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Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali

osservatorio buone pratiche

“Le mie congratulazioni e i più sinceri auguri di buon lavoro al Presidente di AGENAS, Luca Coletto per la nomina a Sottosegretario alla Salute” - dichiara Francesco Bevere, Direttore Generale dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali. “In questi anni ho avuto il privilegio di lavorare con lui e di poterne apprezzare la profonda conoscenza della sanità italiana e la lealtà nei confronti delle istituzioni, la dedizione al lavoro, nonché una spiccata sensibilità verso l’umanizzazione delle cure - prosegue Bevere -. La sua lunga esperienza alla guida della sanità della Regione Veneto sarà fondamentale per traghettare, ancora una volta, insieme con il Ministro Giulia Grillo e il Sottosegretario Armando Bartolazzi, il sistema sanitario nell’attuale e necessaria fase di cambiamento e di riorganizzazione”.

“Il CDA, il Collegio dei Revisori e tutta la squadra di AGENAS, oggi più che mai, sono orgogliosi del loro Presidente e lo ringraziano per la lungimiranza con la quale ha presieduto l’Agenzia, consentendone un nuovo e più solido posizionamento nel panorama sanitario nazionale”, conclude Bevere.

 

 

 

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focus agenas sitoI FOCUS di AGENAS: Patient safety

L’AGENAS apre le porte alle Agenzie Europee della Salute per un confronto sulla qualità e sicurezza delle cure, divenuti temi prioritari anche dell’agenda politica sanitaria internazionale.

Diciotto rappresentanti di quattordici Paesi (Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Finlandia, Francia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Olanda, Polonia, Slovenia, Spagna e Svezia) hanno preso parte all’incontro, organizzato nell’ambito dei Focus di AGENAS.

La due giorni appena conclusa è stata un’occasione finora inedita per evidenziare differenze e similitudini nella modalità di gestione della sicurezza delle cure e per avviare un dialogo costante, sottolineato anche nelle parole di Eva Kernstock, capo del dipartimento Qualità e Patient Safety presso il GOEG, l’Agenzia dei servizi sanitari austriaca, la quale ha auspicato che «venga incrementata la collaborazione tra Paesi europei, non solo per definire indicatori, ma soprattutto per confrontarsi su progetti reali e concreti  di riduzione del rischio clinico».

«Una riflessione va fatta anche sui mandati delle Agenzie, ha sottolineato Sean Egan, Deputy Director dell’Agenzia Irlandese HiQA, mentre quasi tutte le Agenzie hanno funzioni di monitoraggio, rilevazione e valutazione, soltanto in alcuni casi hanno anche compiti di controllo e intervento sulle criticità».

Per Anna García-Altés, responsabile per la Catalogna «In Europa si potrebbe apprendere da un confronto tra Paesi più di quanto stiamo facendo: pensiamo all’Osservatorio in Catalogna e in Italia progettati per mettere a disposizione del cittadino, ma anche dei medici, degli amministratori e dei dirigenti sanitari informazioni obiettive e credibili. Un esempio che funziona da anni e che potrebbe essere interessante per tutti».

«Occuparsi seriamente di Patient safety riduce davvero la mortalità: in Svezia si è passati in dieci anni da 3.000 a 1.400 morti all’anno per incidenti legati alla sicurezza delle cure e da 10.000 a 3000 i danni alle persone», ha evidenziato Charlotta George, Subject Specialist in Patient Safety and Government Chief Nurse Officer Sweden.

Il Presidente di AGENAS Luca Coletto ha sottolineato che: «In un’epoca dominata in tutti i settori da una connessione continua, da una mobilità in crescita è necessario un confronto periodico a livello europeo anche in ambito sanitario. Mai come nel settore della salute, il lavoro in sinergia e la condivisione delle migliori esperienze rappresentano i metodi più efficaci per superare ogni forma di diversità e di disuguaglianza nell’accesso alle cure, sia che attraversino le singole Regioni, sia i singoli Paesi. Sono fiducioso che le istituzioni europee, nelle scelte di politica sanitaria, adotteranno la metodologia della condivisione tecnica per una soluzione efficace delle principali criticità».

