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Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali

Strumenti e modelli per la programmazione delle reti ospedaliere

Ricerca corrente 2007

Responsabile scientifico: Giovanna Valentina De Giacomi

Capofila: Agenas

Unità di ricerca:

 

  • Ausl Ravenna
  • IC Humanitas - Milano
  • Ulss 16 Padova
  • AOU Careggi - Firenze
  • Asl 8 - Arezzo
  • ARS Toscana - Firenze
  • Università Politecnica delle Marche
  • IPASVI
  • Sociolab - Firenze
  • Università degli Studi di Genova
  • Sapienza Università di Roma

 

Razionale

Una delle questioni più rilevanti, in seguito all’evoluzione culturale, organizzativa e operativa delle modalità assistenziali, riguarda il ruolo dell’ospedale e la funzione ospedaliera di cura e di riabilitazione all’interno del sistema dei servizi sanitari. Da un lato, grazie alla ricerca e alla tecnologia, è possibile ricevere cure avanzate, usare presidi e rimedi sofisticati, dall’altro, è cresciuta moltissimo la popolazione anziana con problemi di salute cronici, che necessitano di essere seguiti nel tempo, più che di un intervento urgente e immediato. L’evoluzione in atto porta l’ospedale a trasformarsi da grande e indifferenziato luogo di degenza e assistenza a struttura di dimensioni medio-piccole ad alto contenuto tecnologico e scientifico, in grado di erogare un consistente numero di prestazioni di elevata complessità, differenziate e concentrate in periodi temporali molto limitati. L’ospedale, quindi, tende a spostarsi progressivamente sulle attività di trattamento diurno (day hospital e day surgery) e ambulatoriale, con una significativa attività di raccordo con il territorio, finalizzata a garantire la continuità assistenziale. La messa in rete degli ospedali, dunque, è uno strumento utile per garantire a tutti i cittadini equità di accesso a prestazioni e servizi sanitari efficaci e appropriati in un contesto di risorse limitate. La creazione di una rete ospedaliera significa, quindi, riorganizzare tutte le risorse ospedaliere per attività assistenziali utili al bacino di utenza, favorendo le economie di scala e l’appropriatezza delle cure, in una logica d’interdipendenza con le strutture di riferimento di secondo livello. Alla luce del panorama italiano notevolmente diversificato, con regioni che già da tempo hanno riorganizzato la rete ospedaliera e altre che devono ancora attuarla, è necessario sviluppare strumenti e modelli condivisi per il corretto dimensionamento delle reti ospedaliere, allo scopo di dare supporto ai decisori regionali e costituire una base condivisa per il confronto tra le regioni. Infine, un aspetto della ricerca affronta anche la modalità d’integrazione tra Università e servizio nazionale nella costituzione dell’Azienda ospedaliero-universitaria, prevista dalla normativa vigente e nelle modalità di esercizio delle sue funzioni assistenziali, didattiche e di ricerca.

Obiettivi

Principale obiettivo sarà quello d’identificare strumenti e modelli condivisi per la riorganizzazione della rete ospedaliera e il collegamento con i servizi del territorio, e per una base condivisa di indicatori con il fine di monitorare l’applicazione dei modelli organizzativi.

Stato della ricerca: Concluso

Risultati della ricerca:

Interventi convegno:

 

 

 

 

 

 


 

Letto 3770 volte Ultima modifica il Martedì, 01 Aprile 2014 11:31