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Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali
focus agenas sitoIndividuazione delle strutture più adatte al trattamento a seconda della tipologia dei tumori, allocazione ottimale dei farmaci innovativi, costituzione di team interdisciplinari e mobili per condividere conoscenza e capacità tecniche, nonché campagne di informazione sulle opportunità offerte dall’organizzazione a rete. Sono alcuni dei punti nodali delle “Nuove linee guida organizzative e raccomandazioni per la rete oncologica ospedale-territorio”, delineate - così come previsto nel DM 70/2015 - dal Tavolo Istituzionale coordinato da AGENAS e composto da rappresentanti del Ministero della Salute, delle Regioni e PA, di AIFA, ISS e con il contributo di 27 Società Scientifiche di Settore.

«Oggi consegniamo al sistema sanitario un documento che ha la finalità di  garantire su tutto il territorio nazionale una precoce presa in carico del paziente oncologico ed equità di accesso alle cure, dalla prima diagnosi fino all’accompagnamento al fine vita»,  afferma Francesco Bevere, Direttore Generale di AGENAS, dopo il via libera della Conferenza Stato - Regioni.

«Punto di forza di questa road map è la valorizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali, PDTA, elemento cruciale per superare quella frammentarietà del percorso di cura affinché non vi siano più pazienti disorientati e non adeguatamente informati nel passaggio da un setting assistenziale all’altro - continua Bevere -. La reputazione  del nostro SSN si misura anche dalla sua capacità di accompagnare il malato oncologico in tutto il percorso diagnostico e di assicurargli l’accesso alle migliori cure nel proprio territorio, vicino casa, circondato dall’affetto dei suoi familiari».

Infine, Alessandro Ghirardini, Dirigente Ufficio Revisione e monitoraggio delle reti cliniche e sviluppo organizzativo sottolinea: «l’importanza del sistema di coordinamento strategico che farà capo al Ministero della Salute  e che si avvarrà di un Osservatorio, istituito presso AGENAS con funzioni di analisi, misurazione e valutazione sullo stato di implementazione delle linee di indirizzo nei vari contesti regionali. L’Osservatorio per il monitoraggio e la valutazione delle Reti Oncologiche consentirà una fotografia dei progressi compiuti e delle eventuali carenze persistenti, consegnando ai cittadini una fonte di informazione di dati “in trasparenza” continuamente aggiornati».




 
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guida smallL’importanza dell’utilizzo di sistemi di indicatori in una logica di trasparenza e di promozione continua del miglioramento delle cure e, quindi, dello stato di salute della popolazione è il filo conduttore del contributo dell’intervento “Esiti a portata di cittadino”, a cura di Domenico Mantoan, Direttore Area Sanità e Sociale della Regione Veneto, illustrando inoltre le finalità del Progetto del “Portale della trasparenza dei servizi per la salute”, che vede la Regione Veneto come capofila e AGENAS soggetto attuatore, sottolinea: “Trasparenza, apertura e partecipazione sono i principi cardine sui quali si basa la buona governance. Per perseguirli le istituzioni pubbliche, tanto più quelle che operano nel mondo della sanità, hanno il dovere di definire azioni mirate che informino, coinvolgano e rendano partecipe il cittadino. Tutto ciò non può prescindere dall’utilizzo delle tecnologie e dei canali comunicativi più moderni che permettono di avvicinare l’utente ai servizi”.

Scarica qui l'articolo PDF Logo (PDF)

 L’esperienza della Regione Siciliana, tra le prime realtà ad aver applicato metodi di valutazione comparativa degli esiti delle prestazioni, attraverso il rafforzamento del sistema dei flussi informativi e l’introduzione della valutazione dei Direttori generali misurabile anche tramite alcuni indicatori PNE, è il soggetto principale dell’articolo di Salvatore Scondotto et al., (Dipartimento attività sanitarie e Osservatorio Epidemiologico, Assessorato della Salute - Regione Sicilia). Gli interventi adottati, spiega Scondotto, hanno consentito alla Regione siciliana di migliorare progressivamente le sue performance, in alcuni casi anche superando la media nazionale. “È importante tuttavia evidenziare come il percorso di progressivo miglioramento degli standard aziendali sia stato supportato, oltre che nell’introduzione di obiettivi specifici e misurabili delle Direzioni Generali Aziendali, anche da un affiancamento continuo da parte della struttura regionale nei confronti delle funzioni locali preposte alla valutazione e misurazione della performance aziendale e al controllo di gestione.” Scarica qui l'articolo PDF Logo (PDF)