«Con l’entrata in vigore della Direttiva 24 che ha agevolato la possibilità per i cittadini europei di accedere ai servizi sanitari di altri Stati membri dell’UE, la sicurezza delle cure diventa un tema di respiro europeo, non più semplicemente un “affaire” interno al singolo Paese. Insieme ai cittadini devono muoversi e incontrarsi anche le migliori competenze sanitarie» - ha aggiunto  il Direttore Generale di AGENAS, Francesco Bevere. «Con quest’incontro AGENAS si è fatta portatrice della necessità sentita a livello europeo di identificare le attività comuni fra Agenzie nazionali che hanno compiti istituzionali simili, ma non uguali e che riconoscono l’esigenza di condividere e uniformare prassi e comportamenti, in modo da favorire il più possibile l’omogeneità di risposta di tutti i Paesi dell’Unione alle sfide della qualità e della sicurezza in ambito sanitario, anche dal punto di vista normativo», conclude Bevere dando appuntamento ai rappresentanti delle Agenzie Europee al 22 novembre 2019.

 




 
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Un sistema sanitario sensibile all’umanizzazione delle cure, sempre più consapevole che un’organizzazione sanitaria si misura non solo con l’efficienza economica, con l’efficacia degli esiti, con la disponibilità di innovazioni assistenziali, tecnologiche e terapeutiche, ma anche con la capacità di accogliere i pazienti nella loro interezza, con tutte le loro esigenze psicologiche e sociali. È questa la fotografia scattata dal progetto di ricerca “La valutazione partecipata del grado di umanizzazione delle strutture di ricovero” effettuata da AGENAS, in collaborazione con Cittadinanzattiva e Regioni e Province Autonome, nel biennio 2017-2018.

Oltre 800 professionisti e operatori sanitari, più di 700 cittadini appartenenti a circa 300 associazioni di tutela e volontariato sono stati i protagonisti della valutazione che ha coinvolto 417 strutture di ricovero (Ospedali a gestione diretta, Aziende Ospedaliere, Aziende Ospedaliere Universitarie - Policlinici, IRCCS e Case di cura private accreditate). Numeri e adesioni che dimostrano l’attenzione crescente verso il tema dell’umanizzazione delle cure. 

Un sistema di valutazione realizzato sul metodo partecipato dei cittadini, coinvolti in tutte le fasi, dal monitoraggio fino alle proposte di miglioramento.

Quanto ai risultati, la check list dell’umanizzazione, articolata in 142 item suddivisi in 4 aree, indica una media nazionale intorno a 7 su un valore da 1 a 10 e in particolare esprime margini di miglioramento nella cura della relazione con il paziente, nell’accessibilità fisica, vivibilità e comfort dei luoghi di cura.

«Coinvolgere i cittadini nelle decisioni che riguardano la propria salute è una svolta che può solo migliorare il nostro Ssn, che a dicembre compie 40 anni e che resta tra i migliori modelli internazionali di sanità universalistica - è il commento del Ministro della Salute Giulia Grillo -. L’umanizzazione delle cure non è un concetto astratto, un principio di buona volontà, ma un percorso ben preciso con obiettivi concreti e misurabili. Ringrazio AGENAS e Cittadinanzattiva per questa preziosa rilevazione che ci mostra i passi avanti che si sono fatti e che si stanno facendo in ben 417 strutture di ricovero pubbliche e del privato accreditato - ha ribadito la Responsabile del Dicastero della Salute -. Nella mia idea di politica sanitaria accanto ai numeri c’è sempre spazio per i diritti del cittadino e ascolto per le sue richieste. Con le Regioni stiamo lavorando al nuovo Patto della Salute e vorrei che l’umanizzazione nei percorsi terapeutici fosse un presupposto condiviso da tutti. Non di sola medicina è fatto il percorso di cura e guarigione, la relazione umana ha un valore oggettivo che non può più essere sottovalutato»

