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Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali

osservatorio buone pratiche

È aperta la selezione per partecipare al corso di formazione in "Misurazione, Analisi e Valutazione delle Performance nel SSN" organizzato da AGENAS. I candidati dovranno compilare la domanda di partecipazione entro il giorno 25/03/2019 mediante procedura informatizzata, accessibile dal catalogo dei servizi online pubblicati da AGENAS alla pagina http://servizi.agenas.it/ previo inserimento dell’utenza e della password ottenute a seguito della registrazione. Tutte le informazioni per candidarsi sono raccolte nel bando che pubblichiamo di seguito:

 

 

Pubblicato in primo_piano

Ricerca AGENAS

Capofila: AGENAS

Stakeholder: Regioni, Aziende Sanitarie Locali, Università ed enti di ricerca, Società Scientifiche

Area di riferimento: LEA - Spesa Performance

Abstract

Il Progetto intende analizzare la spesa annuale in materia di manutenzioni edili ed impiantistiche del patrimonio immobiliare sanitario che è pari a circa 2 miliardi di euro, a cui si aggiungono circa 1,3 miliardi di consumi elettrici e termici. In questo settore, la progressiva contrazione degli investimenti tecnologici e infrastrutturali determina l’esigenza di ampliare e potenziare gli strumenti di valutazione e di gestione della spesa.
Obiettivo del progetto, attraverso la rilevazione sistematica, è quello di realizzare un database di tutte le informazioni tecniche e strutturali che caratterizzano tipologia, età, volumi, valore, assetto impiantistico ecc. del patrimonio immobiliare utilizzato per l’attività ospedaliera.
La metodologia di ricerca prevede, dunque, di elaborare le informazioni tecniche e strutturali con i dati del monitoraggio continuo e sistematico della spesa, partendo da una rilevazione analitica dei dati contabili presenti nei modelli di Conto Economico, integrati con le informazioni amministrative desumibili dalla contabilità analitica delle Aziende delle Regioni coinvolte nel progetto.
La ricerca è finalizzata in primo luogo alla realizzazione di uno strumento di analisi integrata della spesa, articolato per cluster omogenei di struttura, per le aree tecniche delle Aziende e delle Regioni.
In secondo luogo, si propone di mettere a punto un range di costi di riferimento e predisporre un set di valori benchmark per il monitoraggio della spesa di manutenzione, parametrata sulle caratteristiche strutturali, assistenziali  e impiantistiche omogenee.

Output del progetto

Definizione di strumenti e Linee guida per la gestione del patrimonio immobiliare:

  • Creazione di un database delle informazioni del patrimonio immobiliare del Sistema sanitario di ciascuna Regione partecipante;
  • Intervallo di costi standard per gli interventi di manutenzione degli immobili impiegati dalle Aziende e presidi per l’attività ospedaliera, parametrati sulle caratteristiche strutturali, assistenziali  e impiantistiche omogenee;
  • Linee guida per i piani di formazione destinati al rafforzamento delle competenze delle aree tecniche;
  • Check listper il controllo e la gestione degli interventi (manutenzioni, investimenti, alienazioni patrimoniali, acquisti apparecchiature ecc.).

Nello specifico ambito dell’efficientamento energetico, inoltre, è prevista la definizione di

  • Linee guida per lo sviluppo delle competenze tecnico-economiche per valutare le performance energetiche;
  • Criteri per l’analisi delle performance energetiche delle aziende e presidi ospedalieri;
  • Criteri per la valutazione costi/benefici dei contratti di performance energetica (EPC);
  • Indirizzi per la redazione della programmazione triennale e ricerca di fonti di finanziamento (nazionali, europei, partenariato pubblico/privato ecc.);
  • Indirizzi semplificati per la redazione degli studi di fattibilità e documenti preliminari.

