrica e di gerontologia del Network Non Autosufficienza: Marco Trabucchi, Enrico Brizioli, Anna Banchero, Cristiano Gori, in collaborazione con Inrca e altri professionisti, hanno curato il volume “Il cittadino non autosufficiente e l’ospedale”, portando diversi contributi, sia sul piano clinico sia su quello organizzativo e umano, cercando di costruire modelli innovativi per tutti coloro che agiscono nella cura degli anziani non autosufficienti.
“Non siamo abituati a libri che parlano di accoglienza accanto al tema della governance” ha esordito il Direttore generale di Agenas, Bevere, introducendo i contenuti del libro nella sede dell’Agenzia alla presenza degli autori, Trabucchi e Anna Banchero, di due ex ministri della Salute, Mariapia Garavaglia e Renato Balduzzi, esponenti della sanità regionale e non. “Il lavoro a cura di Trabucchi e di Brizioli - ha poi proseguito Bevere - ha il grande pregio di porre l’accento su uno degli aspetti che più mi sta a cuore e che, a mio parere, deve caratterizzare ogni organizzazione sanitaria: l’attenzione, prima verso la persona e poi verso il paziente. Le aziende sanitarie, gli ospedali e tutti coloro che, a vario titolo e livello, operano all’interno di essi hanno una missione ben precisa: curare. Questa missione, che non sempre può coincidere con la guarigione dell’ammalato, significa innanzitutto prendersi cura della persona nella sua interezza, tenendo presente la particolare condizione di fragilità in cui versa quando varca le porte di un pronto soccorso, durante il tragitto che la conduce nella camera operatoria o più semplicemente durante i giorni di degenza in un ospedale”.
Marco Trabucchi ha voluto evidenziare come il titolo del volume citi il cittadino e non il paziente o l’anziano, poiché per gli autori testimonianze e riflessioni del libro vengono coniugate con “il concetto di cittadinanza  che connota un’identità ben precisa, fatta di diritti”: diritto a una degenza breve, diritto al rispetto dei ritmi come paziente, diritto alle cure intensive indipendentemente dall’età, diritto alla continuità della cura… Per queste ragioni l’ospedale deve avere principalmente due obiettivi: mettere la tecnologia al servizio della sofferenza, del dolore fisico e psichico e porre al centro del percorso di cura l’autonomia del paziente, poiché il timore più grande per chi diventa anziano, per chi deve essere ricoverato, è quello di perdere l’autonomia nella mobilità, nell’alimentazione, nella quotidianità.
Gli autori, infine, sono consapevoli che l’ospedale non è comunque un “luogo di elezione” per curare fragilità e cronicità, ma piuttosto una sede transitoria dove raggiungere una stabilità che può restituire alla vita vissuta nel proprio ambiente e sotto questo profilo il volume prende in considerazione anche le prospettive extraospedaliere. “Non si possono mandare a casa persone che vivono sole o con altre persone anziane non in grado di accudire” afferma Trabucchi, quindi occorre affrontare gli aspetti organizzativi: le strutture alternative, l’assistenza domiciliare, i servizi di continuità assistenziale sul territorio.
Nel corso del dibattito che è seguito hanno preso la parola i due ex ministri della Salute soffermandosi sulla fase particolare che sta attraversando il Ssn. Mariapia Garavaglia si è dichiarata ottimista “le risorse potrebbero bastare, ma serve cultura. Il Ssn è un sistema delicato, complesso, non va sciupato perché è la riforma più grande dopo il 2 giugno 1946”. Per Balduzzi il sistema sta vivendo un periodo delicato: “Tutti i soggetti che costituivano l’ossatura della sanità italiana sono in una fase di debolezza, a livello centrale e a livello regionale. Siamo nel punto più basso del regionalismo italiano. Non vivono il loro momento migliore né le organizzazioni professionali, né gli organismi tecnico-scientifici. Ma quando le condizioni sono sfavorevoli occorre che ognuno dei soggetti stia sul pezzo perché le tematiche devono essere portate avanti.”

Per approfondimenti:

 

La sala delle Conferenze della sede Enpam era affollata quando ha preso il via il convegno promosso da Agenas e dedicato ad “Assistenza primaria: monitoraggio della qualità e valutazione d’impatto nei progetti Agenas – Matrice – MedinaLuna”.