 

monitor smallÈ disponibile on line Monitor 43 la rivista di AGENAS, interamente dedicata al Programma nazionale esiti. Nel suo editoriale il Direttore Generale dell’Agenzia, Francesco Bevere, ripercorre il processo evolutivo del PNE, dai primi passi mossi nell’ambito del Progetto “I Mattoni” fino alle ultime novelle legislative che ne hanno previsto nuove e decisive funzioni, rendendolo non più soltanto strumento volontario di promozione della qualità delle cure, ma bensì strumento decisionale nella valutazione dei Direttori Generali, nell’individuazione delle Aziende Ospedaliere da sottoporre a piano di riqualificazione/efficientamento, nelle procedure di accreditamento delle scuole di specializzazione. In questo contesto di maturazione e di rafforzamento del PNE e di definizione di una più chiara identità di AGENAS quale struttura deputata al monitoraggio e alla valutazione delle performance sanitarie, spiega Bevere: “è apparsa doverosa, a garanzia della centralità, terzietà e obiettività di questo strumento diagnostico, trasporre il PNE in una dimensione nazionale, rivedendone la struttura organizzativa con il coinvolgimento di tutti gli attori istituzionali del SSN. La nuova configurazione assunta dal Comitato Nazionale del PNE, intrapresa nel dicembre 2016, si è rivelata strategica per il miglioramento, consolidamento e ampliamento di indicatori idonei a misurare una sanità che negli ultimi anni ha dovuto rivedere modelli assistenziali e di erogazione delle cure, secondo criteri di efficienza, efficacia, equità, qualità e appropriatezza”. A conclusione dell’editoriale, il Direttore Generale di AGENAS si sofferma sulla necessità di rispondere all’esigenza di trasparenza e chiarezza di un sistema di valutazione sempre più aperto ai cittadini, attraverso il Portale della trasparenza dei servizi per la salute, al fine di “aiutare i contesti che rispondono con più difficoltà o non adeguatamente ai bisogni di salute dei cittadini, nonché gli stessi cittadini a maturare consapevolezza sulle possibilità di offerta di cura da parte dei servizi sanitari della regione di appartenenza e del sistema Paese nel suo complesso”.
A seguire gli interventi di approfondimento a cura dei componenti del Comitato nazionale PNE: Mario Braga, Coordinatore delle attività del Programma nazionale esiti di AGENAS, illustra come il PNE sia sempre più utilizzato come strumento per analizzare il grado di equità del nostro sistema, “perseguendo oltre alla promozione del miglioramento della qualità delle cure, anche la funzione di tutela della popolazione residente attraverso la verifica della capacità di un territorio di fornire risposte adeguate ai bisogni di assistenza e misurabili con la maggiore e minore capacità di accesso a prestazioni di provata efficacia”. Definizione, spiegazione e trend degli indicatori utilizzati dal Programma Esiti sono gli argomenti indagati da Marina Davoli, Direttore del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario del Lazio, in collaborazione con Alice Basiglini, supporto tecnico-scientifico alle attività del PNE di AGENAS. La voce del Ministero della Salute è affidata ad Andrea Piccioli, Dirigente Qualità, rischio clinico e programmazione ospedaliera che analizza gli  effetti dell’applicazione del DM 70 (“Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”) anche alla luce dei recenti risultati del PNE rispetto ai volumi di attività e a Lucia Lispi, Dirigente Monitoraggio e verifica dell’erogazione dei LEA e dei Piani di rientro, autrice di un interessante excursus sul monitoraggio dei Lea, tra vecchio e nuovo schema di garanzia.

