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Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali
Mercoledì, 26 Luglio 2017 14:56

Il documento in "pillole"

osservatorio buone praticheCome identificare le donne a rischio di Emorragia Post partum durante il travaglio e il parto? Un precedente taglio cesareo può rappresentare un fattore di rischio, in tal caso si raccomanda (che cosa fare) la necessità di un’ecografia per valutare la sede di impianto del sacco gestazionale come previsto dalla linea guida SIEOG, 2015 da effettuarsi (quando) in occasione dell’ecografia ostetrica del primo trimestre (Dove) in Ambulatorio, Consultori familiari, Pronto soccorso. Come comunicarlo? Attraverso un referto scritto in cui siano accuratamente descritti la localizzazione dell'impianto del sacco gestazionale, i rilievi sospetti o patologici, che devono costituire un motivo di approfondimento diagnostico (dei quali è opportuno allegare la documentazione fotografica) ed eventuali indicazioni per controlli successivi o esami di approfondimento. E ancora, informando la donna di quanto rilevato e riportato nel referto scritto, nonché in caso di diagnosi di scar pregnancy offrire un counseling alla donna per informarla dei rischi legati alla prosecuzione della gravidanza.

È il primo dei quesiti e raccomandazioni correlate contenuto nelle Linee di indirizzo clinico-organizzative per la prevenzione delle complicanze in gravidanza che analizza le cinque patologie selezionate dal “Tavolo Complicanze” coordinato da AGENAS sulla base della frequenza di cause di morte materna fornite dal Sistema di sorveglianza dell’ISS-Regioni (ItOSS): Emorragia Post Partum, Sepsi, Ipertensione, Influenza e Obesità.

Il documento è costruito sulla base di singoli Quesiti, a cui vengono fornite risposte attraverso Raccomandazioni, focalizzati sugli aspetti ritenuti più vulnerabili riguardo la sicurezza dei pazienti e degli stessi operatori sanitari.

Il contenuto delle Linee di Indirizzo è rappresentato da Tabelle di sintesi agevolmente fruibili nella pratica clinica e organizzativa che analizzano le possibili criticità nelle fasi della gravidanza, del parto e post partum e in alcuni casi anche preconcezionale. Ad ogni Quesito corrispondono risposte sotto forma di Raccomandazioni che fanno esclusivo riferimento a Linee Guida nazionali e internazionali emanate da istituzioni pubbliche e comunque ad evidenze scientifiche fortemente consolidate.

Nel dettaglio, il documento comprende 8 Quesiti relativi all’Emorragia Post Partum con 34 Raccomandazioni correlate, 2 Quesiti relativi alla Sepsi con 4 Raccomandazioni, 9 Quesiti per l’Ipertensione con 24 Raccomandazioni, 3 Quesiti relativi all’Influenza con 15 Raccomandazioni e 14 Quesiti relativi all’Obesità con 26 Raccomandazioni.

osservatorio buone praticheIn presenza di una gravidanza o di un parto a rischio, ecco cosa fare, quando, dove e come comunicarlo. Sono le indicazioni illustrate nelle Linee di indirizzo clinico-organizzative per la prevenzione delle complicanze legate alla gravidanza, elaborato dal Tavolo tecnico istituito presso AGENAS e composto da rappresentanti del Ministero della Salute, del CNPN (Comitato Nazionale Percorso Nascita), dell’Istituto Superiore di Sanità e delle Società Scientifiche di settore.

La finalità del documento che analizza cinque patologie tra le più frequenti e importanti durante la gravidanza (vedi articolo a latere) è quello di ridurre la probabilità di errori decisionali di tipo prevalentemente organizzativo, realizzando uno strumento di supporto decisionale a disposizione dei professionisti per migliorare i contesti organizzativi e clinico-assistenziali del percorso nascita.

“Azzerare il verificarsi di eventi avversi, laddove prevenibili e prevedibili, individuando tempestivamente situazioni di alert di condizioni a maggior rischio di complicanze per la mamma e il bambino, garantendo così il trasferimento nel setting assistenziale più appropriato nell’ambito del percorso gravidanza e parto: sono le direttrici delle linee di indirizzo, elaborate da AGENAS su mandato del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in seguito ai gravi eventi, avvenuti tra la fine del 2015 e l’inizio del 2016." - dichiara Francesco Bevere, Direttore Generale dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. - “Uno strumento facilmente consultabile dai professionisti sanitari, fortemente voluto dal mondo clinico, il cui apporto è stato determinante nell’individuare e rafforzare eventuali aspetti della sicurezza dell’organizzazione e delle cure ritenuti più vulnerabili e per tracciare percorsi condivisibili, omogenei e replicabili in  tutte le aziende sanitarie". - prosegue Bevere - "Un lavoro che rientra  pienamente nella mission dell’Agenzia che sempre più svolge un ruolo centrale nell’ambito del rischio clinico, della sicurezza delle cure e della promozione delle buone pratiche, recentemente rafforzato dalla legge 24 che istituisce presso l’AGENAS, l’Osservatorio nazionale buone pratiche sulla sicurezza in sanità. E questo documento rappresenta senz’altro una buona pratica a disposizione di tutti”.

