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Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali

Ricerca Agenas

Capofila: Agenas

Area di riferimento: Organizzazione Servizi Sanitari

Soggetti partecipanti: Ministero della Salute, Regioni, Aziende Sanitarie Locali, Università ed enti di ricerca, Associazioni pazienti, Società Scientifiche, Operatori della sanità, Formatori per audit clinici, Responsabili del governo clinico, Decisori politici

Abstract

Progetto ha origine in attuazione delle prescrizioni del Patto per la Salute 2014-2016, che prevede la realizzazione, da parte di AGENAS, di uno specifico sistema di monitoraggio che analizzi e valuti l’assistenza territoriale fornita dalle aziende sanitarie, con particolare riguardo alle persone affette da malattie croniche e agli anziani non autosufficienti.
Con questo obiettivo, per una lettura completa dell’assistenza fornita a livello territoriale, sarà necessario integrare le informazioni contenute nei diversi flussi amministrativi correnti (anagrafe assistiti, esenzioni per patologia, schede di dimissione ospedaliera, specialistica ambulatoriale, farmaceutica convenzionata e ad erogazione diretta, emergenza-urgenza e 118, assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale), che costituiscono debito informativo delle aziende nei confronti del governo centrale.
In questo quadro di riferimento, il sistema di monitoraggio AGENAS si arricchirà di un flusso specifico relativo alla cronicità e alla non autosufficienza con una serie di indicatori di alta valenza scientifica e clinica di analisi dell’integrazione ospedale-territorio nella gestione delle persone con bisogni complessi. Il progetto si propone di offrire alle aziende modalità di calcolo delle prevalenze validate con la medicina generale e un set di indicatori che permettono di seguire i percorsi attivati a livello locale con possibilità di confronto con altre realtà locali e di verifica della validità dei propri dati.
 

Output del Progetto
Il progetto prevede la sistematizzazione e l’ottimizzazione del sistema di monitoraggio e la sua diffusione alle diverse aziende sanitarie locali coinvolte, in accordo con il Ministero della Salute e la Commissione Salute, anche attraverso l’utilizzo della community di sviluppo open source del sistema informativo proposto.
Il progetto intende coinvolgere aziende sanitarie di almeno la metà delle regioni italiane, con l’obiettivo di ottenere informazioni confrontabili sull’assistenza territoriale del nostro Paese.
Allo stesso tempo verrà fornito adeguato supporto all’utilizzo della metodologia e degli strumenti a livello locale, attraverso la costituzione di un gruppo AGENAS a sostegno delle realtà partecipanti capace di aggiornare e manutenere i prodotti e di fornire elementi utili agli audit per la governance sanitaria.

Stato della ricerca: in corso

Pubblicato in ricerca

Vigilanza sull’attuazione delle disposizioni contenute nel Patto; monitoraggio, analisi e controllo sull’andamento dei sistemi sanitari regionali con particolare attenzione a qualità, sicurezza, efficacia, efficienza e appropriatezza dei servizi erogati. Monitoraggio dell’andamento e dell’applicazione delle proposte in campo sanitario sulla revisione della spesa sanitaria. E ancora, revisione dei ticket, delle esenzioni e del sistema di remunerazione delle prestazioni sanitarie, nonché nuove funzioni in materia di HTA (Health Technology Assessment). Questi sono alcuni dei compiti attribuiti all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali nel Patto per la Salute 2014 - 2016. Vediamo in sintesi gli articoli riguardanti le funzioni e il ruolo dell’Agenas.