La società si trasforma, migliora l’aspettativa di vita, ma aumentano le fragilità e le patologie croniche o a lungo termine, per questa ragione il governo dell’Assistenza primaria e della Long Term Care è sempre più al centro della riorganizzazione del Servizio sanitario nazionale.

Alcuni dati presentati nel corso dell’evento parlano chiaro: la popolazione mondiale è in continuo aumento, la quota media di anziani over 80 tra i Paesi dell’Ocse è pari al 3,9% nel 2010 e si prevede pari al 10% nel 2050. In Italia nel 2011 gli over 65 erano il 12,3%, si prevede che saranno il 16,6 nel 2030, mentre gli over 80 saranno circa il 9%. E cresce la prevalenza di patologie croniche: quasi il 39% degli italiani dichiara di essere affetto da almeno una delle principali patologie croniche; il 20% da almeno due e tra gli over 75 la percentuale tocca il 68,2%. Sono oltre 3 milioni le persone con disabilità, di cui il 78% anziani. Il costo economico aumenta e in termini di incidenza sul Pil di una nazione: oltre 38 trilioni di dollari (cioè il 48% del Pil globale nel 2010) nei prossimi 20 anni.

Alla luce di questi numeri destano particolare interesse i risultati dei progetti di ricerca che l’Agenas ha realizzato, con il Ministero della Salute, enti di ricerca e Regioni, volti al monitoraggio dei percorsi diagnostico-terapeutici e dei modelli organizzativi sperimentati per fornire assistenza alle persone non autosufficienti e ai malati cronici.

Ciò in ottemperanza al Patto per la salute 2014-2016 che prevede che Agenas realizzi uno specifico “sistema di monitoraggio, analisi e controllo dell’andamento dei singoli Ssr per rilevare in via preventiva, attraverso un apposito meccanismo di allerta, eventuali e significativi scostamenti delle performance delle Aziende sanitarie e dei Ssr in termini di qualità, sicurezza, efficacia, efficienza, appropriatezza ed equità dei servizi erogati. Per lo svolgimento di tale attività, si avvale di un nucleo operativo funzionalmente dedicato” (art.12, comma 7). Si tratta inoltre di dare una prima risposta alle Raccomandazioni dell’Ocse pubblicate su “Revisione Ocse sulla qualità dell’assistenza sanitaria italiana” del gennaio 2015 laddove l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico chiede di: sviluppare un approccio più omogeneo per monitorare e migliorare la qualità del Ssn; implementare un’infrastruttura informativa meno frammentata; rafforzare l’assistenza territoriale, in particolare la gestione della cronicità, attraverso la diffusione di modelli di gestione integrata dei pazienti; sfruttare meglio i dati esistenti superando le barriere al linkage tra diversi database. E il sistema Matrice, presentato nei dettagli nella giornata di lavoro, è stato appunto costruito per poter leggere in modo integrato, omogeneo e confrontabile l’assistenza territoriale offerta su tutto il territorio nazionale attraverso i flussi amministrativi correnti. Attraverso il collegamento dei dati delle informazioni presenti a livello locale sui diversi contatti di cura del singolo individuo con il Ssn è stato possibile produrre informazioni sui percorsi della cronicità e della non autosufficienza e sui diversi modelli di gestione delle patologie. Nella sessione pomeridiana del convegno sono stati illustrati alcuni dei Progetti che hanno visto l’impegno dell’Agenzia, dal progetto Medina “Qualità ed equità dell’assistenza sanitaria territoriale erogata alle persone affette da malattie croniche: analisi organizzativa dei modelli proattivi implementati a livello regionale”, al progetto Luna “Sviluppo e valutazione di un set di indicatori per monitorare l’assistenza agli anziani non autosufficienti”.

Approfondimenti:

 

 

 

L’11 maggio Agenas invita operatori, ricercatori, società scientifiche, politici e amministratori dei diversi livelli decisionali al Convegno “Assistenza primaria: monitoraggio della qualità e valutazione d’impatto nei progetti Agenas. Matrice - Medina - Luna” che si svolgerà a Roma, presso la Sala delle Conferenze della Sede Enpam in via Torino 38 (LINK).