«Questo modello di misurazione che indaga la capacità dei servizi sanitari regionali di prendersi carico dei pazienti nella loro interezza ci consegna un sistema che non è soltanto interessato agli ambiti economico-contabili e gestionali, ma ha a cuore anche la dimensione umana delle cure, testimoniando la solidità dei valori del nostro SSN che, nel suo 40esimo anniversario, resta fortemente ancorato ai principi ispiratori della sua istituzione», ha sottolineato Luca Coletto, Presidente di AGENAS. Va, inoltre, dato atto alle Regioni di essersi impegnate con zelo e adesione convinta nella realizzazione della valutazione».

«Un cambiamento culturale che ha attraversato le strutture sanitarie grazie alla presenza in loco di  équipe locali composte da professionisti sanitari e cittadini, impegnati a valutare e contestualmente a proporre specifici piani di miglioramento proposti alle Direzioni aziendali – ha affermato Francesco Bevere, Direttore Generale di AGENAS. Una metodologia innovativa che non solo fotografa il livello di umanizzazione del nostro sistema, ma guarda al futuro in maniera propositiva affinché su tutto il territorio vi siano strutture sanitarie confortevoli, personale adeguatamente formato su queste tematiche e locali rispondenti ai bisogni dei pazienti più fragili» - ha aggiunto Bevere: «L’auspicio è che il prossimo Patto per la salute rafforzi la necessità di dotarsi di indicatori per il monitoraggio della capacità di accoglienza delle nostre strutture di cura, perché ambienti confortevoli e personale sanitario sensibile a tutte le esigenze dei malati rappresentano essi stessi straordinari strumenti terapeutici».

Mentre Tonino Aceti, Coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva ha dichiarato che: «A 40 anni dall’istituzione del SSN, dal punto di vista dell’umanizzazione delle cure sono stati fatti certamente passi in avanti. Ovviamente, come evidenziano anche i dati, restano spazi di miglioramenti che possono e devono essere affrontati con determinazione. In particolare, le piccole strutture ospedaliere che ottengono punteggi più bassi, evidenziando gli effetti anche di un depauperamento subito in questi anni. Occorre lavorare per la trasparenza delle informazioni per i cittadini, che devono essere messi in grado di scegliere consapevolmente ed una maggiore attenzione alla multiculturalità per rispondere ai nuovi cittadini e alla società che sta rapidamente cambiando. Il percorso avviato grazie all’AGENAS rappresenta un esercizio in pratica di quanto stabilito già dalla legge 833/78 per il coinvolgimento dei cittadini nelle politiche del SSN, in particolare nella valutazione».

 

 

 

 

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«La proposta di legge “in materia di trasparenza dei rapporti tra le imprese produttrici, i soggetti che operano nel settore della salute e le organizzazioni sanitarie”, meglio nota come Sunshine Act, consentirà di intervenire ancora più energicamente nel percorso di rafforzamento della trasparenza e prevenzione della corruzione in ambito sanitario, valorizzando e rendendo più efficace tutto il lavoro svolto da AGENAS, ANAC e Ministero della Salute sin dal novembre del 2014», dichiara  Luca Coletto, Presidente di  AGENAS. 

