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Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali
osservatorio buone praticheSi è conclusa  la consultazione pubblica dello schema di Linee di indirizzo per “La riorganizzazione delle Reti dei Servizi Territoriali (Re.Se.T.) e l’integrazione dell’attività ospedaliera con l’attività territoriale - Linee di indirizzo per il potenziamento e l’armonizzazione dei modelli di assistenza primaria in Italia, con particolare riferimento alla cronicità”.
Le osservazioni sul documento sono pervenute all’Agenzia esclusivamente mediante la compilazione del modulo allegato alla pagina entro il termine previsto del giorno 5 aprile 2018, alle ore 9.00. Il modulo per l’invio delle osservazioni è suddiviso in sezioni riferite alle diverse parti del documento. Il testo all’interno di ogni sezione può contenere fino a un massimo di 2.000 battute, spazi inclusi.
 
Osservazioni pervenute

Trattamento dei dati

I dati conferiti sono trattati in conformità dell’informativa consultabile al  (LINK)
Le osservazioni formulate sono pubblicate sul sito di AGENAS in forma integrale e non anonima previo consenso dell’autore.

 




 

Pubblicato in primo_piano

Ricerca Agenas

Capofila: Agenas

Area di riferimento: Qualità e Accreditamento

Soggetti partecipanti: Regioni/PA, Società scientifiche, Associazioni rappresentanza di pazienti e cittadini

Abstract

Il progetto si caratterizza per un’attenzione ai modelli di reti cliniche specialistiche per dare attuazione al Regolamento recante “definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”. La proposta progettuale si propone di promuovere la qualità dell’assistenza, la sicurezza delle cure, l’uso appropriato delle risorse, implementando forme alternative al ricovero ospedaliero, per rispondere più efficacemente ai bisogni di una popolazione anziana e/o non autosufficiente. Il raggiungimento di tali obiettivi richiede la costruzione di un sistema basato da un lato sull’integrazione tra i servizi ospedalieri, dall’altro sull’integrazione della rete ospedaliera con la rete dei servizi territoriali.
Per favorire l’attivazione di nuove reti cliniche di eccellenza, che integrino l’attività ospedaliera per acuti e post acuti con l’attività territoriale e per garantire su tutto il territorio nazionale elevati e omogenei standard assistenziali in termini di qualità, appropriatezza e sicurezza delle cure, il progetto prevede i seguenti obiettivi specifici:

  • lo sviluppo di modelli di reti cliniche specialistiche (rete geografica, rete socio-sanitaria, rete infrastrutturale e delle tecnologie, rete IT);
  • lo sviluppo delle reti per patologia previste nel Regolamento, “rete infarto, rete ictus, rete traumatologica, rete neonatologica e punti nascita, rete medicine specialistiche, rete oncologica, rete pediatrica, rete trapiantologica, rete terapia del dolore, rete malattie rare”;
  • l’elaborazione di metodi e strumenti volti al monitoraggio di reti regionali a supporto dell’attività nazionale di valutazione e implementazione delle reti stesse;
  • l’individuazione e sperimentazione di un modello di certificazione delle cure e dell’assistenza per disciplina specialistica (certificazione delle reti).

Output del Progetto
I risultati attesi
al termine del progetto sono:

  • la realizzazione di un modello integrato, ossia una visione di sistema rispetto al tema delle reti cliniche specialistiche, che tenga conto sia degli input programmatori sia delle evidenze emerse e consolidate a livello nazionale e internazionale;
  • un’azione di supporto all’implementazione dei modelli organizzativi delle specifiche reti cliniche;
  • un modello di certificazione delle cure e dell’assistenza per disciplina specialistica (certificazione delle reti).