Nel corso della giornata verranno presentati e discussi i risultati di diverse ricerche che l’Agenas ha realizzato con il Ministero della Salute, enti di ricerca specializzati e diverse Regioni con lo scopo di monitorare i percorsi diagnostici terapeutici e i modelli organizzativi sperimentali per fornire assistenza alle persone non autosufficienti e ai malati cronici. L’obiettivo è quello di costruire un sistema di “lettura” dell’assistenza territoriale attraverso il collegamento dei flussi e le banche dati esistenti del Sistema informativo sanitario nazionale.

Si tratta di una platea di persone - non autosufficienti e malati cronici - che oscilla tra i 2 e i 4 milioni. Se l’Istat parla di 2 milioni di “anziani” non autosufficienti, il Censis afferma che gli italiani non autosufficienti sono circa 4 milioni di cui 3,5 milioni anziani. Sempre secondo le stime Istat nel 2011 gli ultrasessantacinquenni in Italia erano circa 12 milioni, mentre gli ultrasettantacinquenni superavano i 6 milioni. L’invecchiamento della generazione del baby boom e il basso livello di nascite nel Paese contribuiranno ad accrescere ulteriormente il peso relativo degli over 65 sulla popolazione complessiva, che è già passata dal 19% nel 2003 ad oltre il 20% nel 2011. La Regione che per prima toccherà il livello massimale di popolazione anziana sembra essere la Liguria tra 40 anni (nel 2053), con una percentuale di over 75 pari a circa il 22,5%.

Protagonista del Convegno dell’11 maggio sarà il sistema MATRICE. È stato costruito attraverso il lavoro condotto in diversi Progetti Agenas per giungere a leggere in maniera integrata ed omogenea le informazioni relative a tutte le prestazioni (ospedaliere, diagnostiche, specialistiche, terapeutiche ecc.) disponibili nell’ambito del Ssn e ora è pronto per costituire un valido strumento di monitoraggio dell’assistenza territoriale.

Attraverso il collegamento dei dati e delle informazioni disponibili a livello locale è stato possibile leggere l’assistenza territoriale con una metodologia uniforme, producendo informazioni sui percorsi della cronicità e della non autosufficienza e sui diversi modelli di gestione delle patologie.

Approfondimenti:

 

 

 

monitor 29
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La presa in carico degli anziani non autosufficienti   
2012

 

 

 

 

 

Pubblicato in Monitor
Lunedì, 07 Luglio 2014 17:55

Per la valorizzazione del caregiver

La necessità di definire norme per regolamentare attività e comportamenti è la naturale conseguenza dei cambiamenti che si verificano nella società, cambiamenti che producono nuove esigenze e bisogni. È questo il caso del caregiver familiare, inteso come colui che assiste in casa un proprio familiare. Strettamente di attualità, quindi, il tema “Dal riconoscimento di ruolo all’implementazione di politiche”, sviluppato nei quattro giorni di dibattiti realizzati a Carpi da “Anziani e non solo” con il patrocinio, tra gli altri, della Regione Emilia-Romagna e del Servizio sanitario regionale. Esperti del settore, operatori sociali e sanitari, rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, si sono confrontati sulle diverse e numerose problematiche che caratterizzano la quotidianità, il lavoro, la vita dei caregiver.

È stato presentato, in particolare, il “Documento sulla valorizzazione e sostegno del ruolo del caregiver familiare”, elaborato da Agenas. Documento che ha già avuto una prima approvazione da parte dei coordinamenti interregionali per la sanità e il sociale, ma il cui iter non si è ancora concluso. L’ambito di riferimento è quello dell’assistenza domiciliare integrata (ADI) e dell’empowerment del paziente su cui Agenas è impegnata, in collaborazione col Ministero della Salute e le Regioni, per mettere a punto un sistema assistenziale di qualità al servizio dei cittadini non autosufficienti. Ed è in questo contesto che si intende valorizzare la figura del caregiver familiare, definito come la persona che, in maniera informale e gratuita, si prende cura di un proprio congiunto in condizioni di non autosufficienza o disabilità, che necessita di un’assistenza di lunga durata, specie nelle situazioni in cui l’aiuto è tale da rendere necessari e opportuni interventi di sostegno da parte dei servizi pubblici, sanitari e sociosanitari.