«La ratio della proposta di legge coincide in massima parte con le motivazioni che hanno ispirato la collaborazione interistituzionale. Una concordanza di intenti che - auspico - possa trovare uno sbocco concreto nel testo di legge, permettendo all’AGENAS di continuare a fornire il suo contributo per rendere gli obiettivi della legge ancora più incisivi e prontamente realizzabili», afferma il Direttore Generale, Francesco Bevere, nel corso dell’audizione informale svoltasi in Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati
«La finalità del Sunshine Act va nella stessa direzione di  una delle misure più innovative introdotte dal PNA – Sezione Sanità, ovvero la “Dichiarazione pubblica di interessi da parte dei professionisti del servizio sanitario” disponibile già da qualche anno sul nostro sito istituzionale www.agenas.it. Una banca dati che consente al sistema sanitario di disporre già oggi di una serie di informazioni e di individuare tempestivamente la presenza di comportamenti a rischio, da tenere sotto osservazione. Infatti, buona parte delle presunte vicende di corruzione hanno di fatto avuto origine proprio dalla violazione delle norme sulla trasparenza e sul conflitto d’interessi e, guarda caso, le aziende coinvolte sono tra quelle che non hanno adottato questa modulistica. Sono certo che il nostro lavoro troverà conferma, rafforzamento e sicuro sostegno da parte della Commissione». conclude il Direttore Generale di AGENAS.

 

 

 

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guida smallL’importanza dell’utilizzo di sistemi di indicatori in una logica di trasparenza e di promozione continua del miglioramento delle cure e, quindi, dello stato di salute della popolazione è il filo conduttore del contributo dell’intervento “Esiti a portata di cittadino”, a cura di Domenico Mantoan, Direttore Area Sanità e Sociale della Regione Veneto, illustrando inoltre le finalità del Progetto del “Portale della trasparenza dei servizi per la salute”, che vede la Regione Veneto come capofila e AGENAS soggetto attuatore, sottolinea: “Trasparenza, apertura e partecipazione sono i principi cardine sui quali si basa la buona governance. Per perseguirli le istituzioni pubbliche, tanto più quelle che operano nel mondo della sanità, hanno il dovere di definire azioni mirate che informino, coinvolgano e rendano partecipe il cittadino. Tutto ciò non può prescindere dall’utilizzo delle tecnologie e dei canali comunicativi più moderni che permettono di avvicinare l’utente ai servizi”.

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 L’esperienza della Regione Siciliana, tra le prime realtà ad aver applicato metodi di valutazione comparativa degli esiti delle prestazioni, attraverso il rafforzamento del sistema dei flussi informativi e l’introduzione della valutazione dei Direttori generali misurabile anche tramite alcuni indicatori PNE, è il soggetto principale dell’articolo di Salvatore Scondotto et al., (Dipartimento attività sanitarie e Osservatorio Epidemiologico, Assessorato della Salute - Regione Sicilia). Gli interventi adottati, spiega Scondotto, hanno consentito alla Regione siciliana di migliorare progressivamente le sue performance, in alcuni casi anche superando la media nazionale. “È importante tuttavia evidenziare come il percorso di progressivo miglioramento degli standard aziendali sia stato supportato, oltre che nell’introduzione di obiettivi specifici e misurabili delle Direzioni Generali Aziendali, anche da un affiancamento continuo da parte della struttura regionale nei confronti delle funzioni locali preposte alla valutazione e misurazione della performance aziendale e al controllo di gestione.” Scarica qui l'articolo PDF Logo (PDF)

 