Stato della ricerca: concluso

Report finale: Monitoraggio della spesa per la manutenzione degli immobili del SSN (PDF)

 

Pubblicato in ricerca
Lunedì, 18 Gennaio 2016 00:00

Monitor n. 39

monitor 29
Scarica Monitor n. 39

EDITORIALE
di Beatrice Lorenzin
Il Ministro della salute fa il punto sugli obiettivi raggiunti per garantire la sostenibilità del Ssn e disegna la sanità che verrà

LA “RIFORMA DELLA RIFORMA”
di Mariapia Garavaglia
Il tema dell’aziendalizzazione e l’individuazione dei compiti e degli obiettivi di Agenas istituita durante il suo Dicastero

BUONA SANITÀ E LEGALITÀ PER GARANTIRE IL DIRITTO ALLA SALUTE
Intervista a Rosy Bindi
La corruzione in sanità e l’iter della riforma, la 229/99, che si proponeva di rafforzare l’autonomia delle Regioni, in una visione unitaria di sistema, e di dare nuova centralità alla tutela della salute

UNA VALUTAZIONE RETROSPETTIVA DEGLI ANNI DA MINISTRO DELLA SALUTE
di Umberto Veronesi
La prevenzione, da attuarsi attraverso l’educazione e la diagnosi precoce, focalizzando i punti cardine della sanità: l’equità e l’indipendenza del sistema dalla politica

IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE VA MIGLIORATO
di Girolamo Sirchia
Una riflessione sugli aspetti necessari per il cambiamento: gestione dei Lea e consolidamento della medicina territoriale

DALLA REGIONE AL MINISTERO: LE DUE FACCE DELLA SANITÀ
di Francesco Storace
Un anno speso per contenere le liste d’attesa, incrementare la ricerca, bloccare il prezzo dei farmaci
e governare i timori per l’esplosione del fenomeno dell’influenza aviaria

PER UN “NEW DEAL” DELLA SALUTE: MORALITÀ ED EQUITÀ INNANZITUTTO
di Livia Turco
Le tappe per innovare il sistema sanitario e ricreare fiducia nei cittadini, attraverso una governance impostata sulla piena collaborazione tra tutti gli attori della sanità

LA GOVERNANCE DEL SISTEMA SANITARIO: UNA SFIDA INELUDIBILE
di Ferruccio Fazio
Una governance tesa a creare un sistema di valutazione nazionale, in grado di monitorare l’efficacia e l’efficienza delle strutture sanitarie e migliorare qualità e sicurezza delle prestazioni

SANITÀ E SVILUPPO DEL PAESE: UN BINOMIO INSCINDIBILE
Intervista a Renato Balduzzi
La necessità del cambiamento continuo del sistema, le tematiche contenute nel Decreto che porta il suo nome e analizza il ruolo delle Regioni nella sanità


