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Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali

Alimentazione e nutrizione: il mese della formazione del Policlinico Umberto I di Roma

Per il Policlinico Umberto I di Roma giugno è il mese della formazione per i professionisti del sistema salute. "Fisiologia e patologia dell’alimentazione e della nutrizione dal bambino all’adulto" è il tema dell’evento giunto quest'anno alla IV edizione e svoltosi con il patrocinio di Expo 2015. Una scelta dettata dalla consapevolezza che una particolare attenzione deve essere rivolta alle tematiche nutrizionali da parte degli operatori e delle strutture sanitarie, poiché la conoscenza degli aspetti biochimici, fisiopatologici e clinici relativi a questi temi è indispensabile per poter affrontare al meglio patologie che presentano ricadute importanti in termini funzionali, di qualità di vita e mortalità.

Quest’anno per la prima volta il Policlinico ha voluto dedicare ai giornalisti una giornata di sensibilizzazione sull’importanza dell’alimentazione dal titolo “Cibo e Comunicazione”. “Si tratta di fare informazione agli operatori stessi dell’informazione - ha chiosato la professoressa Polimeni, responsabile scientifica - L’obiettivo è quello di condividere con tutti gli attori le informazioni in maniera efficace, rispondendo alle aspettative e ai bisogni di salute dei cittadini”. È stato evidenziato come la comunicazione abbia spostato la sensibilità dei cittadini verso l’adozione di stili di vita migliori. E se nel passato la società era strutturata sul principio dell’accumulazione, nel tempo moderno si dà più importanza alla qualità, e la corretta informazione deve aiutare a “scegliere” affinché la qualità diventi patrimonio di tutti. Il mese della formazione è stato poi declinato in una serie di incontri e convegni sulla nutrizione umana, la dieta ospedaliera, il cibo e i bambini, la qualità degli alimenti nella ristorazione ospedaliera, gli aspetti assistenziali nella gestione del paziente malnutrito.

La sicurezza alimentare e la ristorazione ospedaliera

Riflettori puntati sulla sicurezza alimentare, cioè la garanzia che un alimento non causerà danno dopo che è stato preparato e/o consumato secondo l’uso a cui esso è destinato. La sicurezza del cibo rappresenta uno degli interessi primari della popolazione, per questa ragione coinvolge in modo trasversale e con ruoli diversi le istituzioni, i consumatori, i produttori e il mondo scientifico ed è centrale per i servizi di ristorazione ospedaliera e assistenziale in considerazione della vulnerabilità dei pazienti e della gravità delle possibili conseguenze.

Le “Linee guida di indirizzo nazionale per la ristorazione ospedaliera ed assistenziale” (2011) del Ministero della salute, ribadendo l’orientamento del Consiglio d’Europa, riconoscono la ristorazione quale parte essenziale delle cure fornite al paziente, integrante degli interventi terapeutici e riabilitativi. L’alimentazione può costituire fattore di rischio per numerose patologie, poiché la malnutrizione, spesso presente già all’inizio del ricovero del paziente, aumenta durante la degenza, particolarmente negli anziani e nei lungodegenti, e comporta elevati costi, sia diretti (correlati alla patologia) sia indiretti (aumentata vulnerabilità alla malattia, ricoveri ripetuti, ecc.).

Le linee guida sottolineano come la situazione italiana della ristorazione ospedaliera veda una disomogeneità particolarmente marcata tra le Regioni e, spesso, nell’ambito della stessa Regione, tra le diverse strutture. Una disomogeneità che si manifesta sia a livello di qualità nutrizionale, sia nell’approccio alle varie problematiche quali ad esempio modalità di distribuzione del pasto, il livello di conoscenza degli operatori, figure professionali impiegate, diversa consapevolezza del ruolo dell’alimentazione nella promozione della salute.

Da non sottovalutare inoltre i dati che dicono di un numero non insignificante di pazienti - dal 25 al 34% e il valore è valido anche in molti paesi europei - a rischio malnutrizione nel corso della degenza. Ciò a causa di svariati fattori quali: l’immobilizzazione a letto; il mancato monitoraggio del peso durante il ricovero; gli eccessivi prelievi ematici; il vitto ospedaliero poco gradevole; i frequenti digiuni correlati a procedure diagnostiche e/o terapeutiche; il ritardo dell’inizio della somministrazione di supporti nutrizionali; chemio-radioterapia ecc. Recenti studi hanno dimostrato come, anticipando di 2 giorni la terapia nutrizionale, si risparmi 1 giorno di ricovero. Inoltre numerosi sono i pazienti che perdono peso all’uscita dall’ospedale, ciò significa ricorso al medico di medicina generale, nuove prescrizioni, altre terapie con costi maggiori per il Ssn. Il servizio di ristorazione ospedaliera (SRO), quale servizio di fornitura dei pasti al paziente, è pertanto un indicatore di qualità dei servizi erogati dall’Azienda ospedaliera e la qualità degli elementi erogati al paziente deve essere garantita almeno attraverso la contemporanea tutela della qualità igienico-sanitaria (prescrizioni tecnico-legislative), nutrizionale (esigenze dietetiche), edonistico-gustativa (organolettiche e modalità di somministrazione).

Per approfondimenti:

 

 

 

 

 

Letto 2178 volte Ultima modifica il Venerdì, 26 Giugno 2015 12:57

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