La valorizzazione deve basarsi in primo luogo sul riconoscimento formale del caregiver familiare quale componente, non professionale, della rete di assistenza domiciliare alla persona, da parte del servizio dell’azienda sanitaria a ciò preposto. L’atto di riconoscimento comporta l’adozione di una serie di interventi quali:

  • il coinvolgimento nel percorso di definizione e realizzazione del Piano Assistenziale Individuale (PAI). Nel PAI sono, inoltre, definiti i supporti che i servizi sociali e sanitari si impegnano a fornire al fine di permettere al caregiver familiare di affrontare possibili difficoltà o urgenze e di svolgere le normali attività di assistenza e di cura in maniera appropriata e senza rischi per l’assistito e per sé medesimo;
  • l’informazione, da parte dei servizi sanitari, sociosanitari e sociali, sulle problematiche di cui soffre la persona assistita, sui bisogni assistenziali e le cure necessarie, sui criteri di accesso alle prestazioni sociali, socio-sanitarie e sanitarie;
  • l’individuazione nel PAI del contributo di cura e delle attività di cui può farsi carico;
  • l’inserimento in programmi di formazione e di aggiornamento;
  • l’adozione di azioni di supporto psicologico, al fine di sostenere il caregiver nella ricerca e mantenimento del benessere e dell’equilibrio personale e familiare, anche attraverso iniziative di sollievo, con sostituzioni temporanee al domicilio del caregiver.

Per approfondimenti:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il nome è suggestivo: Luna. È il Progetto autofinanziato di Agenas per lo Sviluppo e la validazione di un set di indicatori per monitorare la Long Term Care degli anziani non autosufficienti ed è la prosecuzione del “Progetto PIC - Presa In Carico” (2010- 2012) di Agenas presentato nel corso di un convegno nazionale svoltosi al Ministero della Salute nel marzo 2012.

Se lo scopo del Progetto PIC era la “valutazione dell’efficacia e dell’equità di modelli organizzativi territoriali per l’accesso e la presa in carico di persone con bisogni sociosanitari complessi”, Luna, attraverso l'elaborazione e la verifica di una serie di indicatori, intende sviluppare e sperimentare un sistema di monitoraggio dei percorsi assistenziali delle persone anziane con bisogno socio-sanitario complesso per facilitare la programmazione, il governo e la valutazione dei servizi che riguardano appunto gli anziani. Un contributo per affrontare una delle sfide del SSN: garantire assistenza integrata, efficace e appropriata per tutte le persone che presentano malattie cronico-degenerative e bisogni complessi.

In Italia si stima una presenza di circa 4 milioni di cittadini non autosufficienti, di cui circa 3,5 milioni sono anziani (Censis, 2012). Secondo l’Istat gli anziani over 65 disabili sono il 19,2%. Il progressivo e inesorabile invecchiamento della popolazione, tenendo presente che l’Italia si caratterizza per un’aspettativa di vita tra le più elevate in Europa, farà crescere in modo considerevole il fenomeno della non autosufficienza nei prossimi anni. La percentuale delle persone ultra 80enni, sulla popolazione complessiva, passerà infatti da circa il 6% nel 2011 al 7,7% nel 2025 e al 15,5 nel 2060, come evidenziato dalle proiezioni Istat del 2012.

Partito nel marzo 2013 il Progetto avrà la durata di 18 mesi; partner scientifici l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l'Istituto di Igiene, l'Agenzia Regionale di Sanità Toscana, l’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, mentre l’advisory board vede la partecipazione di diversi esperti universitari e istituzionali sul tema dell’assistenza primaria e gestionale della cronicità. Le Regioni coinvolte: Emilia Romagna, Lombardia, Puglia, Toscana, Veneto.

In particolare si tratta di consolidare e validare un sistema di indicatori che attraverso l’utilizzo dei dati amministrativi derivanti dai flussi NSIS, schede di dimissione ospedaliera, PS, farmaceutica, e soprattutto dai flussi SIAD, assistenza domiciliare, e FAR, assistenza residenziale e semiresidenziale, monitori il processo di presa in carico di anziani di età uguale e superiore ai 65 anni con bisogni socio sanitari complessi. Gli indicatori valutano diversi ambiti qualitativi come: l’accessibilità (il rapporto tra gli utenti presi in carico dai servizi territoriali e la domanda di assistenza stimata tramite gli anziani non autosufficienti attesi nella zona); la continuità assistenziale (il legame ospedale-territorio, misurando quanti, dei dimessi ospedalieri, vengono presi in carico dai servizi territoriali e quanti, dei presi in carico, provengono dall’ospedale); la tempestività (il tempo di attesa, in giorni, tra la valutazione multidimensionale e l’erogazione dell’assistenza); l’efficacia (se il piano di assistenza è capace di prevenire eventi acuti avversi, misurati come ricoveri ospedalieri o accessi al pronto soccorso durante la presa in carico) e infine l’appropriatezza (la corrispondenza tra esito della valutazione multidimensionale e assistenza erogata).