La Regione Emilia Romagna ha approvato il nuovo Piano della prevenzione 2015-2018, lo strumento di riferimento per tutti gli interventi e i programmi che le Aziende sanitarie devono attivare e realizzare nei prossimi anni per tutelare e promuovere la salute di tutti i cittadini della regione. Contiene i provvedimenti per prevenire gli infortuni e le malattie professionali, lo sviluppo dei programmi di screening oncologici, la sorveglianza delle malattie infettive, la prevenzione delle malattie croniche, l’informazione e la sensibilizzazione per favorire l’adesione consapevole ai programmi di vaccinazione. Ma anche le strategie per favorire l’attività fisica in tutte le età, l’educazione all’affettività e alla sessualità, le azioni per diffondere un’alimentazione sana e consapevole, l’attenzione per il benessere dei più giovani, le iniziative per rafforzare le competenze e la consapevolezza nelle persone sulle abitudini e gli stili di vita che possono proteggere la salute. Equità, integrazione, partecipazione sono le parole chiave alla base del Piano che individua obiettivi, criteri e indicatori dei risultati. “La prevenzione è una nostra priorità. E questo Piano è uno strumento moderno che affronta bisogni nuovi con strategie innovative - ha sottolineato l’Assessore alle Politiche per la salute, Sergio Venturi - È molto importante per noi l’attenzione che abbiamo voluto rivolgere alla valutazione dei risultati che saremo capaci di raggiungere, alla verifica del loro impatto sulla salute”. Il Piano infatti individua in modo preciso gli obiettivi, i criteri e gli indicatori per misurare i risultati. Un gruppo di lavoro regionale garantisce il coordinamento e il monitoraggio di tutti i progetti. Quattro gli ambiti di intervento articolati in 68 progetti: ambienti di lavoro, scuola, ambito sanitario (inteso come prevenzione e contrasto dei fattori di rischio nei cittadini e nella comunità, con interventi proattivi da parte dei servizi), comunità (declinata in tre aree: programmi rivolti alla popolazione, interventi per fasce di età, interventi per condizioni specifiche).

Per approfondimenti:


 

Pubblicato in I fatti del mese

Il 15 e 16 giugno presso il Ministero della salute, in via G. Ribotta, 5 a Roma si terrà il Workshop che conclude uno dei progetti di partenariato euro-mediterraneo promossi e finanziati dal Ministero della salute: “Le buone pratiche di prevenzione del fumo tra i giovani nei Paesi del Mediterraneo”. L’obiettivo principale del progetto è stato quello di selezionare e promuovere interventi evidence-based in questa fetta di popolazione ad alto rischio, coinvolgendo Paesi quali Egitto, Turchia, Libano, Marocco e Tunisia. Durante il Workshop, verranno condivise e messe a confronto le best practices che il progetto ha individuato e valorizzato.

Per informazioni:

 

 

 

 

Lunedì, 30 Marzo 2015 00:00

Una rete italiana per la Prevenzione

I fattori di rischio per la nostra salute come l'alimentazione non corretta, la sedentarietà, lo stress da lavoro, l’ipertensione e tutti quelli previsti dal Piano sanitario per la prevenzione (2014-2018) possono essere prevenuti attraverso interventi strategici e azioni concrete di comprovata efficacia. È proprio questa la mission del nuovo Network Italiano per la Evidence-Based Prevention NIEbP (LINK) la Rete italiana per la prevenzione basata su prove di efficacia, coordinata e promossa da Agenas, finanziata dal Ministero della Salute, che si rivolge innanzitutto ai programmatori e agli operatori delle Regioni per la predisposizione dei Piani regionali della prevenzione, ma anche a tutti gli attori che operano nell’area della prevenzione.
Qualora si vogliano programmare interventi e azioni mirate alla promozione della tutela della salute, del benessere individuale e collettivo è possibile rivolgersi a questo Network. Il NIEbP ha raccolto e sintetizzato le migliori prove di efficacia di interventi di prevenzione disponibili nella letteratura scientifica accreditata: un insieme, quindi, di revisioni sistematiche, linee guida e strumenti concreti, organizzati, ordinati e sintetizzati, fattore di rischio per fattore di rischio, e in base al tipo di popolazione.
È possibile quindi consultare il materiale prodotto attraverso uno schema di accesso a Matrice (LINK) ordinata secondo due elementi: il fattore di rischio (in riga) e il tipo di popolazione (in colonna). Ogni cella, individuata da queste due caratteristiche, ad esempio fattore di rischio sovrappeso/obesità e tipo di popolazione bambini/adolescenti, contiene una serie di documenti di sintesi delle evidenze (linee guida, revisioni sistematiche, raccomandazioni) e i collegamenti ai materiali accessori per programmare l’intervento di prevenzione.