 

 

Brochure
È disponibile on line Monitor 42  (PDF) la rivista di AGENAS, con un “Focus on” sul tema delle Reti tempo-dipendenti: Rete cardiologica per l’emergenza, neonatologica e dei punti nascita, ictus e traumatologica.
Il numero, che pubblichiamo in concomitanza con il via libera della Conferenza Stato-Regioni, ripercorre il processo di revisione delle Reti clinico tempo-dipendenti a partire da una prima fase di rilevazione e valutazione del livello di implementazione nelle Regioni fino alla definizione di Linee Guida; un lavoro complesso e corale che ha visto il coordinamento di AGENAS e la partecipazione convinta delle Regioni e PA, del Ministero della Salute, dell’ISS, dell’AIFA, della FISM, della FNOMCeO, dell’IPASVI e di Cittadinanzattiva, nonché di altre professioni sanitarie e dei delegati delle società scientifiche.
 

 

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Mercoledì, 24 Gennaio 2018 16:29

Monitor n. 42

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FOCUS ON • RETI TEMPO-DIPENDENTI
PRESENTAZIONE • Verso L’omogeneità Dei Modelli Di Rete
Di Luca Coletto
EDITORIALE • Reti Tempo-Dipendenti, Le Linee Guida di AGENAS
Di Francesco Bevere
Una visione comune e condivisa a beneficio del paziente
Di Lucia Borsellino, Alessandro Ghirardini, Quinto Tozzi
Le reti assistenziali come strumento di innovazione gestionale dell’assistenza ospedaliera
Di Andrea Urbani
Indicatori per la sicurezza delle reti
Di Walter Ricciardi
L’appropriatezza terapeutica nella rete cardiologica
Di Mario Melazzini
Nodi e connessioni del percorso nascita
Di Gianfranco Jorizzo

IL CONTRIBUTO DELLE REGIONI 
Areu e la rete cardiovascolare in Lombardia
Di Alberto Zoli
La rete ictus, l’esempio del Friuli Venezia Giulia
Di Giuseppe Tonutti
Trauma maggiore, il modello della Regione Toscana
Di Maria Teresa Mechi

LE INTERVISTE AI REFERENTI REGIONALI 
“Un modello standard per un’attenta attività di monitoraggio”
Di Lucia di Furia
“Le linee guida hanno agevolato la costruzione del sistema emergenza”
Di Paola Sabatini
“L’investimento più importante è la costruzione di una rete di professionisti”
Di Angelo Muraglia

I RISULTATI DEL QUESTIONARIO SULLE RETI TEMPO-DIPENDENTI 
La griglia di rilevazione per le reti tempo-dipendenti
Gli indicatori per il monitoraggio

 

Pubblicato in Monitor
Lunedì, 22 Gennaio 2018 12:27

Gli indicatori per il monitoraggio

osservatorio buone pratiche Una gestione corretta delle Reti non può prescindere dalla creazione di un sistema di raccolta dati finalizzato alla valutazione e al monitoraggio degli esiti delle cure e dei correlati aspetti organizzativo gestionali previsti dalle Linee Guida.
In quest’ottica, il documento di indirizzo realizzato per le Reti tempo-dipendenti, comprende un set di indicatori che pongono particolare attenzione alle problematiche organizzative, riservando anche uno stretto monitoraggio ai tempi dei passaggi di setting assistenziale e/o di esecuzione di alcune procedure. L’analisi viene realizzata in primis sul funzionamento complessivo dei “nodi” di connessione di Rete, che riguardano i modelli organizzativi adottati, la gestione, valorizzazione e formazione dei professionisti coinvolti, le prestazioni erogate e l’informazione e comunicazione verso pazienti e cittadini in generale.
Gli indicatori sono distinti in due tipologie:

  • indicatori di primo livello, direttamente implementabili sulla base dei flussi informativi correnti e con l’uso integrato degli stessi, utilizzati anche ai fini del monitoraggio delle reti;
  • indicatori di secondo livello, non direttamente calcolabili a partire dai flussi informativi correnti, ma che possono essere integrati con ulteriori indicatori riguardanti la valutazione dell’assistenza territoriale.