 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in Monitor
Brochure

C’è un filo conduttore che lega gli ultimi dieci anni (2005- 2015) di governance sanitaria, ossia la necessità di coniugare la contrazione della spesa sanitaria senza penalizzare la qualità del servizio sanitario, l’esigenza di attuare l’integrazione ospedale-territorio, la lotta alle inefficienze e agli sprechi, la definizione di standard di quantità e qualità dei servizi sanitari.
È il decennio delle politiche di contenimento della spesa sanitaria, laddove essa è sinonimo di sprechi e inefficienze, al fine di salvaguardare la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
Tocca a Francesco Storace (2005-2006) incidere sulla spesa farmaceutica, promuovendo l’utilizzo dei farmaci generici, nella convinzione che si debba coniugare la necessità di poter disporre di farmaci sicuri con quella del risparmio.
Inizia a prendere forma l’esigenza di superare una concezione ospedalocentrica, attraverso l’integrazione ospedale-territorio e la valorizzazione del Medico di medicina generale, obiettivi che caratterizzano anche l’esperienza del Ministro Livia Turco (2006-2008) con la realizzazione delle prime case della salute per poter garantire quella continuità assistenziale dall’ospedale al domicilio.
Questo, d’altronde, è il biennio che segna lo spartiacque nella governance sanitaria, con la stipula dei primi Piani di rientro per le Regioni in disavanzo sanitario e la firma del primo Patto della Salute con il quale Stato e Regioni, pur nel rispetto dei nuovi equilibri economico-finanziari, vogliono sancire il primato dei bisogni di salute sull’economia.
La creazione di un sistema di valutazione nazionale, in grado di monitorare l’efficacia e l’efficienza delle strutture sanitarie per migliorare la qualità e la sicurezza delle cure erogate, caratterizzano l’esperienza ministeriale di Ferruccio Fazio ( 2009-2011).
Un’opera di manutenzione del servizio sanitario è l’obiettivo del decreto del Ministro Renato Balduzzi 2011 -2013 che affronta punti nevralgici della sanità: dalla riorganizzazione della medicina territoriale alle norme per la nomina dei direttori generali e dei primari, fino all’attività intramuraria passando per il regolamento sui nuovi standard ospedalieri diretto a garantire livelli omogenei di assistenza ospedaliera in tutta Italia.
Appropriatezza delle prestazioni, lotta agli sprechi e alla corruzione, definizione di nuovi livelli essenziali perché un servizio sanitario deve saper dare una risposta adeguata ai nuovi bisogni sanitari. E ancora, applicazione per i direttori generali del principio “Chi sbaglia, decade”, perché il nostro sistema ha bisogno di manager che sappiano produrre buona sanità.
Sono alcune delle ultime misure legislative fortemente volute dall’attuale Ministro Lorenzin, ma questa è cronaca dei nostri giorni.

 

 

Domenica, 17 Gennaio 2016 00:00

Hanno dichiarato. Le anticipazioni di Monitor

Brochure

Gli ex Ministri della Salute, protagonisti degli ultimi vent’anni di politiche sanitarie, ripercorrono i punti salienti del loro mandato e delle riforme realizzate. Le anticipazioni di Monitor in alcune  dichiarazioni.

«L’aziendalizzazione doveva e deve essere intesa come una sintesi di domanda e offerta, mediata da una programmazione rigorosa, funzionale ai risultati di salute da raggiungere e non ai pareggi di bilancio». Mariapia Garavaglia (Ministro della Sanità 1993-1994)

«Con la Legge 229/99 il Piano Sanitario Nazionale, con i Lea, diventa strumento di programmazione funzionale ai reali bisogni di salute, si rilancia la continuità assistenziale tra territorio e ospedale e l’integrazione socio-sanitaria, si riscrivono regole più chiare e stringenti tra pubblico e privato con un nuovo modello di accreditamento, si introduce l’esclusività regolando la libera professione». Rosy Bindi (Ministro della Sanità 1996-2000)

«L’ospedale deve rimanere un luogo di servizio al malato, che trova in lui il suo centro e il perno attorno al quale ruota l’organizzazione e un luogo di ricerca scientifica per dare speranze concrete di guarigione». Umberto Veronesi (Ministro della Salute 2000-2001)

«Quando nel 2001 definimmo i Lea ci limitammo a elencarli, ma ben sapevamo che questo era solo un primo passo, cui doveva seguire la definizione di uno standard della quantità, qualità e costo di ogni prestazione sanitaria per garantire un SSN uniforme su tutto il territorio nazionale». Girolamo Sirchia (Ministro della Salute 2001-2005)

«Applicare degli sconti (20%) e bloccare per un biennio il prezzo dei farmaci, utilizzare ove possibile i generici, invece di quelli di marca coperti da brevetti che ne innalzavano i costi, fu la leva principale per coniugare la necessità di approvigionarsi di medicine con quella del risparmio». Francesco Storace (Ministro della Salute 2005-2006)

«Se tanti sono stati i risultati raggiunti, è stato determinante il nuovo clima di collaborazione instaurato con tutti gli attori del sistema; basti pensare, ad esempio, al Patto per la Salute 2007. Si è trattato del primo Patto per la Salute e ha rappresentato la traduzione concreta della governance condivisa fra il Governo e le Regioni». Livia Turco (Ministro della Salute 2006-2008)