Stato della ricerca: in corso

Pubblicato in ricerca

 

Brochure

Realizzare un’efficace, appropriata e sostenibile funzionalità dei sistemi trasfusionali regionali nell’ambito delle reti assistenziali ospedaliere integrate con il territorio: è questa la mission del tavolo di lavoro istituito oggi presso AGENAS, composto da rappresentanti del Ministero della Salute, dell’Istituto Superiore di Sanità - CNT, da alcuni Centri trasfusionali regionali (Campania, Lazio, Sardegna, Sicilia, Toscana e Veneto), l’Ospedale di Circolo e Fondazione Macchi di Varese e il Policlinico Militare Celio.
Nell’ottica dell’attuale riorganizzazione delle reti assistenziali ospedaliere, l’obiettivo del gruppo di lavoro è quello di giungere, come richiesto dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ad una condivisione di strumenti e criteri necessari ad ovviare ad eventuali criticità e realizzare la piena valorizzazione della rete dei sistemi trasfusionali, integrati con il territorio.  
“Una rete di medicina trasfusionale improntata all’appropriatezza, efficacia e sostenibilità, a garanzia anche della qualità e della sicurezza dei prodotti e servizi, necessita di una riflessione tecnica sulla combinazione tra quanto previsto dagli standard specifici per bacini di utenza e l’effettivo fabbisogno territoriale, affinché sia in grado di rispondere alle reali esigenze assistenziali dei pazienti - dichiara Francesco Bevere, Direttore Generale AGENAS - Il gruppo di lavoro, che raccoglie al suo interno tra i più importanti esperti della materia a livello nazionale, consentirà anche di evitare una programmazione in eccesso di strutture dove non necessarie, nonché ‘l’isolamento’ di alcuni servizi trasfusionali che non vengono messi nella condizione di funzionare al massimo della loro capacità produttiva. Lavorando in questo modo, garantiremo un posizionamento strategico dei sistemi trasfusionali nell’ambito delle reti assistenziali ospedaliere, integrate con quelle territoriali.”

 

 

Pubblicato in primo_piano

Ricerca corrente 2007

Responsabile scientifico: Giovanna Valentina De Giacomi

Capofila: Agenas

Unità di ricerca:

 

  • Ausl Ravenna
  • IC Humanitas - Milano
  • Ulss 16 Padova
  • AOU Careggi - Firenze
  • Asl 8 - Arezzo
  • ARS Toscana - Firenze
  • Università Politecnica delle Marche
  • IPASVI
  • Sociolab - Firenze
  • Università degli Studi di Genova
  • Sapienza Università di Roma

 

Razionale

Una delle questioni più rilevanti, in seguito all’evoluzione culturale, organizzativa e operativa delle modalità assistenziali, riguarda il ruolo dell’ospedale e la funzione ospedaliera di cura e di riabilitazione all’interno del sistema dei servizi sanitari. Da un lato, grazie alla ricerca e alla tecnologia, è possibile ricevere cure avanzate, usare presidi e rimedi sofisticati, dall’altro, è cresciuta moltissimo la popolazione anziana con problemi di salute cronici, che necessitano di essere seguiti nel tempo, più che di un intervento urgente e immediato. L’evoluzione in atto porta l’ospedale a trasformarsi da grande e indifferenziato luogo di degenza e assistenza a struttura di dimensioni medio-piccole ad alto contenuto tecnologico e scientifico, in grado di erogare un consistente numero di prestazioni di elevata complessità, differenziate e concentrate in periodi temporali molto limitati. L’ospedale, quindi, tende a spostarsi progressivamente sulle attività di trattamento diurno (day hospital e day surgery) e ambulatoriale, con una significativa attività di raccordo con il territorio, finalizzata a garantire la continuità assistenziale. La messa in rete degli ospedali, dunque, è uno strumento utile per garantire a tutti i cittadini equità di accesso a prestazioni e servizi sanitari efficaci e appropriati in un contesto di risorse limitate. La creazione di una rete ospedaliera significa, quindi, riorganizzare tutte le risorse ospedaliere per attività assistenziali utili al bacino di utenza, favorendo le economie di scala e l’appropriatezza delle cure, in una logica d’interdipendenza con le strutture di riferimento di secondo livello. Alla luce del panorama italiano notevolmente diversificato, con regioni che già da tempo hanno riorganizzato la rete ospedaliera e altre che devono ancora attuarla, è necessario sviluppare strumenti e modelli condivisi per il corretto dimensionamento delle reti ospedaliere, allo scopo di dare supporto ai decisori regionali e costituire una base condivisa per il confronto tra le regioni. Infine, un aspetto della ricerca affronta anche la modalità d’integrazione tra Università e servizio nazionale nella costituzione dell’Azienda ospedaliero-universitaria, prevista dalla normativa vigente e nelle modalità di esercizio delle sue funzioni assistenziali, didattiche e di ricerca.