monitor smallNelle ultime decadi, nei soli Paesi OECD sono stati attivati oltre 30 sistemi di valutazione della qualità dell’assistenza sanitaria, con metodologie non uniformi. L’obiettivo dello studio è stato quello di comparare il Programma nazionale esiti (PNE) con sistemi implementati in altre Nazioni per identificarne differenze, aree di forza, e individuare fattori capaci di aumentarne l’efficacia. Sono stati confrontati gli indicatori di processo, volume e outcome utilizzati dal PNE per la valutazione dei servizi ospedalieri e territoriali, con quelli adottati da OECD, UK, USA, Australia e Giappone. L’implementazione dei sistemi di valutazione delle varie Nazioni continua ad essere eterogenea: sono stati rinvenuti >500 indicatori singoli, di cui solo 43 (8,6%) utilizzati in almeno 2 Nazioni, e solo 10 in almeno 4. Quale positiva eccezione, dei 61 indicatori di outcome del PNE, 44 sono stati inclusi in almeno un altro sistema di valutazione. Risulta tuttora complesso quantificare l’impatto della valutazione sulla qualità erogata e la potenziale utilità di sistemi premianti di tipo economico. Dal confronto internazionale emergono diversi punti di forza del PNE: (a) rigorosa selezione degli indicatori, aggiornati annualmente, e ove necessario aggiustati per possibili confondenti; (b) valutazione complessiva del sistema sanitario nei diversi setting assistenziali, con un numero ancora gestibile di indicatori (<200); (c) un collegamento alla governance razionale, tramite leva indiretta sugli obiettivi dei vertici aziendali. Il monitoraggio dei dati relativi a mortalità/sopravvivenza per tumore e soddisfazione dei pazienti è tuttavia carente, a causa della mancata attuazione di sistemi di sorveglianza a livello nazionale.

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monitor smallÈ disponibile on line Monitor 43 la rivista di AGENAS, interamente dedicata al Programma nazionale esiti. Nel suo editoriale il Direttore Generale dell’Agenzia, Francesco Bevere, ripercorre il processo evolutivo del PNE, dai primi passi mossi nell’ambito del Progetto “I Mattoni” fino alle ultime novelle legislative che ne hanno previsto nuove e decisive funzioni, rendendolo non più soltanto strumento volontario di promozione della qualità delle cure, ma bensì strumento decisionale nella valutazione dei Direttori Generali, nell’individuazione delle Aziende Ospedaliere da sottoporre a piano di riqualificazione/efficientamento, nelle procedure di accreditamento delle scuole di specializzazione. In questo contesto di maturazione e di rafforzamento del PNE e di definizione di una più chiara identità di AGENAS quale struttura deputata al monitoraggio e alla valutazione delle performance sanitarie, spiega Bevere: “è apparsa doverosa, a garanzia della centralità, terzietà e obiettività di questo strumento diagnostico, trasporre il PNE in una dimensione nazionale, rivedendone la struttura organizzativa con il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali del SSN. La nuova configurazione assunta dal Comitato Nazionale del PNE, intrapresa nel dicembre 2016, si è rivelata strategica per il miglioramento, consolidamento e ampliamento di indicatori idonei a misurare una sanità che negli ultimi anni ha dovuto rivedere modelli assistenziali e di erogazione delle cure, secondo criteri di efficienza, efficacia, equità, qualità e appropriatezza”. A conclusione dell’editoriale, il Direttore Generale di AGENAS si sofferma sulla necessità di rispondere all’esigenza di trasparenza e chiarezza di un sistema di valutazione sempre più aperto ai cittadini, attraverso il Portale della trasparenza dei servizi per la salute, al fine di “aiutare i contesti che rispondono con più difficoltà o non adeguatamente ai bisogni di salute dei cittadini, nonché gli stessi cittadini a maturare consapevolezza sulle possibilità di offerta di cura da parte dei servizi sanitari della regione di appartenenza e del sistema Paese nel suo complesso”.
A seguire gli interventi di approfondimento a cura dei componenti del Comitato nazionale PNE: Mario Braga, Coordinatore delle attività del Programma nazionale esiti di AGENAS, illustra come il PNE sia sempre più utilizzato come strumento per analizzare il grado di equità del nostro sistema, “perseguendo oltre alla promozione del miglioramento della qualità delle cure, anche la funzione di tutela della popolazione residente attraverso la verifica della capacità di un territorio di fornire risposte adeguate ai bisogni di assistenza e misurabili con la maggiore e minore capacità di accesso a prestazioni di provata efficacia”. Definizione, spiegazione e trend degli indicatori utilizzati dal Programma Esiti sono gli argomenti indagati da Marina Davoli, Direttore del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario del Lazio, in collaborazione con Alice Basiglini, supporto tecnico-scientifico alle attività del PNE di AGENAS. La voce del Ministero della Salute è affidata ad Andrea Piccioli, Dirigente Qualità, rischio clinico e programmazione ospedaliera che analizza gli  effetti dell’applicazione del DM 70 (“Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”) anche alla luce dei recenti risultati del PNE rispetto ai volumi di attività e a Lucia Lispi, Dirigente Monitoraggio e verifica dell’erogazione dei LEA e dei Piani di rientro, autrice di un interessante excursus sul monitoraggio dei Lea, tra vecchio e nuovo schema di garanzia.