Ogni Rete è inoltre dotata di un set di indicatori dedicati al setting assistenziale specifico, anch’essi suddivisi in primo e secondo livello e finalizzati al monitoraggio dei livelli di efficienza, efficacia, qualità, appropriatezza, sicurezza ed integrazione territoriale delle attività svolte.
Di seguito le tabelle degli indicatori “Connessione nodi di Rete” e degli indicatori specifici per singola Rete tempo-dipendente.

osservatorio buone pratiche Preliminarmente alla revisione delle Linee Guida per le Reti tempo dipendenti, AGENAS ha inviato a tutte le Regioni e PA un questionario costituito da una Griglia di Rilevazione che individua i requisiti generali di riferimento che devono essere comuni ad ogni Rete Clinica regionale e nazionale.
La Griglia, utilizzata per l’acquisizione dei dati e delle informazioni relative alle Reti tempo-dipendenti cardiologica per l’emergenza, ictus, trauma e neonatologia e dei punti nascita, è costituita da 41 requisiti derivati dalla letteratura scientifica, dalla normativa e dai regolamenti di settore, distribuiti in 4 aree: Struttura di base, Meccanismi operativi, Processi Sociali e Risultati.
Hanno risposto al questionario 16 Regioni e PA su 21 per le rete cardiologica per l’emergenza e ictus, 17 su 21 per la rete neonatologica e dei punti nascita e 14 su 21 per la rete del trauma. (I "NO" indicano le Regioni che non hanno formalmente risposto al questionario).

 