Il percorso del progetto prevede la convocazione di workshop, a cui partecipano gli operatori sociali e sanitari delle zone individuate dalle varie Regioni, come ambiti locali nei quali sperimentare l’utilizzo dei report prodotti, quindi, la realizzazione di audit di governo nei quali discutere quanto emerso dagli indicatori e decidere eventuali nuove strategie o cambiamenti organizzativi nei servizi, infine la realizzazione di focus group che mettano in luce le impressioni degli operatori, le criticità e i punti di forza dello strumento.

Il sistema così delineato è finalizzato, infatti, a informare gli attori del governo clinico ai diversi livelli: distrettuale, aziendale, regionale, nazionale, permettendo così l’osservazione e il controllo dell’appropriatezza clinica e organizzativa.

Per approfondimenti: Quaderno di Monitor 2012 “La presa in carico degli anziani non autosufficienti”  (PDF 3 mb)

 

 

Ricerca AGENAS

Responabile scientifico: Mariadonata Bellentani

Capofila: AGENAS

Partner scientifici:

  • Università Cattolica del Sacro Cuore, Istituto di Igiene
  • Agenzia Regionale di Sanità Toscana
  • Università di Cassino e del Lazio Meridionale

Regioni partecipanti: 

  • Emilia Romagna
  • Lombardia
  • Puglia
  • Toscana
  • Veneto

Abstract

Per facilitare la programmazione, il governo e la valutazione dei servizi sociosanitari ad alta integrazione sanitaria, il progetto si propone di misurare alcuni aspetti della qualità del processo assistenziale di presa in carico dei soggetti anziani non autosufficienti, attraverso un approccio metodologico rigoroso e unitario. In particolare il progetto si è posto i seguenti obiettivi:

  • consolidare e validare un sistema di indicatori che attraverso l’utilizzo di flussi amministrativi correnti (SDO, PS e in particolare dei nuovi flussi NSIS – sull’assistenza domiciliare SIAD e residenziale FAR) monitori il processo di presa in carico di anziani di età ≥65anni con bisogno socio sanitario complesso;
  • definire razionale e contenuti e layout di una reportistica, che utilizzando gli indicatori definiti e consolidati nel progetto, supporti le attività di governance dei servizi ai vari livelli;
  • definire un sistema di produzione automatica di un dataset di dati secondari su base individuale quale presupposto informativo per il calcolo degli indicatori e la produzione di  una reportistica da utilizzare per supportare la governance;
  • definire un sistema automatico di produzione di reportistica utile al governo dei servizi;
  • sperimentare l’utilizzo della reportistica negli ambiti locali con finalità di supporto informativo per le riunioni di peer review/audit.

L’utilizzo di precisi indicatori per monitorare il processo organizzativo di presa in carico di persone di età pari o superiori a 65 anni, con bisogno sociosanitario complesso, può offrire ai programmatori di tutti i livelli (distrettuale, aziendale, regionale, nazionale)informazioni utili, basate sulle evidenze, per il governo dei servizi.

Più nello specifico, oggetto dell’analisi sono gli anziani non autosufficienti che hanno ricevuto una valutazione multidimensionale e hanno ricevuto un servizio assistenziale o in assistenza residenziale/semiresidenziale o in assistenza domiciliare. La metodologia ha utilizzato in modo integrato, attraverso procedure di record linkage, i dati amministrativi derivanti dai flussi informativi NSIS, sia quelli più tradizionali (flussi relativi alle Schede di dimissione Ospedaliera e alle attività di Pronto Soccorso) sia quelli di più recente attivazione afferenti al territorio (flusso regionale SIAD sull’assistenza domiciliare e flusso regionale FAR sull’assistenza residenziale e semiresidenziale). Si è tenuto conto delle fasi essenziali del processo di presa in carico rintracciabili in ognuna delle regioni partecipanti al progetto (accesso, valutazione multidimensionale e piano di assistenza individuale, coordinamento operativo, monitoraggio e rivalutazione) e conseguentemente sono state individuate cinque Aree di valutazione:

  • l’accessibilità ai servizi - livello di copertura dei servizi territoriali rispetto al bisogno assistenziale della popolazione assistenziale;
  • la continuità assistenziale ospedale-territorio - peso della dimissione ospedaliera sulla presa in carico in regime domiciliare o semiresidenziale;
  • la tempestività nella presa in carico e nell’erogazione dell’assistenza attesa per l’erogazione dell’assistenza territoriale, domiciliare o residenziale;
  • l’efficacia del percorso di cura nel limitare eventi acuti;
  • l’appropriatezza del piano assistenziale erogato all’utente rispetto all’esito della valutazione multidimensionale.