«Come medico, prima ancora che come Ministro, ritengo di aver raggiunto un importante traguardo con le “Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore” (legge 38/2010) perché esse migliorano la qualità della vita dei malati e aiutano le loro famiglie». Ferruccio Fazio (Ministro della Salute 2009-2011)

«Il sistema sanitario è quello che ha saputo produrre un’eccellenza di risultati se comparato, a livello internazionale, con i sistemi sanitari degli altri Paesi e, a livello nazionale, con altri settori non sanitari». Renato Balduzzi (Ministro della Salute 2011-2013)

«La lotta agli sprechi, e quella alla corruzione, presente in sanità come purtroppo negli altri settori della vita del Paese, non deve ammettere timidezza e zone grigie. È la battaglia che vogliamo condurre». Beatrice Lorenzin (Ministro della Salute)

 

 

Brochure

Da Mariapia Garavaglia a Girolamo Sirchia, passando per Rosy Bindi e Umberto Veronesi, un decennio denso di trasformazioni per il Servizio sanitario nazionale, che ha attualizzato, riformandolo, il disegno originario del nostro sistema salute delineato dalla Legge 833.
Si è partiti nel ’93-’94 con il dicastero della Garavaglia, che si è trovata ad affrontare la questione che si sarebbe poi rivelata una vera e propria sfida per i diversi protagonisti istituzionali negli anni a venire e cioè il processo di regionalizzazione con la crescente differenziazione nell’offerta di salute per i cittadini. La questione della governance del SSR, inoltre, è stata oggetto in questi anni dell’avvio del processo di aziendalizzazione che aveva come obiettivo coniugare l’offerta di prestazioni sanitarie con i limiti al finanziamento pubblico del sistema.  
Il 1993 è stato anche l’anno in cui è stata istituita l’Agenzia per i servizi sanitari regionali, pensata come struttura tecnica indipendente di collegamento e supporto tra il livello centrale di governo e quello regionale.
A seguire, dal 1996 al 2000 Rosy Bindi è stata promotrice della Legge 229/99 (Riforma Bindi ndr) che si è posta come obiettivo di ricondurre il processo di aziendalizzazione e le nuove responsabilità decentrate sui binari della 833, rafforzando l’autonomia delle Regioni in una visione unitaria del sistema. L’intento è stato quello di porre rimedio ai vincoli finanziari che di fatto subordinavano la tutela della salute alle risorse disponibili.
Punti qualificanti dei quindici mesi di governo di Umberto Veronesi sono stati la liberalizzazione dei farmaci antidolore e l’istituzione dell’hospice, l’introduzione dell’educazione medica continua per tutti gli operatori sanitari e l’avvio del progetto di modernizzazione della rete ospedaliera.
Dal 2001 al 2005 il titolare del Ministero della Salute è stato Girolamo Sirchia che ha voluto porre l’accento sull’importanza dell’introduzione dei nuovi Lea avvenuta nel 2001, pensati come un primo step per garantire equità e uniformità nell’accesso ai servizi, la cui revisione è stata prevista proprio nell’ultima finanziaria del 2016 dal Ministro Lorenzin.

 

 

