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Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali

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Capofila: Agenas

Area di riferimento: Lea - Spesa Performance

Abstract:

Nell’ambito delle attività di supporto alle regioni che AGENAS realizza in attuazione del mandato istituzionale previsto dalla normativa, la conoscenza dei sistemi regionali di finanziamento delle funzioni e di remunerazione delle prestazioni sanitarie costituiscono un ambito di attività di notevole rilevanza.
Tuttavia, la normativa relativa ai sistemi di finanziamento e di remunerazione è in continua evoluzione, sia a livello centrale sia a livello regionale.
Il Progetto prevede, quindi, il costante monitoraggio della normativa nazionale e regionale, con un focus di indagine sui differenti modelli adottati e la relativa evoluzione, svolgendo il relativo benchmark e valutandone l’impatto economico.

Obiettivi generali del progetto sono:

1) ricognizione e analisi della normativa regionale relativa a:

  • remunerazione tariffaria delle singole tipologie di prestazioni sanitarie tariffate (ricoveri, prestazioni specialistiche ambulatoriali, ricoveri presso strutture residenziali extraospedaliere);
  • finanziamento delle funzioni assistenziali.

2) benchmark tra i diversi modelli regionali.

Output del Progetto:

Al termine del progetto saranno disponibili:

  • documenti annuali relativi alla ricognizione e analisi della normativa regionale riguardante le singole tipologie di prestazioni (ricoveri ospedalieri, prestazioni specialistiche ambulatoriali, ricoveri presso strutture residenziali extraospedaliere, ecc.) e al finanziamento delle funzioni assistenziali;
  • documenti annuali di benchmark tra i diversi modelli regionali.

Stato della ricerca: in corso

Pubblicato in ricerca
Brochure

Il boom di visite sul sito dell’Agenzia conferma l’interesse dell’opinione pubblica e degli utenti più esperti nei confronti del recente rapporto Agenas sull’andamento della spesa sanitaria nel periodo 2008-2014. Si ricorda che lo studio, ricavato dai Conti economici consuntivi compilati dalle Regioni e inseriti sul Nuovo sistema informativo sanitario (Nsis) del Ministero della Salute, rende evidente un cambio di tendenza nell’andamento della spesa sanitaria nazionale che cresce nel 2014 dello 0,89% rispetto al 2013. È tuttavia rilevante evidenziare che, pur in presenza di una crescita della spesa sanitaria, prosegue invece il trend in diminuzione dei disavanzi regionali. Restano disponibili sul sito Agenas i dati, suddivisi per regione, relativi al Conto economico consuntivo 2014 di Aziende ospedaliere (AO), Aziende ospedaliere universitarie (AOU) e Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) pubblici che hanno registrato in soli 7 giorni oltre 400 visite.
Infine, è importante sottolineare che lo studio rientra tra i principali obiettivi dell’azione di Agenas per il monitoraggio della spesa, ossia fornire elementi utili e un’ampia base informativa alle Regioni, consentendo loro di effettuare valutazioni sulla propria situazione economica, anche attraverso un confronto con le altre Regioni.

Per approfondimenti:

 

 

Sono disponibili i dati, suddivisi per regione, relativi al conto economico consuntivo 2014 di Aziende ospedaliere (AO), Aziende ospedaliere universitarie (AOU) e Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) pubblici.

 

 

 

 

 

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È on line l’aggiornamento dei dati sulla spesa sanitaria nazionale e regionale relativi al periodo 2008-2014, con particolare attenzione alle voci di costo che hanno maggiormente inciso sull’andamento della spesa e ai disavanzi regionali. Lo studio s’incentra sull’analisi dei dati ricavati dai Conti Economici (CE) consuntivi compilati dalle Regioni stesse e inseriti sul Nuovo Sistema Informativo Sanitario (NSIS) del Ministero della Salute. Rispetto al precedente aggiornamento, il lavoro presenta ulteriori elementi di analisi, quali la spesa per Livelli Essenziali di Assistenza basata sui modelli LA prodotti dalle Regioni e l’andamento nel tempo della mobilità passiva.
In particolare, una prima analisi dei fenomeni più significativi evidenzia una crescita nel 2014 della spesa sanitaria dello 0,89% rispetto al 2013, segnando un’inversione di tendenza rispetto agli anni 2008-2013, che registravano un trend in diminuzione. I costi che hanno inciso maggiormente sono stati: prodotti farmaceutici ed emoderivati (+7,09%), dispositivi medici (3,41%), manutenzioni e riparazioni (+5,62%).
Per quel che riguarda la mobilità passiva, si conferma il trend in crescita con un costo pari a circa 3,8 miliardi di euro l’anno.
Mentre l’analisi del finanziamento della spesa sanitaria rileva un aumento del Fondo sanitario nazionale che dal 2008 al 2014 cresce del 9%. Per quel che riguarda invece le entrate proprie, la compartecipazione alla spesa (ticket) si conferma la voce principale con una crescita del 26% dal 2008 al 2014.
Inoltre, la spesa per Livelli Essenziali di Assistenza indica che l’assistenza ospedaliera passa dal 48,16% del 2008 al 44,72% del 2013; quella per l’assistenza distrettuale passa dal 47,51% del 2008 al 51,09% del 2013; mentre la prevenzione rimane stabile intorno al 4%.
Va specificato che pur in presenza di una crescita della spesa sanitaria, non si arresta il trend in diminuzione dei disavanzi regionali. Il sistema sanitario nazionale, dopo le coperture registra un avanzo di circa 600 milioni di euro.