osservatorio buone pratiche È disponibile on line Monitor 42 (PDF) la rivista di AGENAS, con un “Focus on” sul tema delle Reti tempo-dipendenti: Rete cardiologica per l’emergenza, neonatologica e dei punti nascita, ictus e traumatologica.
Il numero, che pubblichiamo in concomitanza con il via libera della Conferenza Stato-Regioni, ripercorre il processo di revisione delle Reti clinico tempo-dipendenti a partire da una prima fase di rilevazione e valutazione del livello di implementazione nelle Regioni fino alla definizione di Linee Guida; un lavoro complesso e corale che ha visto il coordinamento di AGENAS e la partecipazione convinta delle Regioni e PA, del Ministero della Salute, dell’ISS, dell’AIFA, della FISM, della FNOMCeO, dell’IPASVI e di Cittadinanzattiva, nonché di altre professioni sanitarie e dei delegati delle società scientifiche.
Il percorso ha interessato, infatti, in una prima fase l’elaborazione di un questionario, costituito da una Griglia di rilevazione e valutazione delle Reti clinico tempo-dipendenti e del loro stato di implementazione, somministrato alle Regioni, “che ha la doppia funzione di analisi delle Reti già istituite e di supporto metodologico per quelle da implementare e/o integrare - scrive Luca Coletto, Presidente AGENAS, nella Presentazione di Monitor 42 -. Essa ha consentito alle Regioni di interrogarsi sulla sussistenza dei requisiti necessari per una corretta organizzazione del percorso di cura di un paziente colpito da eventi acuti cui possono seguire patologie ingravescenti, consentendo a tutti una prima auto-analisi. La partecipazione della maggior parte delle Regioni che hanno fornito risposte in tutto o in parte al questionario, permettendo di individuare sia punti di forza sia margini di miglioramento, è un forte segnale della volontà diffusa di essere parte attiva di un processo di riorganizzazione del percorso tempo dipendente, frutto della politica sanitaria adottata dopo l’approvazione del DM 70/ 2015 sugli standard ospedalieri.”
Anche alla luce dei risultati della Griglia di Rilevazione, il percorso di riprogettazione delle Reti è proseguito con la definizione delle “Linee Guida per la revisione delle Reti clinico assistenziali - Reti tempo dipendenti”. Il Documento individua i requisiti generali che devono essere presenti in tutte le Reti al fine di assicurare omogeneità dei modelli di Rete e garantire su tutto il territorio nazionale la risposta assistenziale ai bisogni di cura del paziente in condizioni di appropriatezza, efficacia, efficienza, qualità e sicurezza. “Si è voluto produrre Linee Guida organizzative - dichiara Francesco Bevere, Direttore Generale AGENAS nel suo Editoriale - che fossero davvero di indirizzo e di supporto per le Regioni, già da tempo impegnate nel completamento delle Reti tempo-dipendenti, indicando procedure, protocolli e modalità di comunicazione standardizzate per consentire ai vari servizi coinvolti nell’emergenza-urgenza di muoversi con la massima sincronizzazione. La costruzione di indicatori specifici per il monitoraggio delle Reti permetterà di comprendere in quale punto della Rete occorre riannodare i collegamenti per riprodurre o attivare una comunicazione fluida e rapida tra le connessioni ed evitare che tali criticità si possano tradurre in difetti di assistenza.”
Per aiutare il lettore a comprendere la complessità e la coralità del lavoro coordinato da AGENAS è stato chiesto a tutti gli attori che hanno partecipato all’elaborazione delle “Linee Guida” di presentare il proprio punto di vista, ciascuno secondo la prospettiva del proprio ruolo istituzionale. Il numero ospita gli interventi del Direttore della Programmazione Sanitaria del Ministero della Salute, Andrea Urbani, del Presidente dell’Istituto Superiore della Sanità, Walter Ricciardi e del Direttore Generale dell’AIFA, Mario Melazzini, nonché il contributo delle Regioni, indicate dalla Commissione Salute a far parte del gruppo di lavoro e che rappresentano un’ulteriore occasione di riflessione e confronto, sia che si tratti di realtà che si sono già da tempo mosse nella revisione di tutte o alcune delle Reti tempo-dipendenti, sia che si tratti di Regioni che sono ancora all’inizio del percorso.
Alla rivista sono allegati anche la Griglia di rilevazione per le Reti tempo-dipendenti e gli indicatori per la valutazione e il monitoraggio degli esiti delle cure e dei correlati aspetti organizzativo gestionali previsti dalle Linee Guida.

Giovedì, 26 Ottobre 2017 12:12

Linee guida reti tempo dipendenti

osservatorio buone praticheColetto e Bevere: “Le linee guida di AGENAS per tempestività e appropriatezza della presa in carico del paziente”

 Luca Coletto, Presidente di AGENAS, esprime soddisfazione per la celere trasmissione dal Ministero della Salute alla Conferenza Stato-Regioni per l’accordo previsto sul Documento recante “Le linee guida per la revisione delle reti clinico assistenziali - reti tempo dipendenti”: cardiologica per l’emergenza, neonatologica e dei punti nascita, ictus e trauma, elaborato -  come previsto dal DM 70 - dal tavolo Istituzionale, coordinato da AGENAS e composto da rappresentanti del Ministero della Salute e delle Regioni.
“Con l’accordo definitivo delle Regioni, doteremo il sistema sanitario di una road map con tutti i nodi e le relative connessioni delle reti tempo-dipendenti per assicurare una presa in carico del paziente che, per gravità e caratteristiche delle patologie, deve avvenire nei tempi giusti e nel luogo di cura più appropriato”, dichiara il Presidente dell’AGENAS.
Connessione tra strutture ospedaliere secondo il modello Hub and Spoke, maggiore integrazione tra rete ospedaliera e servizi territoriali basata su specifici Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA), condivisione di team multidisciplinari e multiprofessionali, adeguatamente formati, nonché stretto e puntuale monitoraggio dei tempi dei passaggi di setting assistenziale: sono i punti nodali attraverso i quali si articolano le reti tempo dipendenti, delineate nelle Linee guida redatte dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali.
“Il documento, attraverso la definizione dei requisiti generali che devono essere presenti in tutte le reti tempo-dipendenti, consente, tra l’altro, di poter disporre di un’omogeneità dei modelli di rete, necessaria al monitoraggio dell’attivazione e dell’adeguatezza delle reti nelle realtà regionali”. Afferma il Direttore Generale dell’AGENAS, Francesco Bevere: “Omogeneizzazione dei modelli di rete e attività di monitoraggio, dunque, affinché la risposta assistenziale ai bisogni di cure del paziente avvenga sempre in condizioni di appropriatezza, efficacia, efficienza, qualità e sicurezza, al Nord come al Sud”.
 