Brochure

E’ online il nuovo  "Monitor n. 39, Elementi di analisi e osservazione del sistema salute”, interamente dedicato al tema della governance della sanità.
Il nuovo numero della rivista dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali è aperto dall’editoriale firmato dal Ministro della Salute.
 “Garantire la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale a fronte dell’invecchiamento della popolazione e l'inevitabile diminuzione della spesa pubblica; combattere sprechi e corruzione; garantire ai pazienti i nuovi farmaci salvavita, che in un sistema solidaristico e universale come il nostro devono essere disponibili per tutti; restituire merito al lavoro di medici, infermieri, tutto il personale della sanità, capace in anni di grande contrazione della spesa pubblica di garantire elevato lo standard qualitativo dell’assistenza sanitaria: questi gli obiettivi che mi sono fissata e che rimarranno la bussola del mio mandato all’interno di questo Governo”, scrive nel suo intervento la Lorenzin, titolare del Dicastero dall’aprile del 2013.
Il nuovo numero si propone di ricostruire quanto avvenuto nel tempo al Sistema sanitario nazionale e per farlo ha raccolto i contributi di coloro che hanno occupato il vertice di quello che negli anni è stato chiamato Ministero della Sanità prima, e oggi Ministero della Salute: Mariapia Garavaglia, Rosy Bindi, Umberto Veronesi, Girolamo Sirchia, Francesco Storace, Livia Turco, Ferruccio Fazio, Renato Balduzzi.
“Abbiamo voluto dedicare un numero speciale della rivista al governo del sistema salute, in una prospettiva storica e lo sguardo sempre attento alla nostra attualità”, dichiara Francesco Bevere, Direttore Generale di Agenas - “Lo abbiamo fatto con l’intenzione di arrivare a una ricostruzione delle politiche sanitarie nel nostro Paese - prosegue Bevere - che potesse essere utile. Solo il tempo rende merito a scelte strategiche di lungo respiro, e in sanità è spesso necessario, come sta accadendo in questi ultimi mesi, imporre riforme i cui risultati saranno tangibili solo nel medio e lungo periodo. A tutti coloro che hanno avuto compiti di massima responsabilità abbiamo chiesto di raccontare le conquiste realizzate e, col senno del poi, cosa non rifarebbero. La lettura degli articoli, tra risultati raggiunti e qualche rimpianto confessato con grande sincerità, racconta una storia che, vale la pena ricordare, colloca stabilmente la sanità italiana ai vertici delle classifiche mondiali per qualità e quantità delle prestazioni offerte. Scorrendo le pagine ci si accorge di quanto sia stato e rimanga sempre assai complesso ottenere risultati apprezzabili, in termini clinici e organizzativi. Ma emerge in modo chiaro da tutte le testimonianze quanto sia gratificante operare in favore dei cittadini quando la posta in gioco è la salute di tutti noi”.

 

 

Brochure

Un numero di  Monitor diverso che ripercorre gli ultimi venti anni di governance sanitaria vista dai suoi protagonisti per guardare, con la consapevolezza del passato, alle conquiste ottenute e agli obiettivi mancati, ma ancora raggiungibili. Un breve excursus che colpisce per il senso dello Stato, l’onestà intellettuale e umiltà dei suoi autori, che non nascondono l’amarezza per non avere avuto il tempo o le condizioni favorevoli per fare di più.  
Ministri che hanno, ognuno secondo il proprio bagaglio culturale, politico, professionale, segnato il consolidamento e lo sviluppo del Servizio sanitario nazionale.
Eppure c’è un filo conduttore che lega gli ultimi venti anni di governance sanitaria, ossia la preoccupazione - già sentita prima dell’avvento della grave crisi finanziaria - che le ragioni economiche prevalessero sugli obiettivi di salute; la carenza di uniformità di cure per la variabilità di 21 sistemi sanitari regionali; la necessità di lavorare all’integrazione ospedale-territorio; l’importanza della formazione medica, la lotta alle inefficienze e agli sprechi, la definizione di standard di quantità e qualità dei servizi sanitari.
Criticità che in larga parte nell’ultimissimo periodo sono state risolte, grazie anche a quanti in tutti questi anni si sono impegnati perché tutto ciò fosse possibile.        