 

Lunedì, 16 Luglio 2018 13:05

L'esperienza di FOFI

fofi smallLa Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani ha sostenuto sin dall’inizio il dossier formativo di gruppo, ritenendo che sia una grande opportunità e uno strumento fondamentale per favorire la crescita professionale dei propri iscritti e fornire un supporto al farmacista nella programmazione del proprio percorso formativo.
La FOFI è stata il primo soggetto istituzionale a creare, già nel mese di dicembre 2017, il “Dossier formativo di gruppo della Federazione” al quale aderiscono tutti i farmacisti iscritti all’Albo Unico Nazionale (per un totale di 97.742).
I principali obiettivi che la Federazione ritiene possano essere raggiunti mediante il Dossier sono: l’aumento dell'integrazione professionale, la creazione di un percorso formativo pensato e sviluppato attorno allo specifico profilo professionale del farmacista, l’agevolazione degli iscritti nell’individuazione delle tematiche da approfondire negli eventi formativi ECM e il miglioramento del controllo sul rispetto dell’obbligo formativo triennale stabilito dalla Commissione Nazionale per la Formazione Continua. A tal fine, la FOFI come provider ECM, ha già accreditato 7 eventi formativi in modalità FAD a fine 2017 e ne sta accreditando altri 7 per il biennio 2018-2019, su tematiche di rilevanza professionale o individuate dalla citata Commissione. Tali corsi sono coerenti con la pianificazione formativa del Dossier e permettono ai farmacisti di raggiungere la soglia minima del 70% di coerenza con il Dossier stesso, pur consentendo loro di individuare ulteriori corsi di personale interesse per il completamento dell’obbligo formativo.

Lunedì, 16 Luglio 2018 11:31

La testimonianza dell’UBCM

CAMPUS smallRiconoscere e prevenire i casi di sindrome settica e, nel contempo, sensibilizzare e formare altri colleghi dell’Istituzione sulle metodologie più efficaci e appropriate per identificarla, trattarla, e prevenirla. E' questa la finalità del Dossier Formativo di gruppo, in corso di svolgimento, presentato dal professor Giorgio Minotti, Preside della Facoltà Dipartimentale di Medicina e Chirurgia dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, in occasione del meeting sul progetto-pilota "Dossier Formativo di Gruppo", che si è svolto il 12 luglio scorso presso la sede di AGENAS.
Il dossier si articola in tre fasi, una prima “fase teorico-conoscitiva” che si fonda su un approccio tradizionale di lezione frontale: esame di casi clinici, studio della letteratura esistente; una seconda fase “sperimentale” che vede i partecipanti, affiancati da un tutor, svolgere un training individualizzato in reparto diretto a individuare e analizzare i casi di SEPSI; e infine una “terza fase di “prevenzione”, consistente nella sensibilizzazione della comunità medico-ospedaliera al problema del riconoscimento della diagnosi e del trattamento della sindrome settica. Una concatenazione di fasi necessaria a raggiungere i seguenti obiettivi clinici: riconoscimento, cura e prevenzione della SEPSI.
“Il significato di questo Dossier Formativo di Gruppo è duplice: da una parte, testimonia la sensibilità dell’UCBM a farsi interprete di nuove formule di educazione continua; dall’altra, rappresenta una logica collocazione dei concetti di interdisciplinarietà e appropriatezza all’interno di un Policlinico che, per la sua natura universitaria, coniuga formazione, ricerca e assistenza mettendo al centro il valore della persona – afferma Giorgio Minotti -. La scelta è caduta sulla sindrome settica, perché rappresenta una emergenza medica mondiale che richiede una preparazione specifica, non affidata al talento della singola figura professionale, ma a un sistema di qualità cui contribuiscono più figure specialistiche abituate a coordinarsi. Per un Policlinico come quello del Campus Bio-Medico la scelta è ulteriormente motivata dall’accreditamento Joint Commission International (JCI), che fa dell’appropriatezza delle procedure il cardine organizzativo di un’azienda sanitaria”.