Tra i fattori di rischio finora più ricercati e le rispettive strategie di prevenzione da mettere in atto, risultano prevalentemente consultati e scaricati quelli relativi a:

  1. "Alimentazione non corretta" tra tutti i tipi di popolazione
  2. "Sedentarietà/attività fisica" tra i "bambini e adolescenti"
  3. "Fumo di tabacco" tra i "bambini e adolescenti" 
  4. "Stress da lavoro" tra la "popolazione a rischio"

Il Network è costituito dal gruppo di lavoro degli esperti dell’ARS della Regione Toscana, della Cattedra di Igiene dell’Università del Piemonte Orientale e dell’Istituto di Igiene dell’Università Cattolica di Roma organizzato, promosso e coordinato da Agenas, come previsto nell’Azione centrale del Piano Nazionale Prevenzione (PNP) dedicata al Network Italiano per la Evidence Based Prevention - NIEbP (DM 04/04/2011) finanziata dal Ministero della Salute.

Per approfondimenti vi invitiamo a conultare:

 

 

L’indagine sulla salute dell’Istat, “Gravidanza, parto e allattamento al seno”, ci dice che è buona l’assistenza ricevuta dalle donne durante la gravidanza che risulta sempre più medicalizzata; che è aumentata l’attenzione a stili di vita adeguati; che è in aumento l’allattamento al seno; nota dolente è che il ricorso al cesareo resta il più alto in Europa con il 36% dei casi. Ma come stanno le cose prima della gravidanza? Qual è l’attenzione che la coppia che desidera un figlio dedica alla propria salute prima della gestazione? I problemi legati alla riproduzione sono di varia natura e non sono rari: difficoltà a concepire nei tempi desiderati, aborto spontaneo, malattie o complicanze di vario tipo durante la gravidanza, basso peso neonatale dovuto a prematurità…

Ma è possibile ridurre il rischio dei cosiddetti “esiti avversi”? Naturalmente sì, basta pensarci prima, basta prevenire. La prevenzione infatti è l’insieme delle azioni finalizzate ad impedire o ridurre il rischio, ossia la probabilità che si verifichino eventi non desiderati.

Agenas ha dato un primo contributo a queste problematiche presentando il progetto, realizzato con l’Ospedale pediatrico Bambin Gesù, “La salute della coppia prima della gravidanza: conoscere per comunicare”. Obiettivo del workshop, svoltosi presso l’Auditorium del Ministero della Salute, quello di illustrare gli interventi a tutela della salute della coppia che possono essere messi in atto prima della gravidanza e allo stesso tempo verificare come l’uso di Internet possa veicolare, nel modo giusto, questo tipo di informazioni. 

L’incontro si è svolto il 18 novembre scorso, una data non casuale poiché il giorno prima, il 17, si è celebrata la Giornata Mondiale della Prematurità, manifestazione che ha coinvolto più di 60 Paesi con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della prematurità e delle malattie dei neonati. In Italia i bambini che nascono prematuri sono circa 50 mila l’anno e se le cause in parte sono sconosciute, altre possono spesso essere prevenute.

Per questo l’informazione assume un ruolo determinante. “La coppia necessita di essere accompagnata in un percorso informativo ben strutturato – ha infatti sottolineato, tra l’altro, il Direttore di Agenas Francesco Bevere – oltre che mediato da un contatto diretto con gli operatori sanitari, anche attingendo informazioni da siti attendibili e ufficiali”.

Bruno Rusticali, ginecologo, che ha curato il progetto per conto di Agenas ha spiegato che le parole chiave del progetto sono, appunto, prevenzione e comunicazione in quanto si studiano strategie efficaci di comunicazione finalizzate alla salute riproduttiva, un campo dove gli aspetti sono molteplici, complicati e portatori di problematicità di diverso tipo. “Tutte le coppie che prima o poi pensano di avere un bambino - ha aggiunto - desiderano tre cose fondamentali: avere il figlio nel momento più adatto, senza intercorrere in problemi di infertilità o ridotta fertilità, avere un decorso della gravidanza del tutto normale e sereno e soprattutto avere un figlio sano. Purtroppo ciò non si verifica nel 100% dei casi”.

