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Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali

Applicazione diffusa priorita' cliniche alle prestazioni specialistiche

Ricerca Agenas

Capofila: Agenas

Stakeholder: Società Scientifiche medici specialistici, Società Scientifiche MMG, Conferenza Stato-Regioni,Ass. Sanità Regioni e PA, ASL e AO individuate da Regioni e PA

Area di riferimento: Qualita' e Accreditamento

Abstract:

Nell’ambito dell’erogazione di prestazioni specialistiche ambulatoriali, si ritiene utile la diffusione, all’interno delle ASL e in generale delle aziende fornitrici di questa tipologia di offerta, di un modello di lavoro basato sulle priorità cliniche come sistema di governo dell’accesso alle prestazioni. A livello nazionale è considerato modello di riferimento il RAO (raggruppamenti di attesa omogenei) che risulta il più diffuso nelle diverse realtà regionali. Il modello è caratterizzato dalla definizione di parole chiave per ciascun gruppo di priorità clinica, omogeneo per l’attesa attribuita al paziente in lista. Le parole chiave cliniche e i corrispondenti limiti massimi di attesa sono definiti con il coinvolgimento partecipato dei medici delle cure primarie (MMG) e delle cure secondarie (specialisti ospedalieri e convenzionati). Con questo progetto ci si propone di consolidare il modello nelle ASL che lo hanno già attivato e di supportarne la diffusione.
La realizzazione del progetto consentirà, quindi, di sistematizzare le modalità di accesso alle prestazioni specialistiche ambulatoriali, sulla base di specifici criteri clinici, rendendo in questo modo confrontabili le diverse ASL che applicano il modello.

Output del Progetto:

In dettaglio le attività previste avranno come obiettivi:

  • Utilizzo di un linguaggio comune per i tempi di attesa massima garantita a specifiche categorie di priorità clinica, in coerenza con gli accordi della Conferenza Stato Regioni sul tema dell’accessibilità e dei tempi di attesa;
  • Applicazione delle categorie di attesa massima garantita per priorità clinica per alcune prestazioni “pilota” comuni sul territorio nazionale;
  • Monitoraggio sistematico da parte delle ASL delle percentuali di pazienti prenotati nel tempo di attesa massimo garantito;
  • Rispetto degli standard di qualità assegnati alle singole categorie di attesa;
  • Miglioramento della qualità percepita da parte dei cittadini e da parte dei MMG;
  • Riduzione delle segnalazioni di protesta dei pazienti per criticità nell’accessibilità (liste di attesa eccessive) alle prestazioni prenotate secondo priorità.

Stato della ricerca: in corso

Letto 3260 volte Ultima modifica il Venerdì, 01 Aprile 2016 19:55