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Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali

Bevere: non è vero che chi spende di più offre cure migliori

Chi, almeno una volta non ha sentito dire “con la sanità che ci ritroviamo, è meglio non ammalarsi”? Questa è una delle affermazioni fuorvianti a cui hanno voluto rispondere gli intervenuti al convegno "Falsi miti e vere eccellenze" che si è svolto a Roma, al complesso monumentale Santo Spirito in Sassia con l’obiettivo di togliere di mezzo, una volta per tutte, i luoghi comuni e concentrarsi, invece, sui problemi veri e reali.

Il Direttore Generale dell'Agenas, Francesco Bevere, intervenuto al convegno, ha sottolineato come non sia vero che chi spende di più offre cure migliori. "Noi dell'Agenas siamo in grado di dimostrare il contrario; ci sono Regioni che spendono di più e sono proprio quelle che purtroppo difettano in termini di qualità e sicurezza delle cure. Quello che, invece, è vero è che ci troviamo di fronte ad una forte disuguaglianza, soprattutto in alcuni territori, nell’accesso alle cure. Esistono condizioni di difficoltà grave, situazioni, anche all’interno della stessa regione, dove le famiglie più povere che non hanno risorse per pagare gli esami, non riescono ad accedere ai servizi. Si tratta di un problema sociale che non è immaginabile che possa durare nel tempo, dobbiamo controllare i servizi e come vengono erogati".

Francesco Bevere ha parlato anche dell’elevato numero di tagli cesarei. “Mentre, in generale, per le strutture ospedaliere un incremento dei volumi di attività corrisponde a migliori servizi, per i tagli cesarei non è così. Si tratta di una vera e propria operazione chirurgica, che in molte circostanze viene eseguita in assenza di specifiche indicazioni terapeutiche. L’azione di monitoraggio e valutazione che stiamo conducendo a questo riguardo con il Programma nazionale esiti, insieme al Ministero della Salute, ha dato già buoni risultati: in molti casi si sono abbassate decisamente le percentuali di tagli cesarei”. Ma Bevere ha voluto sfatare anche un altro falso mito, quello che il nostro Servizio sanitario nazionale sia poco sicuro per i pazienti. “Su 11 milioni di prestazioni che vengono fornite, abbiamo una percentuale bassissima di complicazioni. Detto questo, bisogna incrementare, è chiaro, la capacità di misurazione dei fenomeni, di quello che accade all’interno degli ospedali, ed è quello che stiamo facendo. Stiamo mettendo a punto un sistema di valutazione delle performance delle strutture sanitarie, sia quelle di tipo gestionale sia quelle relative all’efficacia degli interventi, per cui avremo, a breve, un 'cruscotto' di monitoraggio che consentirà di intervenire con tempestività nelle situazioni che presentano criticità”.

Il convegno “Falsi miti e vere eccellenze” ha sicuramente raggiunto l’obiettivo che si era proposto: raccogliere la sfida della corretta informazione. L’opinione di tutti gli intervenuti è stata quella che sia un dovere delle istituzioni restituire a tutti i cittadini, e non solo agli addetti ai lavori, il diritto a una corretta informazione, soprattutto nel campo della salute.

Letto 1661 volte Ultima modifica il Martedì, 05 Maggio 2015 18:38