  • Art.2 (Mobilità transfrontaliera) Prevista la partecipazione di Agenas ad un gruppo di lavoro per l’analisi delle norme in materia di mobilità transfrontaliera per un’applicazione omogenea sul territorio e al fine di evitare ricorsi inappropriati alle cure all’estero.
  • Art.5 (Assistenza in emergenza-urgenza territoriale 118) Nell'ambito dell'emergenza-urgenza è stata affidata ad Agenas la definizione del bacino di utenza delle centrali operative 118 in relazione alla disponibilità delle nuove tecnologie informatiche e telefoniche.
  • Art.8 (Revisione disciplina partecipazione alla spesa sanitaria ed esenzioni) Sancita la presenza dell’Agenzia nel gruppo di lavoro per la revisione del sistema della partecipazione alla spesa sanitaria e delle esenzioni che dovrà definire i contenuti della revisione entro il 30 novembre 2014.
  • Art.9 (Sistema di remunerazione delle prestazioni sanitarie) Istituita una Commissione per l’aggiornamento delle tariffe massime per l’assistenza ospedaliera e specialistica ambulatoriale, nonché per l’assistenza protesica, costituita da rappresentanti del Ministero della Salute, del MEF, della Conferenza delle Regioni e Province Autonome e dell’Agenas.
  • Art.10 (Comitato per la verifica dei Livelli Essenziali di Assistenza) Nel confermare i compiti e le funzioni attribuite dalla legislazione vigente al Comitato per la verifica dei Lea, si precisa che le attività del comitato sono svolte avvalendosi degli strumenti e degli esiti del NSIS e del supporto dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali.
  • Art.12 (Piani di riorganizzazione, riqualificazione e rafforzamento dei servizi sanitari regionali) Prevista una modifica legislativa all’articolo 1, comma 796, lettera b), della legge 27 dicembre 2006, n.296, all’ultimo periodo le parole: "II Ministero della Salute, di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze", sono sostituite dalle seguenti: "Il Ministero della Salute, anche avvalendosi del supporto tecnico-operativo dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari, di concerto con il Ministero dell'economia e delle Finanze”. Si stabilisce, inoltre, che spetta all’Agenas il sistema di monitoraggio, analisi e controllo dell'andamento dei singoli Sistemi sanitari regionali, per rilevare in via preventiva eventuali e significativi scostamenti delle performance delle Aziende sanitarie dei Sistemi sanitari regionali, in termini di qualità, quantità, sicurezza, efficacia, efficienza, appropriatezza ed equità dei servizi erogati.
  • Art.23 (Assistenza Farmaceutica) Disciplinata la partecipazione dell’Agenas al tavolo di monitoraggio permanente sull’attuazione delle disposizioni contenute nel Patto in materia di assistenza farmaceutica ed elaborazione di proposte aggiuntive per il raggiungimento degli obiettivi sulla base dei dati analitici messi a disposizione da AIFA.
  • Art.26 (Creazione di un modello istituzionale di HTA) Presenza dell’Agenzia nella Cabina di regia chiamata a garantire l'azione coordinata dei livelli nazionali, regionali e delle aziende accreditate del SSN per il governo dei consumi dei dispositivi medici a tutela dell'unitarietà del sistema, della sicurezza nell'uso delle tecnologie e della salute dei cittadini. E inoltre, affidamento del coordinamento per la promozione del Programma Nazionale di HTA dei dispositivi medici.
  • Art.28 (Cabina di regia per il monitoraggio del Patto) È istituito presso l’Agenas un Tavolo tecnico interistituzionale a supporto del Tavolo politico per il monitoraggio e l’attuazione di tutte le disposizioni contenute nel presente Patto. A tale Tavolo è demandato anche il monitoraggio dell'andamento e dell'applicazione delle misure di revisione della spesa in campo sanitario individuate dal Governo.

Per approfondimenti:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Distretto ha subito nel corso degli anni un’evoluzione che lo ha portato ad essere configurato come un “sistema integrato di unità organizzative che interagiscono per realizzare le finalità dell’assistenza primaria”. Tale evoluzione nasce dalla necessità di offrire una risposta più adeguata a un bisogno di salute in una fase di profonda trasformazione, in cui il baricentro del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) si va spostando sempre più dall’ospedale al territorio. Con il D. Lgs. n. 229/1999, il Distretto ha assunto il ruolo di struttura operativa dell’Azienda Sanitaria Locale (ASL) deputata a contribuire alla garanzia dei Livelli Essenziali di Assistenza riferibili al sistema della primary health care, che si traduce principalmente nella proposizione, attuazione e verifica del processo organizzativo di presa in carico istituzionale e nella realizzazione della continuità assistenziale per pazienti cronici e con bisogni assistenziali complessi.