L’attività di Agenas in questo settore nasce dalla partecipazione dell’Agenzia ai tavoli di monitoraggio, in particolare al tavolo di verifica degli adempimenti regionali (Ministero dell’Economia e delle Finanze) congiuntamente al comitato LEA (Ministero della Salute) e segue la metodologia utilizzata dal MEF e dal Ministero della Salute per l’analisi dell’andamento della spesa. Un’attività di monitoraggio che vuole fornire elementi utili e una base informativa ampia alle Regioni, che in tal modo, possono effettuare valutazioni sulla propria situazione economica, anche attraverso un confronto con le altre Regioni.

 

Natalia Di Vivo, Responsabile Monitoraggio Spesa Sanitaria

 

 

 

 

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Nel 2013 a livello europeo la salute è rimasta la seconda voce della spesa pubblica, dopo la protezione sociale (pensioni, sussidi di disabilità, disoccupazione) che si attesta al 19,6% per un totale di 2644 miliardi, con una media spesa da ogni Stato del 7,2% del Pil. Il valore è lo stesso di quello rilevato nel 2012. Lo stabilisce l’Eurostat nel rapporto “Government expenditure by function”.
Per quanto riguarda i diversi settori i servizi ospedalieri rappresentano la quota maggiore con il 3,5%. Seguono i servizi ambulatoriali con il 2,2% e i prodotti medicali, apparecchi e attrezzature per l’1%.
Lo Stato che ha destinato alla salute la più grande quantità di spesa è la Danimarca (8,7% del Pil ), seguita da Finlandia (8,4% ), Olanda (8,3%) e Francia (8,1% ). Tra gli Stati che hanno speso meno, Cipro (3,1% ) e Lettonia (3,6%). L’Italia, con una spesa del 7,2% del Pil, si è collocata nella media dell’Europa a 28.
Nel rapporto viene anche esaminata la percentuale di spesa pubblica destinata alla salute, che si attesta in media in Ue attorno al 14,8%. L’Italia, con il 14,1%, rimane leggermente sotto la media.

Pubblicato in I fatti del mese

La spesa sanitaria nel 2014 è di 111 mld, un aumento dello 0,9% rispetto al 2013 e si è mantenuta al di sotto del tasso di variazione del Pil nominale confermando il processo di stabilizzazione intorno al 7% in rapporto al Pil. Le perdite si dimezzano passando dai 1,6 miliardi del 2013 a poco meno di 770 milioni. Aumentano dell’1,1% i ticket sanitari che arrivano a quota 2,95 mld: crescita dovuta a quello farmaceutico, salito del 4,5%, sceso invece quello per la specialistica del 2,2% (1,4 mld) e salito del 25% quello del pronto soccorso. In crescita i costi di beni e servizi che ammontano a 33,7 mld (+2,5%). Aumentano inoltre le spese per l’assistenza generica, specialistica e per il privato.

Questi alcuni dei dati che emergono dal “Rapporto 2015 sul coordinamento della finanza pubblica” della Corte dei Conti. E se sono stati confermati i progressi nel riassorbimento degli squilibri finanziari in sanità “il solo parziale successo delle misure di contenimento dei costi introdotte dal Dl 95/2012, segnala da un lato, il persistere di limiti nell’appropriatezza e nell’organizzazione dell’offerta sanitaria e dall’altro la difficoltà di intervenire su elementi importanti dell’offerta sanitaria senza rischiare di aggravare, almeno nel breve periodo, le ripercussioni che il risanamento finanziario sta producendo in termini di qualità dei servizi resi”.

La Corte rileva come il settore sanitario si trovi di fronte a scelte ancora impegnative anche dal punto di vista finanziario e “deve sostenere costi crescenti per garantire l’accesso a farmaci e tecniche di cura innovative e offrire adeguata assistenza ad una popolazione sempre più longeva. La programmazione di risorse contenuta nel Patto, pur rivista in riduzione a fronte delle esigenze finanziarie, poteva consentire di affrontare con più facilità la riscrittura di regole importanti per dare nuove certezze per il funzionamento del sistema (revisione Lea, finanziamento delle strutture sanitarie, revisione dei criteri di riparto delle risorse tra regioni, revisione delle compartecipazioni alla spesa, un ripensamento delle esenzioni) che il nuovo Patto ha posto al centro dell’agenda del governo del settore”.

E infine avverte “tardare nel rispondere a questi temi può rischiare di incidere negativamente sulla aspettative della popolazione e di alimentare nuovi squilibri”.