 

 

Dopo una serie di audizioni che ha visto gli attori del Servizio sanitario nazionale riferire al Senato, la 12a Commissione Igiene e Sanità ha approvato all’unanimità la relazione sul tema “La sostenibilità del Servizio sanitario nazionale con particolare riferimento alla garanzia dei principi di universalità, solidarietà ed equità”.
“Le politiche per la tutela della salute sono uno strumento fondamentale per la coesione sociale - si legge nel documento - un potente traino per l’economia e l’occupazione nonché un importante fattore di sviluppo di settori ad alta tecnologia e intensità di ricerca”. Ma “la crisi economica e le restrizioni alla sanità pubblica stanno pregiudicando le condizioni di accesso ai servizi sanitari, soprattutto tra le categorie più deboli e nelle Regioni più in difficoltà, aggravando le già importanti diseguaglianze sociali e territoriali esistenti nel Paese”. Pertanto la Commissione ritiene che nei prossimi anni “il sistema non sia in grado di sopportare ulteriori restrizioni finanziarie, pena un ulteriore peggioramento della risposta ai bisogni di salute dei cittadini e un deterioramento delle condizioni di lavoro degli operatori”.
La Commissione analizza poi, a tutto tondo, le diverse tematiche, “elenca” aspetti e relative criticità, “suggerisce”  modi e tempi per affrontarli. Ne ricordiamo alcuni.
Livelli essenziali di assistenza: “Non è più rinviabile una revisione dei Lea”, afferma la relazione, oltre a “una robusta revisione degli strumenti di verifica del rispetto dei Livelli essenziali di assistenza in tutte le Regioni e in particolare in quelle in piano di rientro, innovando nei metodi e nei contenuti, anche in relazione alle nuove evidenze oggi disponibili”.
Edilizia sanitaria: occorre “un Piano straordinario di investimenti  in edilizia e tecnologie sanitarie, accuratamente disegnato in modo da evitare i passati insuccessi di alcune Regioni, che potrebbe costituire un volano per l’occupazione e la crescita, oltre che un’occasione per ammodernare il patrimonio del Ssn, soprattutto nelle regioni più fragili”.
La governance: poiché “nella tutela della salute le diseguaglianze fra regioni e all’interno di una stessa regione sono sempre più inaccettabili, soprattutto in un periodo di grave crisi economica”, la Commissione ritiene opportuno "uno specifico sforzo volto a promuovere un sistema organico di strumenti di governance per l’uniformità degli standard dell’offerta sanitaria all’interno del Paese nei diversi aspetti dell’accesso, della completezza e della qualità dell’offerta, degli oneri a carico dei cittadini, degli esiti in termini di salute”.
La formazione: si ritiene opportuno aprire una fase di verifica e revisione dei percorsi formativi, per l’accesso alle diverse professioni e per l’aggiornamento degli operatori della sanità, guardando ai contenuti, ai soggetti e ai luoghi della formazione, con l’obiettivo di utilizzare al meglio le risorse disponibili (sempre più limitate) e di innalzare la qualità della formazione, in un’ottica di programmazione di medio-lungo periodo del fabbisogno di personale per il sistema di tutela della salute della popolazione.
Legalità e trasparenza: “Il sistema sanitario – afferma la relazione – deve ancora dotarsi, sul piano culturale ed etico, oltre che tecnico-amministrativo, di un insieme organico di strumenti volti a promuovere l’integrità del settore”, e la valutazione delle performance delle aziende sanitarie non può prescindere dal monitoraggio di elementi propri della trasparenza e della legalità.

Per approfondimenti:


 

Pubblicato in I fatti del mese

Ha più o meno gli stessi anni del Servizio sanitario nazionale. Parliamo del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva che celebra quest’anno i suoi 35 anni, con una campagna itinerante intitolata “Sono Malato anch’io. La mia salute è un bene di tutti”.

Ma 35 anni sono anche un’occasione per ripercorrere le tante conquiste raggiunte e per rilanciare nuove sfide al Servizio sanitario nazionale, sintetizzate, lo scorso 13 giugno, dal coordinatore nazionale, Tonino Aceti, in piazza del Campidoglio, la stessa in cui nel 1980 fu proclamata la Carta dei 33 diritti del malato.