Al fine di comprendere meglio l’evoluzione del Distretto e in seguito all’indagine effettuata negli anni 2005-2006, l’Agenas nel 2010 ha effettuato - in collaborazione con l’Università Cattolica del S. Cuore di Roma, la Confederazione delle Associazioni Regionali di Distretto (CARD) e i referenti di ciascuna Regione e Provincia Autonoma - una nuova indagine, con l’obiettivo di ottenere una fotografia aggiornata della rete distrettuale, affrontando alcuni aspetti organizzativi connessi ad un’organizzazione complessa formata da un’articolata rete di professionisti e servizi.

681 Distretti sanitari sul totale dei 711 attivati al 31.12.2009 nelle Regioni e Province Autonome hanno partecipato alla rilevazione, con un’adesione quasi totale (96%), consentendo di ottenere informazioni su:

  • caratteristiche generali dei Distretti (contesto territoriale e caratteristiche organizzative);
  • programmazione e integrazione sociosanitaria nel Distretto;
  • centralità del cittadino e della comunità nel Distretto
  • funzioni del Distretto nell’accesso dei cittadini ai servizi e attori fondamentali dell’assistenza primaria;
  • analisi delle relazioni tra alcuni aspetti salienti dell’indagine.

Lo strumento adottato per la ricognizione di tipo censuario è stato un questionario elaborato dalla Sezione OSS con la collaborazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, successivamente validato da un team di esperti in materia di assistenza territoriale. Le domande del questionario sono state strutturate sulla base di quattro indicatori di collaborazione tra professionisti all’interno di organizzazioni sanitarie, secondo il modello D’Amour et al (BMC Health Service Research 2008; 8:188): governance, rapporti formali, obiettivi condivisi e vision, rapporti interni.

I risultati sono stati presentati in occasione del Convegno “La rete dei Distretti sanitari in Italia” tenutosi a Roma il 30 marzo 2011, e sono stati pubblicati in un numero monografico di Monitor contenente, oltre al report finale dell’Indagine, anche contributi di esperti e di referenti regionali.

Grazie a tale indagine, l’Agenas ha ricevuto il prestigioso Premio di “Eccellenza nei Public Affairs 2011" da parte della Giuria dei Public Affairs Award.

Allegati:
Quaderni di Monitor La rete dei distretti sanitari in Italia (PDF - 3.55 mb)

L’obiettivo della ricerca era effettuare una fotografia relativamente dettagliata di un sistema distrettuale in continuo cambiamento, caratterizzato da valori, aspettative e funzioni molto ampie, con particolare riferimento all’assistenza primaria, risalendo quindi ai principi della Conferenza di Alma Ata del 1978 e ai connessi contenuti ripresi nella legge n. 833/1978 istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Ne era emersa una definizione e un’articolazione ampiamente diversificata a livello locale, come atteso e anche previsto dalle norme, diversità connaturate alla necessità del Distretto di inserirsi nella comunità locale e di rispondere alle esigenze specifiche della popolazione.

L’Indagine si sviluppava in un questionario (PDF - 277 kb) di 31 domande, spesso articolate in più sottoquesiti, con focalizzazione sugli aspetti istituzionali e di livello aziendale, individuati a partire dalle indicazioni normative in materia (D. Lgs. n. 502/92 e s.m.i.), cercando una chiarezza nelle funzioni assegnate al Distretto, nell’organizzazione posta a sostegno delle funzioni e attività e nelle responsabilità attribuite al Direttore di Distretto.

Si aggiungeva un quadro di domande sui Livelli Essenziali di Assistenza, volte ad identificare la responsabilità del Distretto nella gestione dei servizi rientranti nel LEA “Assistenza distrettuale” e, in particolare, se al Distretto era affidata la governance di questi aspetti, se la stessa era condivisa con altri soggetti istituzionali dell’Azienda sanitaria oppure se gli stessi erano gestiti solo marginalmente dal Distretto.

Lo svolgimento dell’Indagine si era rivelato molto articolato e anche complesso, con esiti positivi di consenso (tasso di risposta del 79%) e segnali importanti di sviluppo della realtà distrettuale, quali: la diffusa configurazione del Distretto come struttura complessa; l’adozione di precisi strumenti di programmazione delle attività; la definizione di ambiti territoriali non parcellizzati, con una media nazionale di popolazione di riferimento di 45.000 abitanti.

