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Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali
Martedì, 04 Agosto 2015 00:00

Manuali per l'accreditamento istituzionale

Nel 2015 AGENAS ha elaborato una proposta di quattro manuali operativi con l’obiettivo di supportare le Regioni e le Province Autonome nel processo di adeguamento ai nuovi requisiti nazionali di accreditamento. Tutti i sistemi di accreditamento regionali devono infatti uniformarsi ai contenuti del “Disciplinare per la revisione della normativa sull’accreditamento” (Intesa 20 dicembre 2012  PDF) che individua 8 criteri, 28 Requisiti essenziali e 123 evidenze, nei tempi previsti dall’Intesa del 19 febbraio 2015  PDF.
In considerazione del nuovo contesto nazionale di riferimento, l’Agenzia ha promosso e realizzato un’attività di ricerca diretta a supportare i processi di riforma e di adeguamento ai nuovi requisiti nazionali. Attraverso questa attività di studio e di analisi è stato possibile strutturare e sviluppare alcune proposte di manuali operativi che riprendono i requisiti e le evidenze del sopracitato “Disciplinare” per le diverse tipologie di strutture:
Occorre precisare che, oltre alla normativa nazionale, i manuali di accreditamento istituzionale proposti da AGENAS recepiscono al loro interno i più rigorosi standard internazionali in materia di qualità e sicurezza dei pazienti mutuati da organizzazioni regolatorie leader mondiali nell’accreditamento di strutture sanitarie, dalle migliori evidenze disponibili in letteratura, dalle raccomandazioni dell’OMS e delle società scientifiche, dagli ulteriori indirizzi normativi nazionali ed europei.
Il modello sviluppa un metodo di gestione iterativo articolato nelle quattro fasi del Ciclo di Deming (PDCA, acronimo di Plan–Do–Check–Act, in italiano "Pianificare - Fare - Verificare - Agire") prevedendo un’implementazione modulare delle evidenze in maniera tale da dimostrare diversi gradi di consapevolezza e accountability delle strutture sanitarie, che vanno dalla pianificazione delle attività all’implementazione, alla raccolta dei dati e all’adozione, in maniera sistematica, di una logica di apprendimento continuo in grado di coinvolgere tutti i professionisti e rendere tangibile l’impegno concreto di ciascuna organizzazione sanitaria nel migliorare la sicurezza e la qualità dell’assistenza erogata. Il modello tende dunque alla definizione di un percorso di sviluppo progressivo che orienti l’organizzazione verso il miglioramento continuo, da contestualizzare alle differenti realtà regionali.
I manuali rappresentano un riferimento operativo che può essere modificato, integrato e migliorato, fermo restando la necessità di ottemperare i requisiti definiti dal “Disciplinare per la revisione della normativa sull’accreditamento” (riportati in grassetto con il carattere di colore rosso).

 

Pubblicato in primo_piano

Ricerca Agenas - 2012

Responsabile scientifico: Giovanni Caracci

Referente Agenas: Antonietta Gangale Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Capofila: Agenas

 

Abstract

Razionale e obiettivi
Nell’ultimo triennio la tematica dell’accreditamento è stata al centro di un ampio e rilevante lavoro di studio e ricerca, sostenuto da tutti i livelli istituzionali, con l’obiettivo di dare compiuta attuazione al mandato sancito nell’articolo 7 del Patto per la Salute 2010-2012, avente ad oggetto una revisione della normativa in materia.
L’Agenas, il Ministero della Salute e le Regioni/Province Autonome si sono adoperate per individuare un comune quadro concettuale di riferimento in materia di accreditamento delle strutture sanitarie, attraverso l’analisi e il raffronto dei diversi modelli e delle più significative esperienze, giungendo alla predisposizione di un “Disciplinare tecnico per l’accreditamento”.
Il Disciplinare delinea un sistema nazionale di accreditamento, attraverso l’identificazione di 8 criteri/fattori di qualità, 28 requisiti e 123 evidenze ritenuti essenziali e comuni a tutti i sistemi regionali.
Al fine di sostenere lo sviluppo e l’implementazione di questo nuovo sistema e supportare le Regioni e Province Autonome nella fase di adeguamento ai requisiti nazionali del citato Disciplinare, l’Agenzia ha promosso e realizzato una specifica attività di ricerca, diretta a:

1 - Valutare l’applicabilità dei criteri/fattori e requisiti individuati alle diverse tipologie di strutture;
2 - Costruire metodi e strumenti operativi finalizzati ad agevolare la declinazione/puntualizzazione dei criteri/fattori di qualità e dei relativi requisiti di accreditamento istituzionale;
3 - Supportare le Regioni/Province Autonome nella ridefinizione dei sistemi di accreditamento regionali;
4 - Monitorare lo stato di implementazione dei percorsi di accreditamento delle strutture private e dei percorsi di autorizzazione e accreditamento delle strutture pubbliche.

Risultati
Un’intensa attività di studio e analisi condotta nella prima fase progettuale ha consentito di sviluppare gli strumenti operativi necessari per la declinazione/puntualizzazione dei requisiti nazionali di accreditamento, nonché di scegliere il modello di accreditamento più idoneo da utilizzare.

Tenendo conto dei risultati dell’analisi sono stati strutturati quattro manuali operativi riferiti a diverse tipologie di strutture:

  1. Proposta modello di accreditamento delle strutture ospedaliere  (PDF)
  2. Proposta modello di accreditamento strutture di assistenza territoriale extra-ospedaliera (PDF)
  3. Proposta modello di accreditamento strutture che erogano prestazioni specialistiche in regime ambulatoriale (PDF)
  4. Proposta modello di accreditamento strutture di medicina di laboratorio (PDF)

I manuali riprendono e puntualizzano i requisiti e le evidenze del citato disciplinare, utilizzando un modello, in linea con i prevalenti indirizzi europei e internazionali, basato sulla logica del ciclo di Deming (ciclo di PDCA: Plan–Do–Check–Act), in grado di promuovere una cultura della qualità tesa al miglioramento continuo dei processi e all'utilizzo ottimale delle risorse.
Le proposte elaborate potranno rappresentare strumenti di supporto sia per le Regioni e Province Autonome per l’adeguamento ai contenuti del Disciplinare tecnico, sia per le Società scientifiche e le Associazioni professionali per l’avvio o il consolidamento di specifici programmi di valutazione tra pari.
Parallelamente, è stata fornita assistenza tecnico-scientifica alla regione Calabria per la rivisitazione del proprio sistema di accreditamento. In particolare, è stata realizzata una revisione sia della legge regionale quadro sulle autorizzazioni, l’accreditamento e gli accordi contrattuali, che dei manuali di accreditamento, prendendo a riferimento il lavoro svolto per la predisposizione dei succitati manuali operativi.
Infine e in relazione all’ultimo obiettivo progettuale, sono state promosse azioni dirette a implementare il periodico monitoraggio nazionale sullo stato di attuazione dei percorsi regionali di accreditamento, che risponde all’esigenza primaria di valutare il superamento degli accreditamenti provvisori delle strutture private, imposto dalla legge n. 296 del 2006 e successive modificazioni e in subordine alla necessità di verificare i progressi dei diversi sistemi regionali.
Nel periodo di validità del progetto sono stati condotti tre monitoraggi riferiti agli anni 2012, 2013 e 2014. Tali rilevazioni - che hanno rappresentato l’unico strumento di osservazione a livello nazionale dell’evoluzione dei percorsi regionali di accreditamento - hanno consentito di sperimentare e validare metodologie e procedure in grado di leggere sistemi molto diversi, non solo dal punto di vista organizzativo ma a volte anche strutturale. L’esperienza osservazionale realizzata ha offerto un momento di confronto molto ampio con i referenti regionali e favorito la discussione e la sensibilizzazione verso i cambiamenti in atto, orientati alla condivisione degli elementi essenziali del sistema di accreditamento. I risultati dei monitoraggi sono stati trasmessi al Ministero della Salute e alla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e Province Autonome e hanno costituito una valida base informativa per i decisori politici.