Un documento storico che ha sancito il diritto a non dover dare mance per ricevere un servizio o un posto letto; il diritto dei bambini degenti ad essere assistiti senza limitazioni di tempo, soprattutto da parte dei genitori; il diritto dei pazienti ad usufruire di lenzuola, federe, cuscini, coperte, posate, sedie a rotelle, forniti dall’amministrazione ospedaliera; il diritto ad ottenere cibo di buona qualità e servizi igienici puliti e a pasti di buona qualità, tanto per citarne alcuni.

Troppi i risultati ottenuti da Tdm per poter essere elencati tutti, ma non si possono non menzionare le battaglie per l’approvazione della Legge 38/2010 sulla terapia del dolore e le cure palliative, con la quale si è riconosciuto che “non soffrire è un diritto di tutti”; l’audit civico, una metodologia di valutazione dei servizi sanitari in cui i cittadini hanno un ruolo diretto, e che è stato riconosciuto dal Ministero della salute e dall’Agenas; la 210/92 che ha riconosciuto il diritto all’indennizzo per le persone che avevano contratto malattie in seguito a trasfusioni da sangue infetto; le battaglie per la lotta alle liste di attesa e il diritto ad ottenere prestazioni in intramoenia, senza costi aggiuntivi per i cittadini, quando i tempi sono troppo lunghi.

Pensando al presente, il Tribunale per i diritti del malato chiede che la crisi economica non sia l’alibi per soffocare diritti e Servizio sanitario pubblico e lancia un appello al Governo: l’abrogazione del super ticket di 10 euro sulla ricetta.

«La realtà dei cittadini di oggi è che hanno spesso bisogno di compensare di tasca propria per ottenere i servizi: costi privati crescenti e ticket che spesso rendono più conveniente rivolgersi al privato, creando un danno al Ssn e minandone ancora una volta la sua esistenza e sostenibilità - ha dichiarato Aceti - Quasi un quarto dei cittadini, secondo i dati del Rapporto PIT Salute 2014 del TDM-Cittadinanzattiva, ha difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, e questa percentuale nel 2013 (23,7%) è cresciuta del + 2,7% rispetto al 2009 (21%) e di ben il 5,3% rispetto al 2012. È quanto emerge dalle oltre 24 mila segnalazioni che ogni anno giungono al nostro servizio di consulenza, tutela e informazione PIT Salute e alle sedi territoriali del Tribunale per i diritti del malato».

«Ad allontanare sempre più i cittadini dalle cure e dalla sanità pubblica sono le liste di attesa (problema segnalato dal 58,5%) e i ticket, visto che quasi un terzo dei cittadini (31,4%) nel 2013 ne ha lamentato il peso eccessivo (+21% rispetto al 2012) - ha incalzato Aceti -. Sui tempi di attesa, basta segnalare che per una mammografia nel 2013 si attendeva in media 14 mesi, contro i 13 mesi del 2012 e gli 11 mesi del 2011; per una colonscopia si è passati dagli 8 mesi di attesa nel 2011 ai 9 mesi del 2012 agli 11 mesi del 2013; tempi di attesa quasi raddoppiati per l’ecodoppler, dai 6 del 2011 ai 10 del 2013».

E guardando al futuro, l’organizzazione indica quelli che - a suo avviso - sono gli assi portanti su cui fondare la riorganizzazione e ammodernamento del Ssn:

  • servizi: devono essere garantiti tutti (e solo) i servizi necessari ed essenziali (i Lea) per soddisfare le esigenze di salute dei cittadini, garantendo qualità e accessibilità universale e tempestiva, secondo principi di appropriatezza, efficienza ed efficacia che evitino sprechi e ridondanze intollerabili da un punto di vista etico prima che economico.
  • bisogni: il Ssn deve essere centrato sui bisogni di salute e assistenza dei cittadini che cambiano in un’ottica non solo individuale, ma di comunità.
  • risorse: non sono solo quelle economiche, ma anche il patrimonio strutturale, il parco tecnologico, la ricerca, i sistemi informativi, e soprattutto le risorse umane e professionali necessarie per garantire servizi.

 

 

 

 

 

Pubblicato in I fatti del mese

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