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Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali

Nell’ottobre 2012 la Regione Abruzzo ha chiesto ad Agenas di poter adeguare il portale ALPI nazionale alle proprie esigenze regionali di rilevazione dei dati e di poterlo utilizzare in autonomia al di là dei vincoli temporali previsti dal Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA) 2010-2012 (PDF - 1.08 mb).

A tale richiesta l’Agenzia si è resa disponibile a fornire supporto tecnico secondo quanto richiesto dalla Regione e in ottemperanza agli obblighi nazionali previsti dal PNGLA 2010-2012, creando un portale ad hoc per il monitoraggio regionale dei tempi di attesa per l’attività intramoenia ed intramoenia allargata (Portale ALPI regionale (LINK)) e per l’attività istituzionale.

A seguito dell’incontro svoltosi per presentare il piano di attività e la sua condivisione con le Regioni, otto di queste (Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Piemonte, Puglia, Sardegna) hanno manifestato l’interesse all’utilizzo di tale portale. Al fine di rendere formale il rapporto tra Regioni e Agenas, si è concordato di stipulare una Convenzione a titolo gratuito tra le parti e si è predisposta una sperimentazione del portale creato ad hoc.

La rilevazione dei tempi di attesa delle 43 prestazioni ambulatoriali è stata realizzata attraverso il monitoraggio che si è svolto nella settimana indice del 17-21 giugno 2013.

Nell’ambito di questo ultimo monitoraggio, le Regioni, oltre le 43 prestazioni previste dal PNGLA 2010-2012 (PDF - 1.08 mb), hanno avuto la possibilità di monitorare altre prestazioni a loro scelta, aggiungendole sul sito dedicato e di poter scegliere se far partecipare tutte le Asl e le Aziende Ospedaliere o solo alcune di esse.

Il Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA) 2010-2012 (PDF - 1.08 mb) prevede al paragrafo 1, punto H, “…il monitoraggio dell’ALPI - Attività Libero-Professionale Intramuraria ed Intramuraria Allargata - per verificare il previsto rispetto dell’equilibrio tra prestazioni rese dal professionista in regime istituzionale e, rispettivamente, in libera professione intramuraria”.

Come già previsto dalla Linee Guida Nazionali del sistema CUP del 29 aprile 2010, il PNGLA sottolinea inoltre, al paragrafo 6, che “...le Regioni prevedano modalità di gestione separata delle prenotazioni rispetto alle prestazioni istituzionali erogate a carico del SSN, attraverso sistemi centralizzati e preferibilmente informatizzati” e determina che “…le Regioni provvedono ad attivare forme di controllo sul volume di tali prestazioni e sui relativi tempi di attesa, sia per le attività ambulatoriali, che per quelle di ricovero, al fine di garantire il corretto rapporto tra il regime istituzionale di erogazione delle prestazioni e quello in libera professione”.

Pertanto, alla luce delle sperimentazioni e dei monitoraggi condotti nel periodo compreso tra il 2002 e il 2008 a cura di Agenas e del Gruppo Tecnico, è stato affidata all’Agenzia la rilevazione “ex-ante” dei tempi d’attesa delle prestazioni ambulatoriali erogate in attività libero-professionale intramuraria ed intramuraria allargata. L’Agenzia, in collaborazione con alcuni esperti sui tempi di attesa individuati all’interno del suddetto gruppo, ha definito metodi e strumenti per l’attività di monitoraggio e successivamente ha predisposto un Disciplinare tecnico. I monitoraggi dei tempi di attesa relativi alle prestazioni erogate in libera professione intramuraria e allargata si sono svolti nei periodi di ottobre 2009, dicembre 2010, ottobre 2011, aprile 2012, ottobre 2012 e aprile 2013. Per ciascuno di questi monitoraggi, l’Agenzia ha redatto le relazioni finali che fanno parte della Relazione al Parlamento, annualmente predisposta dall’Osservatorio per l’attività libero-professionale, secondo quanto previsto dal Piano.

Con il monitoraggio di ottobre 2011, si è voluto introdurre un sistema di rilevazione dei dati esclusivamente online, da svolgersi mediante un portale predisposto ad hoc dall’Agenas (Portale ALPI nazionale - (LINK)). In questo modo è stato possibile, innanzitutto, predisporre un database di tutte le strutture sanitarie censite secondo un sistema gerarchico (Regione - ASL - Erogatori - Singoli professionisti); in secondo luogo, è stata garantita una maggiore qualità dei dati raccolti e inseriti. Tale aspetto è assicurato dalla possibilità di monitorare ad ogni livello il lavoro di ogni singolo operatore, infatti - con la presenza di campi “chiusi” - si è permesso di evitare gli errori di compilazione presenti sui vecchi sistemi di rilevazione dei dati.