Stato della ricerca: concluso

Pubblicato in ricerca

L’accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie sarde, così come la definizione delle cure palliative, passano per lo sviluppo di una collaborazione tra la Regione Sardegna e l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari. L’assessore della Sanità Luigi Arru e il Direttore generale dell’Agenzia Francesco Bevere hanno infatti deciso di stipulare una convezione per la revisione dei processi di accreditamento dei servizi sanitari isolani, così da renderli coerenti con il riordino della rete ospedaliera, ma non solo. “Grazie a questo accordo – ha dichiarato Arru – definiremo meglio i criteri di qualità delle cure domiciliari e svilupperemo, estendendolo a tutto il territorio della Sardegna, il progetto delle cure palliative e della terapia del dolore. Inoltre, porteremo avanti il progetto sperimentale di Audit delle competenze professionali”. “Questo accordo – ha concluso – rafforza l’indirizzo politico che stiamo cercando d’imprimere alla sanità isolana, nel tentativo di renderla sempre più all’altezza degli standard di qualità”.

Finalmente in Italia abbiamo un insieme di requisiti di qualità che saranno comuni in tutti i sistemi di accreditamento regionali. Il 19 febbraio scorso è stato, infatti, approvato in Conferenza Stato-Regioni il provvedimento che definisce le modalità e i tempi di attuazione del “Disciplinare tecnico”, ossia un documento finalizzato alla revisione del sistema di accreditamento, già sancito con l’Intesa del 20 dicembre 2012. Questo “Disciplinare”, realizzato dal Tavolo di lavoro per la revisione della normativa per l’accreditamento (TRAC), costituito da rappresentanti del Ministero della Salute, dell’Agenas, delle Regioni e Province Autonome, individua per l’accreditamento istituzionale, 8 Criteri, 28 Requisiti essenziali e 123 evidenze comuni a tutti i sistemi regionali Leggi qui il Disciplinare tecnico (PDF). Successivamente all’approvazione di questo documento, il Tavolo di lavoro ha definito la tempistica di adeguamento ai contenuti del “Disciplinare” con un provvedimento, approvato il 19 febbraio scorso in Conferenza Stato-Regioni Leggi qui l’Intesa del 19 febbraio 2015 (Rep. Atti N. 32/CSR). Il Cronoprogramma (Allegato A) distingue per ciascuna evidenza i tempi di adeguamento, prevedendo due scadenze a 12 e 24 mesi. A titolo esemplificativo: nel primo Requisito (“Modalità di pianificazione, programmazione e organizzazione delle attività di assistenza e di supporto”) del primo Criterio più generale (“Attuazione di un sistema di gestione delle strutture sanitarie”) si prevede che entro 12 mesi Regioni/PA e Aziende debbano adeguarsi all’Evidenza “presenza del Piano Strategico, che contenga obiettivi basati sull’analisi dei bisogni e/o della domanda di servizi/prestazioni sanitarie”. L’Intesa, sancita il 19 febbraio, definisce, inoltre, le modalità di funzionamento degli “Organismi tecnicamente accreditanti” (Allegato B), al fine di uniformare il sistema di autorizzazione/accreditamento delle strutture sanitarie a livello nazionale, e ne prevede l’istituzione presso le Regioni e le PA che ne siano prive entro il 31 ottobre 2015.

 Per approfondimenti:

 

 

È in dirittura d’arrivo il provvedimento di definizione delle modalità e dei tempi di attuazione del “Disciplinare tecnico” contenente alcune proposte finalizzate alla revisione del sistema di accreditamento. Il Documento, frutto del lavoro del Tavolo per la Revisione della normativa per l’Accreditamento (TRAC), costituito da rappresentanti del Ministero della Salute, di Agenas e delle Regioni e Province Autonome e approvato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome, individua 8 Criteri e 28 requisiti essenziali per l’accreditamento “istituzionale”, comuni a tutti i sistemi regionali.

 

I criteri individuati dal TRAC riguardano: 1) Attuazione di un sistema di gestione delle strutture sanitarie; 2) Prestazioni e servizi; 3) Aspetti strutturali; 4) Competenze del personale; 5) Comunicazione; 6) Appropriatezza clinica e sicurezza; 7) Processi di miglioramento e innovazione; 8) Umanizzazione.