Altre risposte erano risultate meno chiare o di difficile interpretazione, quali la scarsa autonomia economico-finanziaria (i cui contenuti non sono sempre stati univoci) rispetto ad un’ampia configurazione del Distretto come centro di responsabilità e come struttura complessa; la difficoltà di identificare lo strumento utilizzato in modo “prevalente” per garantire l’integrazione sociosanitaria, per la diffusa presenza di più modalità (tra cui accordo di programma, delega, consorzio). In ogni caso, l’osservazione sullo stato dell’arte del Distretto, delle sue relazioni con la struttura organizzativa e con lo sviluppo di strumenti manageriali all’interno delle aziende sanitarie ha consentito di comprendere meglio l’evoluzione del Distretto, oltre ai punti di condivisione e di lontananza rispetto alla principale normativa di riferimento (D. Lgs. n. 229/99; Piani Sanitari Nazionali; DPCM 29.11.2001 sui Livelli Essenziali di Assistenza).

Ne è risultato un profilo di Distretto che cominciava a connotarsi anche in chiave aziendalistica, utilizzando strumenti di programmazione, responsabilizzazione e controllo, ma rimaneva ancora un organismo “debole” da un punto di vista della governance diretta sulle funzioni teoricamente attribuite, in particolare rispetto alle attività e ai servizi correlati al livello di assistenza distrettuale.

Una responsabilità piena e diretta del Distretto risultava superiore al 50% dei casi solo rispetto all’assistenza domiciliare, mentre saliva all’80% rispetto all’organizzazione dell’unità di valutazione multidimensionale e al piano di assistenza individuale. Molte altre attività risultavano svolte in modo condiviso tra Distretto e altre strutture aziendali, mentre la responsabilità diretta del Distretto appariva relativamente bassa anche in aree di particolare rilievo, quali: il controllo della spesa farmaceutica; l’erogazione di servizi di assistenza integrativa; il coordinamento dell’assistenza specialistica ambulatoriale (area che risulta ancora fortemente collegata all’ambito ospedaliero).

Si rilevava, inoltre, un ruolo del Distretto ancora da sviluppare pienamente rispetto alla cronicità, in particolare nella gestione degli accessi e del percorso di assistenza in ambito domiciliare e residenziale. Molto interessanti anche gli aspetti della partecipazione dei cittadini alle attività del Distretto, che trovavano strade diverse e, in particolare, univano alla “carta dei servizi” la costituzione di comitati misti o l’attivazione di incontri periodici con le associazioni di cittadinanza, fino ad alcune esperienze di tavoli di confronto e monitoraggio e di programmi di customer satisfaction. Un riferimento era stato fatto anche sul rapporto con i medici di medicina generale nel Distretto (curato più specificamente in altre indagini del Ministero della Salute negli stessi anni 2005-06), affrontato nell’Indagine unicamente rispetto alla presenza di programmi di coinvolgimento dei medici in percorsi di assistenza (con un risultato positivo quasi univoco: 96% di coinvolgimento) e della partecipazione dei Distretti alla definizione degli accordi aziendali per la medicina generale (presente nel 54% dei casi).

I risultati della ricerca sono contenuti in un report finale.

Martedì, 28 Gennaio 2014 18:18

Distretti e assistenza territoriale

Il Distretto ha, nel tempo, mutato ruolo e funzione subendo un’evoluzione che lo ha portato ad essere configurato come un “sistema integrato di unità organizzative che interagiscono per realizzare le finalità dell’assistenza primaria”. Tale evoluzione nasce dalla necessità di offrire una risposta più adeguata a un bisogno di salute in una fase di profonda trasformazione, in cui il baricentro del Servizio sanitario nazionale (SSN) si va spostando sempre più dall’ospedale al territorio.

L’area funzionale Organizzazione dei servizi sanitari segue da molti anni la tematica dell’assistenza territoriale e ha effettuato numerosi studi sulla programmazione nazionale e regionale in materia, nonché indagini sullo stato di attuazione dei Distretti in Italia.

APPROFONDIMENTI NORMATIVI

INDAGINI

ARCHIVIO

Martedì, 28 Gennaio 2014 16:29

Piani Sanitari Regionali vigenti

Agenas affianca le Regioni nella definizione dei Piani Sanitari Regionali, valutandone la coerenza con gli indirizzi del Piano Sanitario Nazionale.