careggi small“Il sistema ECM e l’Europass Curriculm Vitae” e “Il sistema ECM e il Dossier Formativo” con l’apertura di uno sportello ECM presso l’U.O. Formazione a disposizione di tutti i Professionisti per “aiutarli” ad entrare nel mondo “ECM”: sono i due progetti attivati dall’AOU Careggi di Firenze nel rispetto delle indicazioni della Commissione Nazionale Formazione Continua, allo scopo di  mantenere, sviluppare, incrementare conoscenze, competenze e performance dei propri Professionisti Sanitari in base ai bisogni formativi collettivi o individuali rilevati. La metodologia applicata in entrambi i progetti ha visto alternarsi lezioni sul tema, l’attivazione di simulazioni inerenti le tematiche dell’evento formativo, la costruzione del dossier formativo, il confronto/dibattito tra i partecipanti e i docenti che hanno fornito gli elementi fondamentali perché l’apprendimento venisse costruito su una solida base. L’approccio è stato di tipo interdisciplinare/multidisciplinare e la scelta dell’aula di informatica come sede del corso ha voluto offrire un ulteriore possibilità ai partecipanti di “tramutare” in pratica ciò che nella prima parte del corso era stato presentato attraverso le lezioni frontali. “L’obiettivo del progetto è quello di sensibilizzare i professionisti a partecipare ai programmi di ECM inteso non solo come un dovere dei Professionisti della Sanità, richiamato anche dai rispettivi Codici Deontologici, ma ricordando che è un diritto dei cittadini essere curati da Professionisti formati e continuamente aggiornati, perché una formazione di qualità aggiunge qualità ai Professionisti e alle prestazioni professionali. Inoltre, si è voluto evidenziare come la conoscenza delle norme consente di utilizzare le opportunità che ne derivano e che la Formazione deve essere considerata un momento di motivata e motivante soddisfazione che dà un valore aggiunto a ciascun Professionista e all’intero Sistema Sanitario”, afferma Maria Erminia Macera Mascitelli dell’U.O Formazione dell'Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi”. “Il Progetto, in accordo con la Regione Toscana, una volta sperimentato, sarà esportato e riproposto sul territorio quale strumento di informazione e guida per i Professionisti Sanitari" - prosegue Mascitelli -. "Parallelamente al progetto Formativo dell’AOU Careggi, in Regione Toscana l’Osservatorio Regionale sulla Qualità della Formazione ha istituito un Gruppo di Lavoro sul “Dossier Formativo” che vede coinvolte 4 Azienda Toscane, A.O. di Pisa, A.O.U. Careggi di Firenze, USL SUDEST e A.O. di Siena che si è posto l’obiettivo di creare un “Dossier Formativo di Gruppo” allo scopo di favorire la costruzione di percorsi condivisi di sviluppo professionale evitando il rischio di frammentazione. I due progetti, dell'AOU Careggi e dell'ORQF si integrano ed entrambi si fondano sul principio che la Formazione è un processo importante per il Professionista Sanitario e svolge una funzione strategica delle Aziende sanitarie e ospedaliere".