Per ogni criterio sono stati elaborati una serie di requisiti necessari per consentire alla Regione di rispondere adeguatamente al criterio individuato. A titolo esemplificativo per il criterio 1) Attuazione di un sistema di gestione delle strutture sanitarie, rientrano tra i requisiti fondamentali: la modalità di pianificazione, programmazione e organizzazione delle attività di assistenza e di supporto (requisito n.1), definizione delle responsabilità (requisito n.3), sussistenza di sistemi di valutazione della qualità dei servizi sanitari (requisito n.5).

 

 

 

 

 

Ricerca Corrente

Capofila: Agenas

Responsabile scientifico: Giovanni Caracci

Abstract

Il progetto di ricerca nasce dall’esigenza di indagare e approfondire l’intersezione tra due tematiche ritenute, a livello internazionale e nazionale, fondamentali per la qualità dei servizi sanitari: la sicurezza del paziente e i sistemi di accreditamento. Tale aspetto risulta tanto più rilevante nell’attuale contesto europeo che tutela la mobilità dei pazienti rendendo inevitabile la messa in atto di sistemi in grado di fornire garanzie sia in merito ai contenuti delle procedure assistenziali che al loro livello di sicurezza. Diviene sempre più pressante insomma la necessità di coerenza e convergenza, in ambito internazionale e nazionale, dell’accreditamento delle strutture sanitarie anche sul fronte della sicurezza.

Obiettivi

L’obiettivo del progetto è stato quello di contribuire al dibattito sul rapporto tra accreditamento delle strutture sanitarie e sicurezza del paziente, partendo da un necessario aggiornamento dello stato dell’arte della letteratura e delle principali esperienze di livello regionale, nazionale e internazionale. Al fine di perseguire tale obiettivo si è ritenuto opportuno sviluppare il progetto di ricerca su tre diverse aree di studio:

  1. requisiti per la sicurezza contenuti nei Manuali regionali di accreditamento;
  2. requisiti per la sicurezza facenti parte dei principali programmi di accreditamento internazionale
  3. il punto di vista degli opinion leader.

Risultati della ricerca:
 

Nell’area “Eventi” all’interno della sezione “Osservatorio Buone Pratiche”, http://buonepratiche.agenas.it/default.aspx (LINK) sono pubblicati gli atti del Convegno di Presentazione dei risultati del progetto di ricerca (7-8 marzo 2011, Roma).

 

 

 

 

 

Pubblicato in ricerca
Venerdì, 17 Gennaio 2014 00:00

Tempi e Liste di attesa

Le liste di attesa rappresentano un fenomeno percepito dai cittadini e dai pazienti come una forte criticità dei moderni sistemi sanitari, in quanto compromette l’accessibilità e la fruibilità delle prestazioni da erogare. L’abbattimento dei tempi di attesa per le prestazioni sanitarie è uno degli obiettivi prioritari del SSN e l’erogazione dei servizi entro tempi appropriati, rispetto alla patologia e alle necessità di cura, rappresenta una componente strutturale dei LEA, così come previsto dal DPCM del 29 novembre 2001 (PDF - 456 kb)

In ottemperanza a quanto previsto dal Piano Nazionale per il Contenimento dei Tempi di Attesa 2006-2008 (PDF - 120 kb), Agenas ha coordinato le attività di monitoraggio delle 48 prestazioni sanitarie “evidenziate in grigio” previste nel paragrafo 3 del Piano, ha contribuito alla definizione del protocollo per l’incremento del numero di prestazioni da monitorare a partire da gennaio 2007 (paragrafo 7.1 del Piano), ha collaborato alla revisione annuale del valore soglia di ogni prestazione monitorata e ha supportato il Ministero della Salute nel monitoraggio dei tempi di attesa e il Comitato permanente per la verifica dell’erogazione dei LEA (comma 308, art. 1 Legge 266/2005).

Successivamente, in linea con gli obiettivi prioritari e strategici fissati dalla Conferenza Unificata in data 20 settembre 2007, Agenas ha proseguito a svolgere le attività di monitoraggio dei tempi di attesa a livello nazionale, regionale e aziendale, e a definire proposte in materia di liste di attesa.

La gestione delle liste di attesa deve prevedere anche una comunicazione chiara, trasparente e aggiornata dei dati inerenti i tempi di attesa, attraverso la pubblicazione delle informazioni sui siti web delle Regioni, P.A. e delle strutture del SSN.