Obiettivi

Principale obiettivo sarà quello d’identificare strumenti e modelli condivisi per la riorganizzazione della rete ospedaliera e il collegamento con i servizi del territorio, e per una base condivisa di indicatori con il fine di monitorare l’applicazione dei modelli organizzativi.

Stato della ricerca: Concluso

Risultati della ricerca:

Interventi convegno:

 

 

 

 

 

 


 

Pubblicato in ricerca

Il progressivo invecchiamento della popolazione e il consolidamento del quadro epidemiologico dominato da malattie cronico-degenerative hanno richiesto la riorganizzazione dei processi di cura centrati su una maggiore integrazione tra ospedali, secondo il modello Hub and Spoke, e tra rete ospedaliera e servizi territoriali, attraverso l’adozione di linee guida per la gestione integrata dei Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) e dei Protocolli di Dimissione protetta per i pazienti in fase post acuta.
Il concetto di rete clinico assistenziale, previsto nel Decreto Ministeriale 70/2015 “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera”, ha l’obiettivo di assicurare che la presa in carico globale del paziente avvenga in condizioni di appropriatezza, efficacia, efficienza, qualità e sicurezza delle cure, mettendo in relazione professionisti, strutture e servizi che erogano interventi sanitari e sociosanitari di tipologia e livelli diversi.
Per la definizione delle Reti cliniche, il Decreto affida ad un Tavolo istituzionale, coordinato da AGENAS e composto da rappresentanti del Ministero della Salute e delle Regioni, il compito di definire le linee guida organizzative e raccomandazioni per il corretto funzionamento della rete.
Il Tavolo si avvale di un Coordinamento Tecnico Scientifico che vede la partecipazione di ISS, di AIFA, delle Società Scientifiche, della FNOMCeO, di FNOPI (già IPASVI) e di altre professioni sanitarie e di Cittadinanzattiva, nonché i gruppi di lavoro specifici per le singole patologie.

Le linee guida organizzative già approvate dal Tavolo sono:

  • Le quattro Reti tempo-dipendenti: cardiologica per l’emergenza, neonatologica e dei punti nascita, ictus e trauma severo (Accordo Stato-Regioni 24/01/2018 PDF Logo - PDF); il manuale operativo per le reti cliniche tempo-dipendenti è in corso di validazione, cosi come previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 24/01/2018;
  • Reti oncologiche (in corso di approvazione da parte della Conferenza Stato-Regioni);
  • Rete servizi territoriali e integrazione assistenza ospedale-territorio - RESET (documento inviato all’Ufficio di Gabinetto del Ministero della Salute per il successivo iter istituzionale).

Reti in corso di approfondimento:

  • Rete trasfusionale;
  • Linee di indirizzo per le complicanze in gravidanza;
  • Rete nazionale tumori rari ("Istituzione del Coordinamento funzionale della Rete Nazionale dei Tumori Rari - RNTR" Decreto del Ministro 1/02/2018 PDF Logo - PDF Accordo Stato-Regioni 21/09/2017 PDF Logo - PDF);
  • Rete trapiantologica;
  • Rete malattie rare;
  • Rete terapia del dolore;
  • Reti medicine specialistiche;
  • Rete pediatrica (coordinata dal tavolo CNAPA del Ministero della Salute).

 

monitor MONITOR N. 42

monitor 33

Monitor - 2017

"Reti tempo-dipendenti", questo il "Focus on" dell'ultimo numero della rivista Monitor  leggi di più...