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Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali

Cittadinanzattiva e IPASVI insieme per definire gli standard dell’assistenza territoriale

Il Patto per la salute è solo un accordo finanziario? Una provocazione lanciata da Cittadinanzattiva e IPASVI (Federazione Nazionale Collegi Infermieri) che in una nota congiunta affermano: “Un Patto nella direzione giusta per i suoi contenuti, meno per il metodo autoreferenziale, ma irrimediabilmente al palo per le sue realizzazioni: tutto si ferma, per ora, alle porte dell’ospedale”. Insomma le risorse economiche sono certamente importanti, ma non possono essere l’unico determinante al cambiamento strutturale e al miglioramento del SSN.

Per queste ragioni le due organizzazioni hanno incontrato i rappresentanti del Ministero della Salute, delle Regioni e di Agenas, per fare un check al Patto per la salute e soprattutto per farlo decollare, a partire dell’assistenza territoriale. Perché, come afferma Tonino Aceti, coordinatore del Tribunale per i diritti del malato “gli impegni che Governo e Regioni hanno preso con il Patto per la salute vanno mantenuti. I cittadini necessitano di un’assistenza territoriale che sappia dare risposte tempestive e appropriate. Soprattutto ora che sono stati approvati gli standard ospedalieri. Troppe volte infatti abbiamo assistito al taglio di posti letto con la promessa di rilanciare il territorio senza che poi questo sia realmente avvenuto”. Cosa possono fare cittadini e professionisti per spingere e collaborare alla realizzazione del Patto? IPASVI e Cittadinanzattiva rispondono lavorando alla messa a punto degli standard nazionali dell’assistenza sanitaria territoriale: verrà istituita una Commissione di esperti e la proposta consegnata al Ministero e alle Regioni. E infine un appello a Regioni, Ministero e Agenas ad unirsi per coordinare, orientare, visionare e vigilare  affinché vengano messe in primo piano le necessità dei pazienti “centro del sistema” e venga valorizzato il lavoro degli operatori sanitari.

Appello a cui ha risposto il Direttore generale di Agenas, Francesco Bevere che, portando il suo contributo ai lavori, ha sottolineato come il Patto nasca per garantire la sostenibilità e anche la misurabilità del sistema. E se alle Regioni spetta il compito e la capacità di interpretare i bisogni dei cittadini, è all’Agenas che il Patto ha affidato il compito di monitoraggio, analisi e controllo a 360 gradi. Occorrono per questo dati e strumenti di misurazione certi e omogenei, indicatori da stabilire, appunto, assieme. Tra l’altro, in merito al Regolamento per la definizione degli standard dell’assistenza ospedaliera Bevere ha affermato che le Regioni devono adottarlo da subito, poiché è caratterizzato da “un forte orientamento alla qualità dei servizi, non alla quantità”.

Per approfondimenti:

 

 

Letto 2142 volte Ultima modifica il Venerdì, 27 Febbraio 2015 13:10