A seguito dell’approvazione in Conferenza Stato Regioni del nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA) 2010-2012 (28 ottobre 2010) (PDF - 1.08 mb), ad Agenas è stato affidato il compito di contribuire all’implementazione delle attività di rilevazione per il monitoraggio nazionale dei tempi di attesa e delle modalità organizzative delle prestazioni erogate in libera professione intramuraria e intramuraria allargata (ALPI), dei percorsi diagnostico-terapeutici (PDT) e delle prestazioni ambulatoriali erogate in attività istituzionale.

L’Osservatorio sullo stato di attuazione dei programmi di adeguamento degli ospedali e sul funzionamento dei meccanismi di controllo a livello regionale e aziendale composto da rappresentanti del Ministero della Salute, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, di Agenas e delle Regioni e Province Autonome, promuove sin dalla sua prima istituzione (con Decreto Ministeriale, 22 gennaio 2008) attività di monitoraggio periodico strategicamente finalizzate all’analisi del fenomeno della libera professione intramuraria. Inoltre, l’Agenzia dal 2012 supporta tecnicamente le Regioni per il monitoraggio “regionale” dei tempi di attesa dell’attività ALPI e dell’attività istituzionale.

L’Agenas, di recente, ha fornito un rilevante contributo alla stesura del nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA 2016-2018), quale componente del gruppo di lavoro nominato dal Coordinamento Stato-Regioni.

  • Monitoraggio nazionale dei tempi di attesa dell’Attività Libero-Professionale Intramuraria e Intramuraria allargata (ALPI) (LINK)
  • Monitoraggio nazionale delle modalità organizzative dell’Attività Libero-Professionale Intramuraria e Intramuraria Allargata (ALPI) (LINK)
  • Supporto tecnico alle Regioni per il monitoraggio regionale dei tempi di attesa dell’Attività Libero-Professionale Intramuraria e Intramuraria Allargata (ALPI) e dell’attività Istituzionale (LINK)
  • Supporto tecnico e metodologico al monitoraggio nazionale dei tempi di attesa per i Percorsi Diagnostico-Terapeutici (PDT) (LINK)
  • Supporto tecnico alle Regioni/P.A. per il monitoraggio nazionale dei tempi di attesa delle prestazioni ambulatoriali erogate in attività istituzionale (LINK)
  • Supporto alla stesura del Piano Nazionale per il Governo delle Liste di Attesa 2016-2018 (PNGLA) (LINK)
  • Attività di ricerca
  • Glossario in materia di tempi e liste di attesa (PDF - 277 kb)
  • Report Agenas 2010 "I tempi di attesa nei siti web di Regioni e Aziende Sanitarie: la prospettiva del cittadino" (PDF - 588 kb)
  • Monitor n. 17 (PDF - 456 kb)
Giovedì, 16 Gennaio 2014 19:31

Contesto internazionale

Agenas segue i lavori e le attività promosse dall’International Society for Quality in Health Care (ISQua), e partecipa ai lavori dell’European Accreditation Network dell’European Society for Quality in Healthcare (ESQH), una rete di organizzazioni nazionali e internazionali, che si propone di favorire lo scambio di esperienze e di idee, nonché la creazione di partnership e lo sviluppo di strategie condivise a livello europeo. Il Network organizza periodicamente incontri di studio e confronto degli approcci e delle strategie selezionate e implementate dalle diverse nazioni riguardanti la tematica dell’accreditamento.

Giovedì, 16 Gennaio 2014 19:24

Ricognizione norme regionali

Al fine di aggiornare il quadro di conoscenze sui diversi contesti regionali e seguirne i progressi, Agenas promuove ciclicamente un’attività ricognitiva delle normative regionali in materia di autorizzazione e accreditamento.

La ricognizione sintetizza l’intero quadro programmatorio regionale sul tema autorizzazione/accreditamento e riporta, schematicamente, i principali riferimenti normativi in materia di determinazione del fabbisogno, nonché di riorganizzazione della rete delle strutture eroganti prestazioni specialistiche e di diagnostica di laboratorio.