Si invità alla consultazione della Lettura ragionata dei Piani Sanitari Regionali  (PDF 584 kb) a cura dell'Area Funzionale Organizzazione dei Servizi Sanitari.

PIANI SANITARI REGIONALI VIGENTI:

Piemonte Piano Socio Sanitario Regionale 2012-2015 (PDF - 659 kb)
Valle d'Aosta Piano Regionale per la Salute e il Benessere Sociale 2011-2013 (PDF - 1.75 mb)
Lombardia Piano Socio Sanitario Regionale 2010-2014 (PDF - 659 kb)
Regole di gestione per gli esercizi 2011-2012-2013 (PDF - 318 kb, 1.24 mb, 676 kb)
Toscana Piano Sanitario e Sociale Integrato 2012-2015 (PDF - 2.15 mb)
Umbria Piano Sanitario Regionale 2009-2011 (PDF - 1.91 mb)
Veneto Piano Socio-Sanitario Regionale 2012-2016 (PDF - 2.04 mb)
Friuli Venezia Giulia Piano Socio-Sanitario Regionale 2012-2016 (PDF - 509 kb)
Liguria Piano Socio Sanitario Regionale 2009-2011 (PDF - 1.98 mb)
P.A. Bolzano Piano Sanitario Provinciale 2000-2002 (PDF - 1.06 mb)
P.A. Trento Piano Provinciale per la tutela della salute 2010 (PDF - 138 kb)
Emilia Romagna Piano sociale e sanitario 2008-2010 (PDF - 138 kb)
Marche Piano Socio Sanitario Regionale 2012-2014 (PDF - 4.19 mb)
Linee di attuazione e implementazione del PSSR 2012-2014 (PDF - 4.2 mb)
Lazio Piano Sanitario Regionale 2010-2012 (PDF - 7 mb)
Abruzzo Piano sanitario regionale 2008–2010 (PDF - 3.29 mb)
Campania Piano Sanitario Regionale 2011-2013 (PDF - 2.58 mb)
Molise Piano Sanitario Regionale 2013-2015 (PDF - 8.32 mb)
Basilicata Piano Sanitario Regionale 2012-2015 (PDF - 7.91 mb)
Puglia Piano Regionale di Salute 2008-2010 (PDF - 10.5 mb)
Calabria Piano Regionale per la Salute 2004-2006 (PDF - 243 kb)
Sicilia Piano Sanitario Regionale 2011-2013 (PDF - 1.52 mb)
Sardegna Piano Sanitario Regionale 2006-2008 (PDF - 1.08 mb)

 

Martedì, 28 Gennaio 2014 15:44

Programmazione sanitaria e PSR

Alla luce delle recenti normative nazionali che investono la medicina territoriale di nuovi e maggiori oneri, prevedendo forme organizzative complesse della Medicina Generale, obiettivo di Agenas è quello di fornire una risposta adeguata ai nuovi bisogni sanitari.

In ottemperanza ai compiti attribuiti dalla Conferenza Unificata del 2007, Agenas ha effettuato numerosi studi, programmi di ricerche e indagini sulla programmazione nazionale e regionale.

In particolare, è stato indagato lo stato dell’arte e l’evoluzione del Distretto, divenuto “un sistema integrato di unità organizzative che interagiscono per realizzare le finalità dell’assistenza primaria”.

Inoltre, ha collaborato al percorso di confronto, studi e ricerche organizzato e svolto dal gruppo di lavoro nazionale della società Italiana per la Qualità nell’Assistenza Sanitaria (SIQuAS) sui temi della qualità nell’integrazione socio-sanitaria e socio-assistenziale per pervenire a una nuova raccomandazione sul tema.

Sempre su questi temi Agenas svolge un lavoro di ricognizione e analisi della programmazione nazionale e delle principali normative regionali sull’organizzazione dei servizi e interventi a favore dei soggetti fragili e non autosufficienti. In particolare, lo studio riguarda l’istituzione dei Fondi sulla non autosufficienza e sul loro sviluppo a livello locale, evidenziando le scelte programmatorie nell’organizzazione dei servizi e interventi delle Regioni che lo hanno disciplinato e finanziato al fine di supportare le famiglie che prendono in carico una persona non autosufficiente anziana o disabile (su questo vai all’area tematica sulla Non autosufficienza (LINK))