Per approfondimenti:

 

 

 

 

 

Pubblicato in I fatti del mese

Per i bilanci regionali sanitari, il 2014 è stata una buona annata. Il risultato di gestione del CE consolidato regionale riferito al IV trimestre 2014 dopo le risorse aggiuntive da bilancio regionale non lascia dubbi al riguardo: i bilanci chiudono in positivo (vedi tabella PDF). Si specifica, infatti che, per le Regioni a Statuto autonomo, Sicilia esclusa, le perdite sono soltanto figurative, in quanto per legge provvedono al finanziamento sanitario con risorse provenienti interamente dal proprio bilancio. Per quel che concerne la Regione Liguria - come da nota nella tabella - la legge regionale prevede tempi diversi per la copertura del disavanzo, che pur essendo già stanziata, è contabilizzata nel bilancio consuntivo. Fatta eccezione per il Molise, tutte le Regioni hanno chiuso nel 2014 il bilancio in attivo. Non solo, alcune Regioni hanno potuto liberare risorse, finora impegnate per garantire la copertura dei Lea, destinandole ad altre voci del bilancio regionale. Va inoltre evidenziato che le Regioni sottoposte a Piano di rientro, nel IV trimestre 2013, escluso l’Abruzzo che già era in avanzo, presentavano ancora dei disavanzi.

Pubblichiamo, inoltre, in allegato i costi del CE consuntivo 2013 e i costi IV trimestre 2014, inseriti nel Nuovo sistema informativo sanitario del Ministero della salute. Si precisa che i suddetti dati, non prendendo in considerazione i costi relativi agli ammortamenti, alle perdite su crediti, alle svalutazioni, al differenziale tariffe TUC e alla mobilità passiva, non vogliono essere rappresentativi dell’andamento della spesa sanitaria.

Gli ultimi dati pubblicati sulla spesa sanitaria:

Area "Monitoraggio della spesa sanitaria" sul sito Agenas  (LINK)

 

 

L’attività di monitoraggio dei conti della sanità si è progressivamente ampliata e potenziata, grazie al miglioramento degli strumenti di analisi e di verifica, al potenziamento delle basi dati e ad una più efficiente e trasparente rendicontazione contabile. Sul sito Agenas viene ora pubblicato il lavoro, realizzato dall’Area Monitoraggio spesa sanitaria dell'Agenzia, che analizza e illustra i dati di spesa corrente dei servizi sanitari regionali e nazionale dal 2008 al 2013, ricavati dei Conti Economici consuntivi compilati dalle Regioni stesse e presenti sul Sistema Informativo Nazionale (NSIS) del Ministero della Salute.

Il sistema di aggregazione utilizzato nello studio è conforme a quello utilizzato per il monitoraggio dal tavolo di verifica degli adempimenti regionali, istituito presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze. I risultati di esercizio rappresentati sono dati dalla differenza tra i valori di spesa e di finanziamento presenti sui CE e possono divergere dalle risultanze del tavolo per i diversi criteri di valutazione delle iscrizioni contabili fatte dal tavolo stesso. Fino all’anno 2010, ad esempio, la voce relativa agli ammortamenti non era inclusa nell’aggregato di spesa preso a riferimento dal Tavolo di verifica, in relazione all’estrema differenziazione dei criteri contabili adottati dalle Regioni.

La spesa sanitaria corrente prende in considerazione solamente la spesa degli enti che producono servizi sanitari controllati dalle Regioni e ricompresi nei rispettivi Servizi sanitari regionali: le ASL, le Aziende Ospedaliere, gli IRCCS e i Policlinici Universitari.

La spesa sanitaria corrente rileva, inoltre, i costi sostenuti nell’anno in corso dagli enti oggetto di rilevazione secondo il principio della competenza economica, consolidati a livello regionale.

Il documento:

 

 

Le prestazioni specialistiche ambulatoriali a carico del Servizio sanitario nazionale sono indicate dal Decreto ministeriale 22 luglio 1996 “Prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale erogabili nell’ambito del Servizio sanitario nazionale e relative tariffe” e queste ultime sono indicate dal Decreto ministeriale 18 ottobre 2012 “Remunerazione prestazioni di assistenza ospedaliera per acuti, assistenza ospedaliera di riabilitazione e di lungodegenza post acuzie e di assistenza specialistica ambulatoriale”.

Nel periodo intercorso dall’ultima revisione del nomenclatore nazionale ciascuna Regione ha autonomamente aggiornato il proprio, sia prevedendo l’introduzione, la modifica o l’eliminazione di singole prestazioni sia stabilendo proprie tariffe.

Ritenendo utile la conoscenza e la valutazione delle politiche locali, è stato effettuato il confronto tra il nomenclatore tariffario nazionale ex DM 18.10.2012 e i nomenclatori tariffari regionali approvati dalle Regioni al 31 ottobre 2014, limitatamente alle prestazioni di cui al nomenclatore ex DM 22.07.1996.

 

 

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