E il workshop ha messo in evidenza come in tema di salute preconcezionale ci sia, soprattutto in Italia, ancora molto da fare poiché sono parole che ancora non appartengono alla nostra cultura e nelle coppie non c’è piena consapevolezza dell’importanza di tale tematica. Il periodo preconcezionale è invece importantissimo per il nascituro perché permette alla futura madre di essere fisicamente pronta a portare a termine una gravidanza senza complicazioni.

I focus group del progetto hanno mostrato come il 59% delle donne non abbia mai consultato il medico nei mesi precedenti la gravidanza per chiedere consigli in merito: la gravidanza è vissuta soprattutto come un evento naturale della vita, che non ha bisogno dell’intervento del medico fino a che non si instaura, inoltre non comunicano a nessuno, ginecologo o medico di famiglia, che stanno cercando di avere un bambino, considerandolo un fatto estremamente privato.

“Se una donna assume acido folico prima della gravidanza, per esempio, riduce il rischio del 72% di anencefalia e spina bifida - afferma Pierpaolo Mastroiacovo, pediatra, Direttore dell'ICBD, International Centre on Birth Defects and Prematurity - e se non fuma riduce il rischio di infertilità di circa il 30%” ed elenca le cinque le strategie più importanti da mettere in atto: aiutare tutti ad avere uno stile di vita salutare; raccomandare a tutti di consultare il proprio medico di fiducia regolarmente; aiutare i giovani a pensare al proprio futuro riproduttivo e tutte le coppie a evitare gravidanze indesiderate o intempestive; fornire informazioni su come evitare i vari “fattori di rischio”, che minacciano la salute riproduttiva e la salute a distanza dei propri figli, in vista di una gravidanza; prescrivere a tutte le donne in età fertile l’assunzione giornaliera di 0.4 mg di acido folico.

Per approfondimenti:

osservatorio buone pratiche

Si è svolto il 18 novembre, presso il Ministero della Salute, il workshop “La salute della coppia prima della gravidanza: conoscere per comunicare”, organizzato da Agenas in collaborazione con l’Ospedale Bambino Gesù, con la Fondazione Irccs Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico Milano e con l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona, nell'ambito del Progetto CCM “Prevenire patologie e disabilità congenite attraverso strategie di comunicazione efficaci”

Obiettivo di questo incontro è stato quello di illustrare quali sono gli interventi di promozione e tutela della salute della coppia prima della gravidanza e discutere su come le tradizionali strategie di comunicazione possano essere migliorate e potenziate attraverso l’uso di internet.

Documentazione

Atti del workshop

Riferimenti

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Atti
Martedì, 28 Gennaio 2014 00:00

Organizzazione dei Servizi Sanitari

Le radicali trasformazioni che hanno interessato le modalità di erogazione dell’assistenza e i rapporti tra il cittadino e le istituzioni richiedono un ripensamento dell’organizzazione dell’attività complessivamente erogata dai servizi sanitari. Si tratta di approntare tutti gli strumenti idonei a far fronte a una fase di cambiamento dell’assetto del sistema sanitario, caratterizzato dallo spostamento del baricentro dall’ospedale al territorio e alla prevenzione per rispondere in modo più efficace, appropriato e sostenibile a nuovi bisogni di salute derivanti principalmente dall’invecchiamento progressivo della popolazione e dall’esponenziale aumento delle cronicità e delle disabilità.

In questo scenario, l’Agenzia è chiamata a svolgere il ruolo di “supporto tecnico-operativo alle politiche di governo condivise tra Stato e Regioni per lo sviluppo e la qualificazione del Servizio sanitario nazionale" (Conferenza unificata 20 settembre 2007). In particolare, Agenas affianca le Regioni nella definizione dei Piani sanitari regionali, analizza le attività di emergenza e ospedaliere e propone la riorganizzazione delle stesse, in coerenza con quanto previsto dalle recenti normative nazionali di riferimento. Per l’assistenza primaria monitora l’organizzazione della rete territoriale e l’area della fragilità e della non autosufficienza, anche attraverso la promozione della diffusione nazionale, regionale e locale dei modelli che abbiano dato buoni risultati. Inoltre, concorre all’approfondimento anche mediante l’attuazione di programmi di ricerca corrente delle problematiche organizzativo-gestionali al fine di proporre soluzioni capaci di migliorare l’efficienza e la qualità dei servizi sanitari.

 

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