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Progetto CCM 2012

Area di riferimento: Organizzazione dei servizi sanitari

Responsabile scientifico: Mariadonata Bellentani

Capofila: AGENAS

Unità di ricerca:

  • AGENAS
  • AUSL di Reggio Emilia
  • Centrodi Riferimento per l’Epidemiologia e la Prevenzione Oncologica in Piemonte (CPO Piemonte)
  • Sapienza, Università di Roma
  • Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma

Abstract

L’implementazione dei programmi di screening vede enormi differenze fra Nord e Sud Italia. Negli ultimi anni sono stati introdotti molti interventi ad hoc per ridurre il gap fra le Regioni, ma gli effetti di tali politiche sono complessi da valutare.

Gli obiettivi del progetto sono stati quelli di:

  • analizzare le barriere e i fattori facilitanti l’implementazione e la partecipazione ai programmi di screening della mammella, della cervice uterina e del colon-retto nelle tre macro-aree italiane (Nord, Centro, Sud) e identificare quelli su cui è ipotizzabile un intervento migliorativo;
  • fornire elementi di supporto per la programmazione degli screening che possano superare le differenze territoriali nella realizzazione dei programmi e garantiscano il LEA a tutte e tutti i cittadini che possono averne beneficio (secondo le raccomandazioni emanate dalle linee guida europee ed italiane);
  • mettere a punto uno strumento, basato sul modello PRECEDE PROCEED (mPP), contestualizzato con tutte le migliori evidenze epidemiologiche e di efficacia disponibili per i programmi di screening italiani e modellato sulle singole realtà regionali.

La metodologia di progetto ha previsto diverse fasi: analisi della letteratura scientifica internazionale e nazionale; analisi dei provvedimenti legislativi attuati dalle singole Regioni dal 1999 ad oggi; acquisizione e analisi delle banche dati delle attività di screening per singolo programma dal 1999 ad oggi per individuare i determinanti dell’estensione e dell’adesione; analisi, tramite un questionario elaborato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore e dalla Sapienza di Roma, dell’organizzazione dei coordinamenti regionali di screening e delle iniziative intraprese dalle singole Regioni per la governance degli screening; messa a punto di uno strumento in grado di aiutare a valutare in maniera efficace e sistematica i fattori costituenti e la qualità dei programmi di screening e di assistere gli operatori nelle fasi di progettazione e valutazione, fornendo materiali integrati da dati nazionali aggiornati e specifici per Regione, attraverso l’utilizzo del modello Precede-Proceed.

Il 16 settembre 2014 a Roma si è svolto il Workshop che ha visto la partecipazione dei referenti di screening regionali, l’Osservatorio Nazionale Screening, il Coordinamento Interregionale per la Prevenzione della Commissione Salute, l’Istituto Superiore di Sanità e il Ministero della Salute. Durante tale evento, a seguito della presentazione e condivisione dell’executive summary, dei risultati delle analisi e del modello Precede-Proceed, è stata concordata la sperimentazione del Modello in 6 Regioni. Tale sperimentazione ha come obiettivo la messa a punto dello strumento per la successiva diffusione su tutto il territorio nazionale, in particolare nelle Regioni del Sud. La finalità è quella di rendere tale modello strumento utile alla valutazione, monitoraggio e implementazione dei Programmi di Screening nel corso dei prossimi quattro anni per l’attuazione dei Piani Regionali per la Prevenzione.

Stato della ricerca: Concluso

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