Stato della ricerca: Concluso

Pubblicato in ricerca
Domenica, 09 Febbraio 2014 00:00

Assistenza primaria e Fragilita'

ANNO TITOLO PROGETTO RUOLO AGENAS: Capofila/UO/UR AREA DI RIFERIMENTO / RESPONSABILE SCIENTIFICO STATO
2015 Implementazione del sistema di monitoraggio dell’assistenza territoriale - Ricerca AGENAS  (LINK) Capofila Orgenizzazione dei servizi sanitari In corso
2012 Qualità ed equità dell’assistenza sanitaria territoriale erogata alle persone affette da malattie croniche: analisi organizzativa e d’impatto dei modelli proattivi implementati a livello regionale - Ricerca AGENAS (LINK) Capofila Mariadonata Bellentani Concluso
2012 Sviluppo e validazione di un set di indicatori per monitorare la Long Term Care degli anziani non autosufficienti (Progetto LuNA) - Ricerca Agenas (LINK) Capofila Mariadonata Bellentani Concluso
2012 La presa in carico delle persone con mielolesione nelle regioni italiane: implementazione dei percorsi di cura integrati ospedale territorio e degli strumenti di gestione -CCM (LINK) Unità operativa Salvatore Ferro Concluso
2012 Gold standard-Matrice Costruzione e validazione di algoritmi di definizione del caso prevalente per l'identificazione di pazienti con patologie complesse o con patologie croniche - Ricerca corrente  (LINK) (evoluzione del Progetto Matrice realizzato nell'ambito del Programma Mattoni del SSN (PDF 262 kb)) Capofila Mariadonata Bellentani Concluso
2012 L'impatto dei modelli proattivi innovativi implementati a livello regionale per l'assistenza alle persone affette da patologie croniche - CCM Capofila Mariadonata Bellentani Concluso
2012 Studio delle prospettive di sviluppo dei servizi di riabilitazione diretti a soddisfare la domanda di salute e di autonomia funzionale dei soggetti disabili con particolare riferimento alla sostenibilità delle politiche sanitarie centrali e regionali nel settore e alla integrazione tra sociale e sanitario - CCM Capofila Mariadonata Bellentani Concluso
2012 Progetto Arianna: Studio osservazionale sull'applicazione di un modello integrato di cure palliative domiciliari nell'ambito della rete locale di assistenza a favore di persone con patologie croniche in fase evolutiva, oncologiche e non, con limitata aspettativa di vita  - Ricerca corrente Capofila Mariadonata Bellentani Concluso
2012 Progetto Teseo-Obiettivo: sperimentare un modello organizzativo di sperimentazione delle cure palliative di base e terapia del dolore (all'interno delle reti di CP e di terapia del dolore) attraverso un iniziale intervento formativo su un gruppo nazionale di MMG "con speciale interesse" (CP e terapia del dolore) seguito da una fase attuativa a livello locale con valutazione dell'impatto della loro attività (consulenza tra pari, formazione sul campo, facilitazione dei percorsi assistenziali) sui percorsi assistenziali - Ricerca corrente Capofila Mariadonata Bellentani Concluso
2010 Monitoraggio dei progetti regionali sugli obiettivi prioritari di PSN - Linea operativa: Assistenza primaria, assistenza H24 e riduzione degli accessi impropri al Pronto Soccorso - Ricerca Agenas (LINK) Capofila Mariadonata Bellentani Concluso
2010 Valutazione dell’efficacia e dell’equità di modelli organizzativi territoriali per l’accesso e la presa in carico di persone con bisogni sociosanitari complessi (Progetto P.I.C.) - Ricerca Agenas vedi anche Quaderno di Monitor (LINK) Capofila Mariadonata Bellentani Concluso
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